Nella puntata di “Linea Verde Racconti”, in onda sabato 5 settembre alle 12.00 su Rai 1, Federico Quaranta e Daria Luppino andranno alla scoperta di Milano
Nella puntata di “Linea Verde Racconti”, in onda sabato 5 settembre alle 12.00 su Rai 1, Federico Quaranta e Daria Luppino andranno alla scoperta di Milano, la città del boom economico, delle nuove opportunità e delle contraddizioni del lavoro che emergono ne “La vita agra” di Luciano Bianciardi. Il libro, consigliato dalla libraia Laura, offrirà a Quaranta e Luppino lo spunto per mettere in relazione la Milano degli anni Sessanta con quella contemporanea, segnata dalla velocità, dalla competizione e dalla ricerca di un futuro possibile.
Federico Quaranta attraverserà la zona di corso Genova e la Darsena ripercorrendo l’arrivo del protagonista del libro, giunto dalla provincia toscana dopo una tragedia mineraria con l’intenzione di colpire simbolicamente il sistema che ritiene responsabile. La sua missione, però, si perde progressivamente dentro la vita quotidiana della città, tra redazioni, lavori editoriali e nuove abitudini, fino a trasformarsi nel ritratto di un uomo che rischia di essere assorbito proprio dal mondo che voleva contestare.
Daria Luppino approfondirà invece il tema dell’abitare, mettendo in relazione le camere ammobiliate e i posti letto condivisi raccontati da Bianciardi con l’esperienza di alcuni giovani fuori sede di oggi. Mattia Rocco e Matteo Maiani racconteranno il primo impatto con Milano e il significato di costruirsi una nuova quotidianità lontano da casa.
Il percorso proseguirà quindi con il giornalista Giovanni Terzi, che rifletterà sulla trasformazione dell’informazione, dal lavoro nelle redazioni e dalla centralità della carta stampata, fino alla velocità di internet e dei contenuti digitali. Luppino incontrerà poi Carolina Pellegrini, esperta di inclusione e pari opportunità, per approfondire il cambiamento del ruolo delle donne dagli anni del boom a oggi, tra accesso al lavoro, autonomia e persistenti disuguaglianze.
Emergerà così il ritratto di una Milano dinamica e produttiva, capace di offrire possibilità, ma anche di imporre ritmi molto intensi. Una città che continua a cambiare e che, come nel romanzo di Bianciardi, pone ancora una domanda attuale: quanto spazio resta per le persone dentro una realtà che chiede continuamente di correre e adattarsi?

