Site icon Corriere Nazionale

Israele indaga sulle fonti anonime del docufilm NAZA: “Tradimento dello Stato”

naza Mostra del Cinema

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 75

Chiesta la revoca della cittadinanza israeliana dei due registi

È caccia in Israele alle fonti anonime che hanno alimentato i racconti del documentario NAZA, in cui l’esercito dello Stato ebraico viene accusato di aver uciso deliberatamente numerosi civili nella Striscia di Gaza. Il ministro israeliano della Cultura, Miki Zohar, ha chiesto l’apertura di un’indagine per identificare le 24 fonti anonime dell’esercito e dei servizi d’intelligence che hanno offerto la loro testimonianza.

Il capo di stato maggiore dell’IDF Eyal Zamir ha ordinato una revisione legale e un’inchiesta sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del film NAZA, accusato di diffondere “calunnie” e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Zamir afferma che il film distorce deliberatamente la realtà minando la legittimità dell’esercito e dello Stato di Israele.

Premio Speciale della giuria a NAZA (foto X Biennale)

Già chiesta la revoca della cittadinanza dei due registi

Zohar ha inoltre chiesto al ministero dell’Interno di valutare la revoca della cittadinanza israeliana ai due registi Yuval Abraham e Rachel Szor, accusandoli di “tradimento dello Stato”, di avere “violato il proprio dovere di lealtà” e di avere “collaborato con il nemico”. “Ho chiesto anche di indagare su come siano stati ottenuti questi materiali, chi ci sia dietro e se le attività che hanno portato alla loro raccolta e pubblicazione possano avere aiutato il nemico in tempo di guerra”, ha scritto il ministro su X. “La libertà di espressione non è una licenza per tradire lo Stato. Chiunque agisca contro Israele in tempo di guerra deve sapere che ci sarà un prezzo da pagare”, ha aggiunto.

Exit mobile version