Ruralis ha appena conquistato il primo posto in Italia su Trustpilot per la gestione immobiliare (con un TrustScore di 4,9 su 5 e il 95% di valutazioni a cinque stelle), proprio mentre portava il portafoglio a 806 strutture gestite tra Italia e Stati Uniti
Ruralis, realtà attiva nella gestione degli affitti brevi e nello sviluppo del turismo diffuso nei piccoli comuni italiani, occupa la prima posizione nella categoria “Azienda per la gestione delle proprietà immobiliari”, che comprende un totale di 112 aziende italiane. Inoltre, nella categoria più ampia “Mercato immobiliare”, all’interno della quale sono presenti 760 aziende, Ruralis è il primo operatore classificato da Trustpilot come azienda di property management.
Il profilo della società raccoglie 163 recensioni, con un TrustScore di 4,9 su 5 e il 94% delle valutazioni a cinque stelle. Tra gli aspetti maggiormente evidenziati dai proprietari ci sono la disponibilità del team, la rapidità delle risposte, il supporto nella gestione delle pratiche burocratiche, la piattaforma tecnologica e l’organizzazione delle prenotazioni.
Nel property management la reputazione online assume un peso particolare. Il proprietario non acquista solamente un servizio, ma affida a un soggetto esterno la gestione di un bene di valore e delega attività che vanno dalla pubblicazione degli annunci all’aggiornamento delle tariffe, dall’assistenza agli ospiti agli adempimenti amministrativi. Le recensioni diventano quindi uno degli strumenti attraverso cui verificare l’affidabilità del gestore prima dell’avvio della collaborazione.
“Affidare a terzi la gestione di una casa richiede un livello di fiducia molto diverso da quello richiesto da molti altri servizi. Per questo il posizionamento su Trustpilot rappresenta una misura concreta dell’esperienza vissuta dai proprietari. Il risultato assume ancora più valore perché arriva mentre il numero delle strutture seguite sta crescendo rapidamente”, commenta Nicolas Verderosa, founder e CEO di Ruralis.
Le strutture attive in Italia sono più che raddoppiate in un anno
La conferma del posizionamento su Trustpilot accompagna una fase di espansione del portafoglio gestito. Alla fine del secondo trimestre 2026 Ruralis contava 689 strutture attive in Italia, rispetto alle 340 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 103% in un anno.
Tra aprile e giugno, inoltre, sono state acquisite 147 nuove unità, contro le 97 del secondo trimestre 2025, con un incremento di circa il 52%. Nonostante l’aumento del numero di immobili gestiti, il tasso di mantenimento è rimasto stabile al 97%, lo stesso valore registrato un anno prima.
Complessivamente, considerando anche il mercato statunitense, Ruralis ha raggiunto 950 strutture attive alla fine di giugno e ha acquisito 223 nuove unità nel trimestre.
Negli Stati Uniti da 48 a 115 strutture attive in tre mesi
L’attività negli Stati Uniti, avviata all’inizio del 2026 attraverso Ruralis Inc. e coordinata dall’ufficio di St. Petersburg, in Florida, ha raggiunto 115 strutture attive alla fine del secondo trimestre, rispetto alle 48 di fine marzo.
Tra aprile e giugno sono entrate nel portafoglio 76 nuove unità, il doppio rispetto alle 38 acquisite nel primo trimestre. Secondo le rilevazioni interne dell’azienda, il mercato statunitense sta mostrando tempi di acquisizione dei clienti più rapidi rispetto a quello italiano.
Per il terzo trimestre Ruralis prevede di raggiungere 150 strutture attive negli Stati Uniti, attraverso l’acquisizione di ulteriori 30-40 unità. In Italia, nello stesso periodo, le strutture attive sono stimate tra 730 e 750. Parallelamente, la società continuerà a investire nel rafforzamento della propria infrastruttura tecnologica e nell’ottimizzazione dei processi di assistenza, con l’obiettivo di mantenere la qualità del servizio durante la crescita.
“Negli Stati Uniti abbiamo trovato un mercato più rapido nei processi di acquisizione. Le esigenze di base dei proprietari sono simili, ciò che cambia sono le aspettative, i tempi decisionali e le modalità di comunicazione. La nostra priorità è adattare il servizio al contesto locale senza perdere la qualità e la continuità del rapporto con i clienti”, conclude Verderosa.

