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Sversamento gasolio: il cigno salvato dai residenti nel Naviglio simbolo del disastro ambientale

cigno

Simbolo del dramma ambientale che sta vivendo il Naviglio Pavese è un cigno recuperato nella notte da un residente con il figlio 11enne. Ecco la sua storia

L’immagine del suo piumaggio candido imprigionato da una specie di pece nera è diventata simbolo del dramma ambientale che sta vivendo il Naviglio Grande. Quel cigno era una mascotte familiare per gli abitanti di Abbiategrasso della zona di Castelletto, zona scelta dall’animale selvatico come sua dimora da alcuni mesi. E quando ieri è scatto l’allarme per il versamento di gasolio in tanti si sono adoperati per cercarlo, preoccupati.

LA PAURA E IL RITROVAMENTO

Nel pomeriggio nessuno lo aveva visto, solo quando si era già fatto buio alcune persone che erano sulle sponde lo hanno notato, in pessime condizioni. “Era diventato tutto nero e cercava disperatamente di prendere il volo, ma non riusciva, perché il cherosene o quel che è quella sostanza lo appesantiva”: racconta chi non ha esitato a prendere la sua barca per salvarlo. Elio Orbelli, 42 anni, meccanico e proprietario di una imbarcazione tipica del luogo, insieme al Michele di 11 anni, ha infatti compiuto il recupero del povero animale e, se si fosse tardato, probabilmente non ce l’avrebbe fatta. Sì perché il cigno “immergeva ripetutamente il capo nell’acqua, probabilmente per pulirsi, ma peggiorava la situazione”, racconta al Corriere della Sera. “Ripensandoci avremmo preso guanti e mascherina, perché l’odore era forte- spiega- e ora ho la barca e i remi completamente neri. La sostanza è pastosa, le macchie erano molto dense. Ma c’era una vita da salvare e non potevamo aspettare”.

In pericolo gli abitanti selvatici del Naviglio Grande in pericolo

Il recupero non è stato semplice: “Siamo scesi in acqua verso le 22.30, siamo riusciti a catturare il cigno con un retino verso le 2. Io remavo avanti e indietro, Michele teneva la rete- prosegue il racconto Orbelli- Il cigno era spaventato e non collaborava, naturalmente. Alla fine lo abbiamo preso”. L’animale selvatico è stato consegnato alla Polizia Provinciale e quindi portato al Centro recupero animali selvatici ‘La Fagiana’ della Lipu, a Magenta, dove si sono subito presi cura di lui. Come viene mostrato in un breve video pubblicato da Alessadro Polinori, presidente Lipu.

“Queste tristi immagini mi riportano alla mente la tragedia ambientale vissuta a Maccarese qualche anno fa- scrive Polinori commentando il video- Adesso lo sversamento di idrocarburi riguarda il Naviglio, sta arrivando alle porte di Milano e sono già ingenti i danni alla biodiversità”. Tra le foto che scorrono, anche quella di una tortora completamente ricoperta della sostanza nera e che, diversamente dal cigno, non è sopravvissuta al suo arrivo nel centro di recupero Lipu: troppo gravi le sue condizioni. Il cigno invece dopo un primo lavaggio delle piume è stato stabilizzato, anche se rimane in una situazione critica.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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