Leone d’argento per la regia a Ilya Khrzhanovsky per ‘DAU’. Gran premio della giuria a ‘Possible Love’. Premio speciale della giuria a ‘NAZA’. Riccardo Scamarcio vince nella sezione Orizzonti per la miglior interpretazione maschile
In un festival che aveva fatto discutere per la quasi assenza di registe donne in gara, a Venezia il Leone d’Oro per il Miglior film è stato conquistato proprio da una delle uniche due donne in gara: la giuria ha deciso di premiare la regista danese di origini egiziane May el-Toukhy, 49 anni, che aveva portato a Venezia il suo “Woman Unkonwn“. La regista, visibilmente emozionata al momento della premiazione, sul palco si è autoproclamata la “donna sconosciuta più famosa del mondo” e ha dedicato la vittoria alla figlia adolescente con queste parole: “Metti via quel dannato telefono. Alza lo sguardo. Usa la tua voce per denunciare la disumanizzazione e per parlare a nome di coloro che sono stati abbandonati e messi a tacere”. La pellicola, che nasce con l’intento di dare voce alle tante donne rimaste invisibili e senza voce, ha ricevuto anche un altro importante riconoscimento: l’attrice protagonista Mathilde Arcel è stata infatti premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Si chiude così l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che contava su una giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal. L’Italia, che aveva in gara cinque film, non ha avuto riconoscimenti tra i premi principali.
DI COSA PARLA IL FILM
Il film racconta la storia di Marie, una giovane domestica nella Danimarca dell’immediato dopoguerra che sta per sposare il ricco vedovo, con due figli, da cui è in servizio da tanti anni. Ma una passata relazione con un soldato tedesco, avvenuta durante l’occupazione nazista, minaccia il suo futuro e la sua nuova posizione sociale a causa del giudizio e della gogna a cui migliaia di donne sono state sottoposte nel dopoguerra e non solo allora. Perchè lo sguardo giudicante sulle donne continua ancora oggi a esistere. La regista El-Toukhy ha spiegato che il film racconta “il corpo femminile come campo di battaglia, come dominio pubblico su cui la società si arroga il diritto di giudicare”.
NAZA (foto X Biennale)
PREMIO SPECIALE A ‘NAZA’, STANDING OVATION DI 25 MINUTI
Il Premio speciale della giuria è andato a “Naza“, documentario sulle atrocità commesse a Gaza, che in molti pensavano potesse vincere questa edizione della Mostra del cinema: l’anteprima ha incassato 25 minuti di standing ovation. Sul palco è salita Rachel Szork (la seconda regista in gara oltre alla vincitrice May el-Toukhy), coautrice del docufilm insieme a Yuval Abraham, e ha ricordato il dramma dei bambini uccisi a Gaza, sei anche negli ultimi giorni in cui era in corso la festa del cinema. “È importante che gli israeliani guardino il film. E gli europei, soprattutto in Italia, perché il vostro governo e quello tedesco stanno bloccando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo… e anche gli americani: il loro Paese finanzia gran parte di questi omicidi”, ha detto la regista.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

