Mieloma multiplo triplo-esposto, con il bispecifico etentamig una volta al mese rischio di progressione e morte ridotto del 60%
Nei pazienti con mieloma multiplo recidivante/refrattario già esposti alle tre classi di farmaci (anticorpi monoclonali anti-CD38, inibitori del proteasoma e farmaci immunomodulanti) attualmente caposaldi del trattamento, l’anticorpo bispecifico BCMA x CD3 di seconda generazione etentamig (ABBV-383), somministrato una volta al mese, migliora in modo statisticamente significativo e clinicamente rilevante il tasso di risposta obiettiva (ORR) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alle terapie standard disponibili, con un profilo di sicurezza gestibile.
Lo dimostrano i risultati della prima analisi ad interim pianificata dello studio di fase 3 CERVINO, che ha quindi centrato i due endpoint primari. Lo ha annunciato in una nota AbbVie, l’azienda che sta sviluppando il nuovo bispecifico.
In particolare, con un follow-up mediano di 11,4 mesi, l’ORR è risultato del 74,0% (IC al 95% 67,25-79,97) nel braccio trattato con etentamig contro 45,7% (IC al 95% 38,59-52,91) nel braccio di confronto (P < 0,0001).
Inoltre, la PFS è risultata significativamente migliorata con etentamig rispetto a rispetto alle terapie standard disponibili (HR 0,40; IC al 95% 0,29–0,54; P < 0,0001), con una riduzione del 60% del rischio di progressione o morte a favore del trattamento sperimentale. Il beneficio di PFS è stato osservato in tutti i sottogruppi prespecificati valutati.
«In questa popolazione di pazienti pesantemente pretrattati e triplo-esposti, etentamig ha dimostrato miglioramenti clinicamente significativi nella sopravvivenza libera da progressione e nei tassi di risposta, unitamente a un profilo di sicurezza gestibile caratterizzato prevalentemente da sindrome da rilascio di citochine di basso grado», ha dichiarato uno degli autori dello studio, Peter Voorhees, Primario della Divisione di Malattie delle Plasmacellule presso l’Atrium Health Levine Cancer Institute di Charlotte (North Carolina). «Insieme alla modalità di somministrazione e al regime posologico, questi risultati supportano il ruolo di etentamig come bispecifico diretto contro il BCMA per i pazienti con mieloma multiplo, con il potenziale di rendere il trattamento accessibile in una vasta gamma di setting, non solo nei centri specializzati, ma anche in ambito ambulatoriale e territoriale».
Raccomandato l’unblinding dei dati
I dati riportati sono relativi alla prima analisi intermedia di efficacia pianificata dello studio CERVINO e, sulla base del beneficio significativo osservato nel braccio assegnato a etentamig, il Comitato Indipendente di Monitoraggio dei Dati (IDMC) ha raccomandato di togliere il cieco al trial.
I risultati completi dello studio, fa sapere AbbVie, saranno presentati in una sessione plenaria al 23° Congresso annuale dell’International Myeloma Society (IMS), che si terrà dal 23 al 26 settembre 2026 a Glasgow, in Scozia.
Inoltre, l’azienda prevede di discutere i risultati dello studio CERVINO con le autorità regolatorie globali per definire i prossimi passi per etentamig.
Etentamig, nuovo bispecifico anti-BCMA con somministrazione mensile fin dall’inizio
Sebbene gli anticorpi bispecifici e le cellule CAR-T diretti contro il BCMA abbiano trasformato il trattamento del mieloma multiplo, il loro impiego può essere limitato da eventi avversi come la sindrome da rilascio di citochine (CRS), la neurotossicità e le infezioni, nonché dalla necessità di infrastrutture specializzate per il monitoraggio e il trattamento. Questi fattori possono limitare l’accesso al trattamento per molti pazienti, in particolare in setting territoriali.
Etentamig è un anticorpo bispecifico di seconda generazione BCMA x CD3, in fase di sperimentazione, progettato per combinare un’attività antimieloma significativa con un’esperienza di trattamento diversa per i pazienti. La molecola è caratterizzata da un dominio di legame al recettore CD3 a bassa affinità, progettato per ridurre il rischio di CRS severa e le infezioni, un dominio di legame al BCMA bivalente ad alta avidità e una porzione Fc che consente la somministrazione mensile dopo una singola dose di step-up.
Un potenziale elemento distintivo di etentamig è rappresentato proprio dalla semplicità dello schema terapeutico. Dopo una sola dose iniziale incrementale, infatti, il farmaco viene somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane fin dall’avvio del trattamento. Gli altri bispecifici anti-BCMA disponibili richiedono, invece, più dosi incrementali e una fase iniziale con somministrazioni settimanali o quindicinali, anche se in alcuni casi la frequenza può essere successivamente ridotta. Lo schema mensile di etentamig potrebbe quindi diminuire gli accessi ospedalieri e il carico organizzativo per pazienti, caregiver e centri ematologici. La portata effettiva di questo vantaggio dovrà, tuttavia, essere confermata nella pratica clinica.
Lo studio CERVINO
Lo studio CERVINO (NCT06158841) è un trial multicentrico globale di fase 3, randomizzato e in aperto, nel quale si valuta l’efficacia di etentamig rispetto alle terapie standard disponibili a discrezione dello sperimentatore in pazienti con mieloma multiplo recidivante/refrattario trattati in precedenza con almeno due linee di terapia, comprendenti un inibitore del proteasoma, un immunomodulante e un anti-CD38.
Al momento del cutoff dei dati, erano stati arruolati nello studio 393 pazienti, già sottoposti in precedenza a una mediana di tre linee di terapia.
I partecipanti sono stati assegnati secondo un rapporto 1:1 al trattamento con etentamig somministrato una volta ogni 4 settimane (Q4W) o a un trattamento standard scelto dallo sperimentatore fra carfilzomib più desametasone, elotuzumab più pomalidomide e desametasone oppure selinexor più bortezomib e desametasone. Etentamig è stato somministrato utilizzando una strategia di dosaggio ottimizzata che prevede una singola dose di step-up, seguita da somministrazioni mensili.
I due endpoint primari dello studio CERVINO sono l’ORR e la PFS, mentre gli endpoint secondari chiave includono la sopravvivenza globale (OS), la profondità della risposta, la negatività della malattia residua misurabile (MRD), i sintomi della malattia e la funzionalità fisica.
CRS poco frequente e prevalentemente di grado 1
ln questa prima analisi ad interim, il tasso di OS a 12 mesi è risultato dell’87,9% nel braccio trattato con il bispecifico contro 72% nel braccio di confronto (HR 0,48; IC al 95% 0,29-0,77; P nominale = 0,0012).
Il profilo di sicurezza è risultato gestibile e potenzialmente differenziato rispetto a quello tipico dei bispecifici grazie alla singola dose di step-up e la somministrazione mensile dall’inizio del trattamento.
Infezioni di grado 3/4 si sono sviluppate nel 27,7% dei pazienti trattati con etentamig e nel 19,2% di quelli assegnati alle terapie standard, ma l’incidenza delle infezioni di grado 5 è risultata dimezzata nel braccio del bispecifico: 1,5% contro 3,1%.
Tra i pazienti che hanno ricevuto una singola dose di step-up, la CRS ha avuto una bassa incidenza (28,3%) ed è stata prevalentemente di grado 1 (23,9%), senza eventi di grado 3 o superiore. Un paziente ha manifestato una sindrome neurotossica associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS) di grado 1 (0,9%).
Inoltre, le interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi emergenti dal trattamento sono state poco frequenti con etentamig rispetto alle terapie standard (3,6% contro 9,6%).

