Il cancelliere Merz attacca “L’AfD fa pulizia etnica”: scontro al Bundestag dopo il trionfo dell’estrema destra in Sassonia
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha usato parole durissime contro Alternative für Deutschland, definendo la sua campagna per la “remigrazione” un sinonimo di “pulizia etnica basata sull’origine e sul colore della pelle”. Lo ha fatto in un acceso dibattito al Bundestag, il primo confronto pubblico tra i due dopo la vittoria dell’AfD alle elezioni statali di domenica in Sassonia-Anhalt, dove il partito ha sfiorato il 44% dei consensi – il miglior risultato per una forza di estrema destra in uno stato tedesco dai tempi del nazismo.
Interrotto più volte da urla e contestazioni del gruppo parlamentare dell’AfD, Merz ha insistito sul ruolo dei lavoratori immigrati per la tenuta del Paese: “Se chi lavora in Germania dovrà di nuovo lasciare il Paese perché voi sostenete la “remigrazione”, allora i mestieri specializzati in Germania non potranno più funzionare: non rimarrà aperta una sola casa di cura, non rimarrà operativo un solo ospedale in Germania e non rimarrà aperto un solo ristorante in Germania”. Ha aggiunto che la retorica del partito “è proprio ciò che sta dividendo così profondamente la nostra società”.
L’AfD, che i servizi segreti tedeschi classificano come formazione di estrema destra, chiede da tempo espulsioni di massa dei migranti irregolari, una linea che si scontrerebbe con la legge tedesca. Alla vittoria di domenica ha fatto seguito il plauso di Donald Trump, che su Truth Social ha scritto che in Germania “finalmente si sono stancati delle norme e dei regolamenti sull’immigrazione assolutamente orribili”. Merz ha risposto cancellando una telefonata già fissata con il presidente statunitense per mercoledì; il suo portavoce ha evitato spiegazioni dirette, ricordando però che il cancelliere si è sempre detto contrario a interferenze straniere sulle elezioni tedesche.
Il successo dell’AfD arriva in un momento di forte calo di consensi per Merz, cristiano-democratico alla guida da 16 mesi di una coalizione con i socialdemocratici, penalizzato dalla lentezza della crescita economica e dal caro vita. Nel tentativo di riconquistare parte dell’elettorato migrato verso l’estrema destra, il cancelliere ha inasprito la linea sulla politica di frontiera, ammettendo che la Germania ha “ancora problemi in materia di migrazione”.
Pur non avendo raggiunto la maggioranza assoluta – mancano tre seggi – l’AfD resta la forza più votata nel Land, e il suo candidato Ulrich Siegmund sta cercando alleanze con altri partiti per essere eletto presidente regionale. Merz ha provato a ridimensionare il risultato ricordando che «il 56% degli elettori in Sassonia-Anhalt non ha votato per voi», e ha accusato Siegmund di “frode elettorale” per aver già disatteso la promessa di non candidarsi alla guida dello stato senza maggioranza assoluta. Rivolto alla co-leader del partito Alice Weidel, ha aggiunto: “E non ci riuscirete neanche in Germania. In nessuna parte della Germania otterrete la maggioranza. Siete e rimanete una forza distruttiva“.
Il cancelliere ha poi attaccato l’AfD sul fronte della politica estera, accusandola di allinearsi alla Russia per la sua opposizione agli aiuti militari all’Ucraina. Ha ricordato che, nonostante le “prove evidenti” di una regia russa dietro il fallito attentato con droni e bombe all’aeroporto di Lipsia del mese scorso – mirato, ha detto, specificamente contro la Germania – il partito non ha speso una parola di condanna.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

