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Bonus affitto genitori separati e divorziati: in arrivo il bando da 500 euro al mese

Via libera dal Senato all’assegno unico e universale per le famiglie: il ddl prevede massimo 250 euro per ogni figlio a carico fino ai 21 anni

A chi è rivolto? Quali sono i requisiti?

Novità in arrivo per le madri e i padri che, a seguito della fine di un matrimonio o di una convivenza, si trovano ad affrontare le spese per un nuovo alloggio. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha confermato l’avvio dell’iter per la pubblicazione, prevista nel corso dell’autunno, del bando attuativo destinato al bonus affitto per genitori separati e divorziati. La misura prevede un contributo economico che potrà raggiungere fino a 500 euro al mese (per un massimo di 6.000 euro all’anno) per la durata di 12 mesi. “Quest’autunno ci sarà il bando – ha annunciato il ministro Salvini – . Bisogna aiutare la gente che lavora, non quella che non lavora o lavora in nero”.

A chi spetta il contributo: separati e divorziati

La misura si rivolge a una platea specifica di beneficiari in condizione di vulnerabilità economica e abitativa. Dalle indicazioni del ministero emerge che la platea coinvolge sia i genitori separati sia i genitori divorziati.

I criteri principali di accesso includono:

Requisiti economici e limiti immobiliari

Il provvedimento fissa paletti precisi per garantire che le risorse – pari a 20 milioni di euro all’anno per il triennio – vadano a chi si trova in reale difficoltà:

Quando e come fare domanda

Attualmente il testo del decreto attuativo è in fase di definizione di concerto tra il Mit e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per lo sblocco definitivo dei fondi.

La presentazione delle domande avverrà esclusivamente tramite una procedura telematica online che sarà attivata subito dopo la pubblicazione formale del bando in Gazzetta Ufficiale. L’obiettivo indicato dal Ministero è di consentire l’inoltro delle richieste in autunno per avviare l’erogazione dei primi assegni entro la fine dell’anno, dando priorità alle Regioni con il maggior numero di separazioni e a più alta tensione abitativa.

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