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Cgil: “In piazza il 17 ottobre per sanità e salari. Bisogna smontare le balle del governo”

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, al Governo Draghi: "O vaccino obbligatorio o tamponi gratis per i lavoratori"

Il 29 e 30 settembre la Cgil nazionale festeggerà i suoi 120 anni a Milano

Al primo posto “un problema salariale e di reddito grande come una casa perché a fine mese i lavoratori e i pensionati non ci arrivano più”. Da affrontare quindi “aumentando i salari e le pensioni” e con un vera riforma fiscale, non più rinviabile, che riduca la tassazione sul lavoro dipendente, restituisca il fiscal drag e soprattutto cominci a tassare le rendite finanziarie e immobiliari e l’evasione fiscale”.

Poi c’è sicuramente “il tema della sanità pubblica, dove bisogna investire e aumentare i medici e gli infermieri e ridurre le liste di attesa“. In terzo luogo “basta con i livelli di precarietà che costringono i giovani a emigrare per trovare lavoro”. E infine “un tema trasversale di sicurezza sociale che io declino sia nelle fabbriche sia sul territorio”. Sono i quattro punti che Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, mette al centro della nuova manifestazione nazionale, promossa a Roma il 17 ottobre dal sindacato insieme a oltre cento associazioni della società civile. La mobilitazione rilancia così il percorso denominato “La Via Maestra” che, nato nei mesi scorsi, ha sostenuto la necessità di un nuovo protagonismo sociale per la difesa e la piena attuazione della Carta Costituzionale. Da Reggio Emilia, dove ha partecipato alla festa per i 125 anni della Camera del lavoro territoriale, Landini informa inoltre che la settimana successiva a quella della manifestazione saranno depositate in Parlamento le firme raccolte dal sindacato (ben superiori alle 50.000 richieste) per la presentazione di due leggi di iniziativa popolare per abolire i subappalti e in difesa della sanità pubblica.

LANDINI: “SERVE CAMPAGNA PER SMONTARE LE SUE BALLE”

“Bisogna preparare una campagna comunicativa per smontare le balle del Governo e dire la verità sulle politiche che stanno facendo, ma soprattutto a vantaggio di chi”. Lo afferma il segretario della Cgil Maurizio Landini, che oggi ha partecipato a Reggio Emilia alla festa per i 125 anni della Camera territoriale del lavoro, fondata nel 1901.

LANDINI: “VITTORIA REFERENDUM ARCHIVIATA TROPPO PRESTO”

“Penso che questo Governo, che considero un pericolo per il Paese e i diritti di chi lavora, non ha mai nascosto il tentativo di mettere in discussione la Costituzione, di cambiarla radicalmente e ci hanno provato”. Quindi, “secondo me, una delle prime cose da non disperdere è il fatto che quando questo Governo ha chiesto agli italiani di votare sulla riforma della giustizia, che metteva in discussione l’autonomia della magistratura, la maggioranza dei cittadini l’ha bocciata. Questa cosa penso sia stata messa in un cassetto troppo presto e penso che non sia stata nemmeno utilizzata intelligentemente dalle forze politiche di opposizione”, dice il segretario della Cgil Maurizio Landini, presente oggi nella “sua” Reggio Emilia dove ha partecipato alla giornata di lavoro per celebrare i 125 anni della nascita della Camera del lavoro territoriale. “In quel referendum- continua il segretario- milioni di persone che da anni non andavano a votare lo hanno fatto perché finalmente dovevano votare non per qualcuno ma per qualcosa. Ma soprattutto capivano che il loro voto tornava ad avere un peso nel decidere delle cose. Di questo bisogna tenere conto perché non è mica finita”. Infatti, avvisa Landini, “il tentativo di scardinare e di cancellare la nostra Costituzione non è finito, anzi“. Per il numero uno della Cgil, “se questo Governo e le sue forze politiche rivincono le elezioni con la legge elettorale che stanno facendo, hanno tutte le condizioni per mettere mano alla Costituzione, fino a mettere in discussione anche il ruolo del presidente della Repubblica”. Questo “penso sia un punto fondamentale della discussione che deve essere fatto”, chiude il segretario.

LANDINI: “CONGRESSO DOPO ELEZIONI, ALLE POLITICHE IO NON CORRO”

Sono 15 anni che mi propongono di candidarmi e mi pare di avere avuto una certa coerenza. Non è mio interesse, non vedo nulla di più importante di quello che sto facendo come segretario della Cgil”. Lo dice Maurizio Landini ai cronisti che, a Reggio Emilia, gli chiedono se si candiderà alle elezioni politiche dell’anno prossimo.

“E per stare sul sicuro, così che nessuno possa dire nulla- aggiunge Landini- vi do una notizia: l’anno prossimo sarà quello del congresso nazionale della Cgil e abbiamo deciso che la sua conclusione sarà dopo le elezioni politiche. Quindi io sarò ancora segretario dopo le elezioni e il congresso deciderà chi mi sostituirà”.
Insomma, chiosa Landini, “questo è un argomento che i detrattori del sindacato non potranno utilizzare, perché qui non si discute del futuro di Landini, ma di come ridare voce, dignità e forza a chi per vivere ha bisogno di lavorare”. Intanto il 29 e 30 settembre la Cgil nazionale festeggerà i suoi 120 anni a Milano. Le celebrazioni prevedono un convegno con ospiti internazionali e, il secondo giorno, un concerto alla Scala con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LANDINI: “PRIMARIE? CHI CORRE DICA PRIMA COSA FARÀ”

“Sono rispettoso delle decisioni che prenderanno perché non è compito del sindacato dire che cosa devono fare. Mi limito a dire a tutte le forze politiche di opposizione che il tema è oggi rispondere alle emergenze che ho provato a dire su salari, sanità, precariato e giustizia sociale“. Dunque, “poiché il Governo non le ha affrontate, la credibilità di chi si vuol candidare per essere un’alternativa passa per il dire prima cosa vuol fare. E quello che oggi è importante non è chi guiderà la coalizione o chi governerà, ma dire con chiarezza cosa vuol fare e costruirlo con le persone“. Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, commenta da Reggio Emilia l’ipotesi delle primarie del campo largo del centrosinistra, in vista delle elezioni politiche del 2027.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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