Dopo l’omicidio-suicidio sul viadotto dell’A1 a Barberino si attende l’autopsia per capire se Lorena Isceri è stata gettata ancora viva. Rabbia e insulti sui profili social del killer
Non è stato un raptus, ma l’epilogo di un’ossessione che aveva già costretto la vittima a cercare rifugio a centinaia di chilometri di distanza. All’indomani dell’omicidio-suicidio consumatosi sull’Autostrada A1, dove il 36enne Federico Vella ha rapito l’ex compagna Lorena Isceri per poi gettarla da un viadotto e togliersi la vita, la cronaca si sposta dal fatto in sé ai retroscena della relazione. Una tragedia che, pur in assenza di atti formali alle autorità, covava da mesi nel timore quotidiano della donna.
IL RIFUGIO NEL SALENTO E LA SCELTA DI NON DENUNCIARE
Il clima di terrore in cui viveva la 45enne è emerso con chiarezza dalle parole dei familiari, giunti questa mattina nell’appartamento di via Panciatichi a Rifredi, teatro del sequestro. La donna aveva cercato di sottrarsi alle pressioni dell’ex trascorrendo l’estate in Puglia, a Squinzano (Lecce). “Quest’estate era stata giù da noi perché aveva troppa paura di lui”, ha rivelato la madre ai cronisti. Un allarme percepito da tutta la famiglia, che tuttavia non si era tradotto in una querela. “Non voleva denunciarlo, era troppo buona e non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto”, ha spiegato la zia. Un’illusione condivisa dal fratello della vittima: “Avevamo paura, ma non ci saremmo mai aspettati che sarebbe arrivato a questo punto”.
L’AUTOPSIA E GLI ULTIMI ISTANTI NEL BAGAGLIAIO
Mentre è ormai delineata la disperata sequenza del sequestro – con la donna chiusa nel portabagagli che riesce a chiamare il 112 prima che il 36enne se ne accorga e le strappi il telefono – restano da chiarire gli istanti finali sul ponte. Sarà fondamentale l’esito dell’autopsia per stabilire se Isceri sia stata scaraventata giù dal cavalcavia quando era ancora in vita, oppure se l’uomo l’avesse già uccisa. Ad ausilio della Procura, oltre ai rilievi medico-legali, ci saranno le acquisizioni video: gli inquirenti stanno analizzando sia le telecamere di Autostrade per l’Italia sia le immagini registrate dalle body cam in dotazione agli agenti della Polstrada, testimoni impotenti dell’ultimo salto nel vuoto dell’assassino.
LA RABBIA DEGLI UTENTI SUI SOCIAL DEL KILLER
Intanto, l’onda d’urto del femminicidio si sta riversando sul web. I profili social di Federico Vella, già palcoscenico della sua ossessione con post e storie in cui parlava di “incastri perfetti” e di un amore perso per “stupidità”, sono stati presi d’assalto. Nelle ultime ore si stanno moltiplicando centinaia di commenti: una valanga di insulti e parole di disprezzo rivolte al 36enne, che si alternano ai messaggi di cordoglio e vicinanza per Lorena e la sua famiglia.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

