Il documentario è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv e mostra “nei dettagli i sistemi dietro l’uccisione di massa calcolata da Israele dei civili palestinesi a Gaza”
Il documentario NAZA, prodotto dal Guardian e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ha ricevuto un’ovazione di 24 minuti e mezzo, la più lunga mai registrata al festival, mentre parte del pubblico sventolava bandiere palestinesi.
Diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, il film raccoglie le testimonianze anonime di 24 militari e membri dell’intelligence israeliani sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni a Gaza. Secondo i testimoni, alcuni sistemi sarebbero stati impiegati per individuare e generare su larga scala obiettivi legati ad Hamas, anche nelle abitazioni, nonostante la presenza di familiari. Gli intervistati raccontano inoltre di operazioni di sorveglianza e intercettazione dei telefoni, della sistematica distruzione di edifici e quartieri e di attacchi condotti con la consapevolezza del possibile elevato numero di vittime civili.
Il titolo NAZA deriva da un termine utilizzato nell’intelligence israeliana per indicare il numero previsto di civili che potrebbero morire in un attacco.
The Gaza documentary “NAZA” earned a massive 24.5-minute #VeniceFilmFestival ovation as the crowd cheered and waved Palestinian flags.
This marks the longest-ever standing ovation at Venice, beating the 22-minute ovation for “The Voice of Hind Rajab” last year, and perhaps the… pic.twitter.com/WuE0Lr7ZFi
— Variety (@Variety) September 10, 2026
Yuval Abraham e Rachel Szor: “Spetta a tutti noi rompere quel silenzio”
“Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall’interno un sistema del genere? Molte delle rivelazioni contenute nel film sono state pubblicate quasi subito dopo che ne siamo venuti a conoscenza, nei mesi successivi agli attacchi del 7 ottobre, da The Guardian (tra i produttori di NAZA), in collaborazione con i partner d’inchiesta +972 Magazine e Local Call.
Il film ci permette di esplorare qualcosa di più profondo rispetto al solo giornalismo d’inchiesta: non solo le parole pronunciate, ma anche quelle non dette, il silenzio. Spetta a tutti noi rompere quel silenzio” spiegano i due registi.

