Da venerdì 4 settembre sesta ondata di calore con punte di 12/14 gradi sopra la media. Poi prepariamoci al ‘trauma atmosferico’. Ecco le previsioni degli esperti sulla fine del caldo
Ufficialmente l’autunno meteorologico è già iniziato, per convezione, il 1° di settembre. Ma le temperature restano sopra le media stagionale in modo anomalo. E, quest’estate 2026 che ci ha già resi avvezzi alle ‘ondate di calore’, è pronta a ‘regalarcene’ un’altra. Sarà la sesta in ordine cronologico portata in dono- come le altre- dall’anticiclone africano che tornerà a far sentire la sua presa sull’Italia e non solo. La nuova ondata di caldo africano durerà quasi una settimana ed è destinata a culminare durante il primo weekend del mese. Ad annunciarlo gli esperti e meteorologi nazionali. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo di IlMeteo.it, le date da segnare sul calendario sono in dettaglio quelle che vanno da venerdì 4 a mercoledì 9 settembre. La buona notizia è che le temperature si fermeranno non arriveranno a superare i 40°- come nelle precedenti ondate di calore- ma si fermeranno prima, sfiorando quella soglia. Tedici passa in rassegna i numeri di un’estate in cui “l’eccezione è diventata inesorabilmente la norma”. Da luglio scorso infatti “abbiamo toccato vertici impressionanti, con 45-46°C al Sud, addirittura- ricorda- i 48,4°C in Sardegna e temperature oltre i 40°C in molte zone interne del Centro e Nord Italia”.
E se a settembre potremo aspettarci ancora “record urbani”, con Milano e Roma sempre ai loro massimi storici, rispettivamente 34,6°C e 35,6°C, le temperature in ogni caso resteranno ben al di sotto di quelle delle ondate di calore precedenti. Basta guardare i relativi bollettini del Ministero della Salute che ad oggi si fermano a venerdì 4 settembre, giornata in cui ci si avvicinerà al picco della sesta ondata, ma in cui non è presente nessun bollino rosso e neppure arancione, indici di situazioni maggiormente a rischio per la popolazione.
La sesta ondata: caldo ostinato fino al 9 settembre
In ogni caso, da domani, giovedì 3 settembre, i termometri si alzeranno ancora, spingendo le temperature fino a 8°C sopra le medie tipiche del periodo. “Avremo massime diffuse di 35-37°C- spiega Tedici- valori che a settembre inoltrato risultano pesanti da sopportare e che mantengono i nostri mari in uno stato di ebollizione costante, trasformandoli in immensi serbatoi di energia”.
Gli esperti di 3BMeteo.it confermano la nuova ondata di caldo africano: “Avremo di nuovo a che fare con punte di 38/39°C, con lo zero termico che oscillerà intorno a quota 4800m fin sulle Alpi occidentali, e con condizioni di afa”, riferiscono sul proprio sito. “Nel weekend l’anticiclone africano si rinforzerà con decisione alle latitudini mediterranee e le temperature si impenneranno, portandosi anche 12/14°C sopra la norma su tratti del Centro-Nord”.
Il rialzo si farà sentire da venerdì 4 settembre quando “inizieranno ad aumentare le temperature, soprattutto al Centro-Nord, con punte anche di 35/36°C in Val Padana, ma anche sulle zone interne campane e delle isole maggiori”.
Nel week end si registrerà invece una “netta intensificazione del caldo con valori che domenica raggiungeranno i 35/37°C in Val Padana, sulle zone interne delle centrali tirreniche e delle isole maggiori, fino a 37/39°C al Sud sul Tavoliere. Caldo anche in montagna con punte di 26/27°C circa sulle Alpi a 1500m, 34/35°C su località appenniniche come L’Aquila, Campobasso e Potenza”.
Ma c’è una fine anche per questa ondata e, secondo l’esperto di Ilmeteo.it, sarà piuttosto brusca anzi: “Il cambiamento potrebbe essere tanto imminente quanto violento- riporta Tedici-. I modelli matematici a lungo termine indicano un vero e proprio collasso dell’alta pressione subito dopo mercoledì 9 settembre”. Data i cui “l’aria fredda di origine nord-atlantica è pronta a scendere di latitudine per tuffarsi nel calderone mediterraneo. Lo scontro tra l’aria fresca e l’energia latente accumulata dalla superficie marina surriscaldata causerà un autentico trauma atmosferico“.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

