Susan Sarandon e il sostegno a Gaza: “Ho perso dei film perché le agenzie dicono di non ingaggiarmi”. L’attrice ha denunciato le ripercussioni professionali che continua a subire per le sue posizioni sulla politica israeliana
“Mi sono stati tolti dei film di recente perché ci sono agenzie che dicono ancora alle persone di non assumermi”. Da sempre in prima linea nell’attivismo pro-Palestina, Susan Sarandon non ha nascosto il prezzo pagato per le sue idee durante il suo intervento alla Mostra del Cinema di Venezia per il lancio di The Echo Chamber, la nuova pellicola diretta da Andrea Pallaoro e basata su un soggetto inedito di Bernardo Bertolucci.
Sarandon ha lanciato un forte messaggio politico solcando il red carpet della kermesse con indosso una spilla per Gaza. Sull’abito nero, accanto a una rosa bianca, l’attrice ha appuntato, infatti, la spilla del collettivo Artists4Ceasefire (disegnata da Shepard Fairey): una colomba con un fiore di loto il cui stelo si trasforma in filo spinato, simbolo di pace, speranza e resilienza per Gaza. Un gesto tutt’altro che casuale, del tutto coerente con il suo storico impegno a sostegno della causa palestinese. In conferenza stampa, poi, l’attrice ha denunciato le ripercussioni professionali che continua a subire per le sue posizioni sulla politica israeliana.
Sarandon ha evidenziato come diverse strutture di rappresentanza e produzione a Los Angeles abbiano raccomandato di non ingaggiarla. L’interprete ha comunque rivendicato la scelta di esporsi. “Ci sono ancora posizioni molto radicate nel mio settore, sostenute da sionisti che non hanno ammorbidito i loro sentimenti nei miei confronti. Ma ho trovato la mia famiglia. Ho trovato la mia gente e sto bene”.
Secondo l’attrice, nonostante le ripercussioni professionali immediate, culminate con l’interruzione dei rapporti con la sua agenzia di rappresentanza e l’esclusione da diversi progetti, il dibattito pubblico negli Stati Uniti sta registrando un’evoluzione. “Credo che la narrazione sia completamente cambiata in termini di rilevanza storica della Palestina e dei legami tra i sionisti, l’America e la nostra politica. Questa è stata una grande rivelazione per molte persone. Nessuno aveva mai capito davvero quanti soldi gli Stati Uniti donino a Israele”, ha affermato, sottolineando una crescente consapevolezza dell’opinione pubblica sul sostegno economico e militare americano.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

