Luca Attanasio, la vedova Seddiki non si oppone alla richiesta di archiviazione. “La magistratura ha fatto tutto quanto era in suo potere per accertare ciò che è accaduto quel tragico 22 febbraio 2021”
Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, assassinato in Repubblica democratica del Congo nel 2021, ha deciso di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione depositata dalla procura della Repubblica di Roma nell’ambito del procedimento volto a individuare i responsabili dell’uccisione del marito. “La procura della Repubblica di Roma ha depositato in questi giorni la richiesta di archiviazione del procedimento volto ad individuare i responsabili dell’assassinio di mio marito Luca Attanasio”, ha comunicato Seddiki, attraverso una nota. “Nonostante gli sforzi compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, infatti, le indagini svolte non hanno consentito di acquisire elementi di prova idonei a confermare, secondo gli standard probatori richiesti dall’ordinamento processuale italiano, la responsabilità dei soggetti che sono stati condannati dall’autorità giudiziaria della Repubblica democratica del Congo per l’omicidio di Luca”.
Seddiki continua: “Né le diverse ipotesi che sono state prospettate, anche a livello giornalistico, circa possibili scenari alternativi alla ricostruzione dei fatti emersa dalle indagini, doverosamente verificate dagli inquirenti italiani, hanno trovato alcun riscontro negli approfondimenti investigativi compiuti. Per tale ragione ho deciso, insieme al legale che è stato sempre al mio fianco in questi anni, di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura e di non chiedere lo svolgimento di ulteriori indagini. Lo strazio per la perdita di Luca è irrimediabile e mi accompagnerà tutta la vita ed è costante il dolore per il fatto che le mie adorate figlie stiano crescendo senza il loro straordinario papà. Sono però certa, alla luce degli accertamenti investigativi che sono stati compiuti, che un’ulteriore prosecuzione delle indagini sarebbe del tutto inutile e non varrebbe in alcun modo a lenire tale sofferenza. Esprimo la mia gratitudine al pubblico ministero e agli inquirenti italiani per gli sforzi compiuti in questi anni”. Nel comunicato si conclude: “Luca è caduto mentre serviva le istituzioni del proprio Paese e la magistratura, che è parte di quelle istituzioni, ha fatto tutto quanto era in suo potere per accertare ciò che è accaduto quel tragico 22 febbraio 2021″.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

