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Rapina in casa a Donnarumma, condanna a 9 anni: l’aborto della moglie del portiere è stato causato dallo shock

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Rapina in casa a Donnarumma, condanna a 9 anni: per l’accusa l’aborto della moglie è stato causato dallo shock. Il colpo avvenne nella notte del 21 luglio 2023 nella casa di Parigi

È finito il processo di primo grado, in Francia, per la rapina in casa del portiere Gigi Donnarumma, avvenuta nel luglio 2023: l’uomo individuato come l’organizzatore del colpo, Ilyas Kherbouch, è stato condannato a una pena di nove anni. Il processo si è svolto in questi giorni a Parigi, città in cui tre estati fa avvenne appunto la rapina violenta compiuta da un commando di sette uomini. Donnarumma venne picchiato al volto, Alessia Elefante (allora compagna, oggi moglie del portiere) venne immobilizzata e quasi strangolata con un cavo del telefono, nonostante avesse detto ai rapinatori di essere incinta. Pochi giorni dopo la rapina, Elefante ebbe un aborto spontaneo: durante il processo, l’accusa ha sostenuto che si sia trattata di una conseguenza della rapina, dovuto allo choc traumatico di quell’evento brutale. Donnarumma e la sua compagna sono poi diventati genitori poco più di un anno dopo quella terribile notte, con la nascita del figlio Leo il 14 settembre 2024: oggi il bimbo sta per compiere due anni. Quest’estate, poi, si sono sposati a Locorotondo in Puglia e hanno festeggiato insieme a 250 invitati prima con un beach party e poi una grande festa in masseria.

LA VIOLENTA RAPINA

La rapina avvenne nella notte del 21 luglio 2023: i rapinatori entrarono nell’appartamento mentre la coppia dormiva. Cercavano soprattutto “soldi” e “orologi“, come hanno gridato per farseli consegnare. Alla fine scapparono con contanti, gioielli, orologi e borse di lusso: il valore complessivo è stato stimato in tre milioni di euro.
L’uomo condannato è Ilyas Kherbouch, indicato come il principale organizzatore: l’accusa per lui aveva chiesto 10 anni, la pena è stata di nove; c’era un secondo imputato a processo con l’accusa di essere anche lui un mandante, Khyan M., ma i giudici lo hanno assolto. Kherbouch, secondo l’accusa, era il mandante di altre rapine in ville di persone famose nella stessa zona di Parigi.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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