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In replica su Rai Storia “Italia: viaggio nella bellezza” con “Nella mente degli uomini. UNESCO”

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Stasera in replica su Rai Storia “Italia: viaggio nella bellezza”, stagione 2025, con il decimo episodio “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025″

Lunedì 31 agosto 2026 alle 21:20 Rai Storia propone “Italia: viaggio nella bellezza”, stagione 2025, con il decimo episodio “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025″.

La citazione che apre l’Atto Costitutivo dell’UNESCO (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l’educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l’Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l’UNESCO riafferma la sua ragion d’essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all’Afghanistan. Dal Mali all’Iraq. Dalla Siria all’Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull’educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria.

A seguire alle 22:15 “Brutto, sporco e col naso adunco. Cinematografia italiana antisemita (1910-1943)”. Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l’esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell’Istituto Luce di contenuto antisemita. “L’arma più forte” non fu quindi usata dal regime fascista contro gli ebrei a differenza di quanto fece la propaganda nazista di Goebbels? In realtà, una cinematografia antisemita ufficiosa e mai ufficiale ci fu e dopo 80 anni è ora possibile definire quali siano state queste opere tra film di finzione, documentari e cinegiornali sulla base della ricerca compiuta dall’autore e ricercatore Luca Martera.

Con l’aiuto della narratrice Carla Oppo, ripercorreremo personaggi, battute e situazioni presenti in questi materiali audiovisivi, partendo dal cinema muto italiano in cui già erano presenti “in nuce” luoghi, pregiudizi e stereotipi sugli ebrei che riflettevano il tradizionale antigiudaismo di matrice cattolica e l’antisemitismo politico di destra e sinistra nell’Italia liberale. Con l’introduzione del sonoro nel cinema all’inizio degli anni ’30, Mussolini ne capisce l’importanza ai fini della propaganda e tramite il genero Galeazzo Ciano e il gerarca Luigi Freddi ne indirizza le finalità nei cinegiornali e nei film, realizzati prima, durante e dopo le leggi razziali del 1938 fino alla caduta del fascismo da un rilevante numero di affermati intellettuali fedeli al regime, tra giornalisti, scrittori, registi e documentaristi. A raccontare chi furono questi autori e quali furono queste loro opere di contenuto antisemita saranno, oltre allo stesso autore della ricerca, lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, il conservatore e la responsabile del patrimonio filmico della Cineteca Nazionale di Roma, rispettivamente Steve Della Casa e Maria Assunta Pimpinelli.

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