Sotto il titolo “Parole da ascoltare, voci da incontrare”, la Festa patronale di San Michele si conferma un appuntamento di antica tradizione capace di rinnovarsi ogni anno a Bagnacavallo
Sotto il titolo “Parole da ascoltare, voci da incontrare”, la Festa patronale di San Michele si conferma un appuntamento di antica tradizione capace di rinnovarsi ogni anno a Bagnacavallo, proponendo un programma sempre più ricco di spettacoli, mostre e manifestazioni dedicate al valore del racconto, dell’ascolto e dell’arte scenica. Una grande kermesse che vede protagonisti in primo piano il mondo del volontariato tradizionale e giovanile, le associazioni locali, gli operatori economici, le associazioni di categoria e le realtà dell’imprenditoria che affiancano il Comune nell’organizzazione.
L’avvio delle prime anteprime espositive e musicali prenderà il via il 24 settembre, per poi entrare nel vivo con l’inaugurazione ufficiale di venerdì 25 settembre in Piazza della Libertà. Si darà così il via a cinque giornate dense di appuntamenti con oltre 50 eventi in calendario. A fare da cornice alla manifestazione saranno le immancabili osterie volanti, luogo di valorizzazione dell’enogastronomia locale e del celebre Dolce di San Michele, affiancate dai mercatini e da un’ampia serie di attività ludiche e ricreative per tutte le età.
«La Festa di San Michele si configura come un vero e proprio spartiacque per la città: un momento in cui si tirano le somme e si chiudono le attività dell’anno trascorso, ma contemporaneamente un punto di ripartenza in cui si comincia a lavorare e a pianificare i progetti per il futuro», commenta il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni. Che prosegue:
«Fondamentale è la forte coralità dell’evento, una dimensione che coinvolge attivamente l’intera comunità, i singoli cittadini, il mondo del volontariato, il tessuto imprenditoriale, le associazioni di categoria e la ricca rete dei soggetti locali. Il tema scelto per questo secondo anno del triennio dedicato al teatro – “parole e voci” – intende stimolare una riflessione sull’ascolto e sul dialogo intergenerazionale, dando spazio alle storie che definiscono l’identità del territorio».
Centrale nell’economia della prestigoosa kermesse è il percorso artistico, che quest’anno conta oltre 20 mostre diffuse nel centro urbano. Tra i poli espositivi principali si distinguono il Museo Civico delle Cappuccine, cuore dell’attività espositiva cittadina che celebra i 50 anni del Centro Culturale con l’anteprima di giovedì 24 settembre della mostra fotografica “In ponta d’pi – Officina romagnola” (curata da Davide Caroli e Silvia Loddo) con scatti di fotografi sopratrutto locali realizzati sulla scia della lezione del maestro romagnolo di fama internazionale Guido Guidi (anch’egli in mostra) e la Chiesa del Suffragio con la personale ceramica “Cenere e stelle – Il miracolo terribile” di Giovanni Ruggiero. L’esposizione di questo ceramista si collega idealmente ad Argillà, la rinomata mostra-mercato internazionale della ceramica in scena proprio in questo fine settimana a Faenza, tracciando un ponte culturale diretto tra la tradizione faentina e la programmazione espositiva bagnacavallese.
Un capitolo di assoluto rilievo è rappresentato dall’ex Convento di San Francesco e dalla Biblioteca Comunale Giuseppe Taroni: proprio quest’anno, nel contesto degli 800 anni dalle celebrazioni francescane per la morte del Santo di Assisi, il complesso ospita la personale di Chiara Calore “Non voltarti adesso” (a cura di Milovan Farronato) e l’allestimento “Teatri in mostra” (curato da Renata M. Molinari con i materiali d’archivio della Biblioteca dello Sguardo). Spazio di rilievo è riservato anche all'”Omaggio a Dario Fo” allestito nelle Salette Garzoniane dal Club Cine Foto Amatori con il fotografo Paolo Ruffini e la Fototeca comunale, con gli scatti dello spettacolo realizzati sullo sfondo scenografico dipinto direttamente dallo stesso Dario Fo. Proprio a partire dal 4 ottobre, giorno di festa del patrono d’Italia, prenderà il via un nuovo ciclo di iniziative dedicate a San Francesco che proseguiranno per tutto il mese di ottobre per approfondire la figura del santo e il suo legame con il territorio.
A completare il quadro culturale si affiancano le iniziative, a cura dell’Associazione Culturale Logos, dedicate alla figura di Leo Longanesi, il grande intellettuale e giornalista bagnacavallese che con gli appuntamenti in Piazza Nuova ha anticipato l’avvio della festa, proponendo una riflessione critica sull’uso della parola, sull’informazione e sulle sfide dell’intelligenza artificiale. L’edizione 2026 rinnoverà inoltre la vocazione internazionale di Bagnacavallo celebrando il 20° anniversario del gemellaggio con la città polacca di Strzyżów (con il momento istituzionale di domenica 27 settembre in Sala Palazzo Vecchio), mentre il palco di Piazza della Libertà ospiterà grande musica (Claver Gold, omaggi a Mina e Ornella Vanoni e la serata Cartoonia con l’Orchestra Doremi) e il Teatro Goldoni accoglierà la rassegna per ragazzi con “Valentina vuole”.
Oggi la Festa di San Michele si connota per la capacità di coniugare alla valorizzazione delle proprie radici culturali, sociali e del genius loci, una attenzione, attraverso approfondimenti tematici e iniziative varie, verso le dinamiche sociali, civili, economiche e culturali della contemporaneità in una visione aperta a un mondo in continua e rapida evoluzione. Un mondo i cui segnali vanno compresi per individuare quegli aspetti di positività che possano contribuire a migliorare la qualità della vita e il benessere dell’intera comunità. Una proposta, dunque, a trecentosessanta gradi, che, non a caso, vede la kermesse bagnacavallese oltrepassare i confini locali fino a diventare una delle manifestazioni più ammirate e apprezzate dell’intera Emilia-Romagna, un evento di riferimento capace di attrarre ogni anno un flusso costante di turisti e visitatori da tutta Italia e dall’estero.

