In Russia Ratcliffe avrebbe affrontato anche il tema Iran, facendo pressione affinché interrompa il proprio supporto economico e militare a Teheran
Mosca alza i toni contro Londra e Parigi, accusandole di “giocare con il fuoco”. Secondo quanto riportato dai media russi, la Russia ha avvertito Regno Unito e Francia che la fornitura di tecnologia missilistica all’Ucraina non resterà senza conseguenze, minacciando di colpire installazioni militari britanniche sia in territorio ucraino che altrove.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che Mosca risponderà agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche colpendo qualsiasi obiettivo militare del Regno Unito, ovunque si trovi.
La minaccia arriva dopo l’annuncio, fatto a inizio settimana da Andy Burnham, secondo cui il governo britannico renderà pubblici i progetti dei componenti di fabbricazione britannica del missile Scalp – versione francese del missile da crociera Storm Shadow – permettendo così a Kiev di collaborare con Parigi per sviluppare una propria versione dell’arma.
Sullo sfondo di questa escalation retorica, si muove anche la diplomazia vera, quella riservata. Un viaggio definito “di semi-routine”, con la possibilità che “qualcosa potrebbe venirne fuori”: quando persino Donald Trump, abituato a dichiarazioni roboanti come “annienteremo un’intera civiltà” o “gli faremo un mazzo tanto”, sceglie il linguaggio cauto della diplomazia, vale la pena prestare attenzione. Il presidente americano ha glissato di fronte alle domande sul sorprendente viaggio lampo a Mosca compiuto l’altroieri dal direttore della CIA John Ratcliffe.
Va detto che il viaggio non aveva nulla di segreto in senso stretto: un C-17 dell’aeronautica americana, transitato via Riga con al seguito una delegazione diplomatica, su un volo tracciabile liberamente online da chiunque. La missione presentava però aspetti logistici particolarmente delicati: Washington aveva chiesto a Zelensky di sospendere temporaneamente gli attacchi su Mosca e San Pietroburgo, per consentire all’aereo di atterrare e ripartire in sicurezza.
Trump conosce bene i precedenti storici di questo tipo di missioni: l’ultima visita ufficiale di un direttore della CIA a Mosca fu quella di William Burns nel novembre 2021, quando l’obiettivo era dissuadere Putin dall’invadere l’Ucraina, altro tentativo vano.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

