Site icon Corriere Nazionale

Colite ulcerosa: farmaci GLP-1 nuova possibile opzione di cura

golimumab etrasimod ustekinumab

Nati per il trattamento del diabete e diventati protagonisti della terapia dell’obesità, i farmaci agonisti del recettore GLP-1 potrebbero avere effetti positivi anche nella colite ulcerosa

Nati per il trattamento del diabete e diventati protagonisti della terapia dell’obesità, i farmaci agonisti del recettore GLP-1 potrebbero avere effetti positivi anche nella colite ulcerosa. A suggerirlo sono nuovi dati provenienti dalla pratica clinica reale: in uno studio retrospettivo su 300 pazienti, pubblicato su Inflammatory Bowel Diseases, l’impiego di questa classe di medicinali è risultato associato a migliori tassi di remissione. Un segnale promettente, che dovrà però essere confermato da studi prospettici.

Dal metabolismo all’intestino: il possibile nuovo volto dei GLP-1
La storia degli agonisti del recettore GLP-1 potrebbe allargarsi ancora. Inizialmente sviluppati soprattutto per controllare la glicemia nel diabete di tipo 2 e successivamente affermatisi nel trattamento dell’obesità, sono ora al centro dell’interesse anche in gastroenterologia. Secondo questi nuovi dati real-world, l’utilizzo di agonisti GLP-1 è stato associato a un miglioramento dei tassi di remissione nei pazienti con colite ulcerosa.

Il nuovo studio
Questo nuovo studio retrospettivo di coorte, ha coinvolto 300 persone affette da colite ulcerosa. Il risultato suggerisce che gli effetti di questa classe farmacologica potrebbero andare oltre il controllo del peso e del metabolismo, interessando anche i meccanismi coinvolti nelle malattie infiammatorie croniche intestinali. Il dato è particolarmente interessante perché la colite ulcerosa è una patologia caratterizzata da un’infiammazione cronica del colon, con periodi di riacutizzazione alternati a fasi di remissione.

Lo studio è stato condotto utilizzando le cartelle cliniche elettroniche di un singolo centro ospedaliero universitario di terzo livello, relative al periodo 2022-2024. Sono stati inclusi pazienti adulti con colite ulcerosa (CU) che avevano iniziato un trattamento con liraglutide o semaglutide per indicazioni metaboliche e che avevano proseguito la terapia per almeno 12 settimane.

Come gruppo di controllo è stata utilizzata una coorte di pazienti con colite ulcerosa che non assumevano agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1 RA), abbinata in rapporto 1:1. L’esito primario era la remissione sintomatica a 12 settimane, definita da un punteggio Mayo parziale ≤2 e da un sottopunteggio pari a 0 per il sanguinamento rettale.
Mediante regressione logistica multivariata sono state valutate le probabilità aggiustate di remissione.

Complessivamente, 150 pazienti trattati con agonisti GLP-1 sono stati abbinati a 150 controlli con caratteristiche iniziali comparabili. L’utilizzo di agonisti GLP-1 è risultato associato a tassi di remissione più elevati dopo 4 settimane (34,7% contro 15,3%; p=0,001), 8 settimane (54,7% contro 18,0%; p<0,001) e 12 settimane (66,7% contro 25,3%; p<0,001).
Nel gruppo trattato con agonisti GLP-1, il punteggio Mayo parziale medio è migliorato passando da 5,8 al basale a 2,1 dopo 12 settimane, rispetto a 4,6 nel gruppo di controllo (p<0,01). L’impiego degli agonisti GLP-1 è rimasto indipendentemente associato alla remissione, con un odds ratio aggiustato di 5,90 (IC 95%: 3,52-9,86; p<0,001). La perdita di peso, invece, non è risultata associata alla remissione.

Analizzando separatamente i due farmaci, semaglutide ha mostrato tassi di remissione superiori rispetto a liraglutide (72,5% contro 60%; OR 1,77; p=0,04). Infine, nel sottogruppo di pazienti per i quali erano disponibili dati endoscopici, il trattamento con agonisti GLP-1 è stato associato sia a una maggiore remissione endoscopica (58% contro 38%), sia a una maggiore percentuale di miglioramento endoscopico (69% contro 47%).

Remissione più frequente, ma il dato non dimostra ancora un effetto causale
Il punto centrale della ricerca riguarda proprio la remissione della malattia. Nel gruppo analizzato, l’assunzione di agonisti del recettore GLP-1 è risultata associata a risultati migliori sotto questo profilo. È un segnale clinicamente interessante, soprattutto considerando quanto possa essere complesso mantenere sotto controllo nel lungo periodo una malattia infiammatoria intestinale.

Occorre tuttavia interpretare i risultati con prudenza. Lo studio è retrospettivo e utilizza dati derivati dalla pratica clinica reale: può quindi individuare un’associazione tra esposizione ai farmaci e risultati osservati, ma non dimostrare che siano stati i GLP-1 a provocare direttamente il miglioramento. Differenze nelle caratteristiche dei pazienti, nelle terapie concomitanti, nel peso corporeo o in altri fattori potrebbero aver contribuito ai risultati.

Per questo motivo i dati non significano che i GLP-1 possano già essere considerati una nuova terapia della colite ulcerosa. Piuttosto, forniscono un’indicazione sufficientemente interessante da giustificare ulteriori studi, possibilmente prospettici e controllati, in grado di stabilire se esista davvero un beneficio specifico sulla malattia infiammatoria intestinale.

Una classe di farmaci sempre più sotto la lente della ricerca
L’interesse scientifico verso gli agonisti GLP-1 si è ampliato notevolmente negli ultimi anni. Alla capacità di migliorare il controllo glicemico e favorire la perdita di peso si sono affiancate evidenze sui possibili effetti cardiovascolari e metabolici. L’ipotesi che possano esercitare un’influenza anche sull’infiammazione e sull’asse metabolico-intestinale apre quindi un ulteriore fronte di ricerca.

Nel caso della colite ulcerosa, la questione è particolarmente rilevante anche perché obesità, metabolismo e infiammazione possono intrecciarsi in maniera complessa. Capire se i benefici osservati dipendano semplicemente dalla perdita di peso e dal miglioramento metabolico oppure da un’azione più diretta dei GLP-1 sui processi infiammatori sarà uno degli interrogativi da affrontare nei prossimi studi.

Una promessa da verificare prima di cambiare la pratica clinica
I dati real-world rappresentano dunque un segnale promettente, non una prova definitiva. L’associazione tra agonisti GLP-1 e maggiori probabilità di remissione nella colite ulcerosa apre una prospettiva interessante, ma non è ancora sufficiente per modificare le strategie terapeutiche o utilizzare questi medicinali specificamente per trattare la malattia intestinale.

Il prossimo passo sarà verificare l’osservazione con studi progettati appositamente per rispondere a questa domanda. Se il beneficio venisse confermato, una delle classi farmacologiche che ha già trasformato il trattamento del diabete e dell’obesità potrebbe conquistare un ruolo inatteso anche nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali.

Budoor Alqinai et al., GLP-1 receptor agonist therapy is associated with increased symptomatic remission in ulcerative colitis: a matched cohort study Inflamm Bowel Dis. 2026 Aug 21:izag167. doi: 10.1093/ibd/izag167.

leggi

Exit mobile version