A Kiev la prima volta del premier inglese Andy Burnham, grandi assenti gli americani
“L’Ucraina vuole la pace ma non si arrenderà alla Russia a nessun prezzo”: parola di Volodymyr Zelenskiy. Il presidente ucraino indossa una camicia della tradizione nazionale e alla spalle ha il monastero di San Michele, le sue cupole dorate. Nella piazza antistante l’edificio-simbolo si vedono bene esposti carri armati russi bruciati. Il presidente dell’Ucraina parla nel giorno in cui la sua nazione celebra i suoi 35 anni di indipendenza dalla Russia e lo fa con un discorso di sfida a Putin e al paese invasore, trasmesso in tutti i canali social istituzionali.
Thirty-five years ago, Ukraine restored its independence!
Happy holiday, great people of a great country!
Happy Independence Day of Ukraine!
Glory to Ukraine!
🇺🇦🇺🇦🇺🇦 pic.twitter.com/krxKimsUjM— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) August 24, 2026
A KIEV IL VERTICE DEI VOLENTEROSI
Proprio nel giorno di festa nazionale, Kiev ospiterà il vertice dei “Volenterosi”, che si terrà appunto in formato “ibrido” e che sarà co-presieduta dal presidente francese Emmanuel Macron, dall’inglese Burnham e dal tedesco Merz, prenderà il via oggi, lunedì 24 agosto, alle 13. Le aspettative verso gli alleati mirano ad ottenere nuove attrezzature per la difesa aerea a fronte dei bombardamenti russi sull’Ucraina che si sono accentuati negli ultimi mesi, causando un numero senza precedenti di vittime civili.
ZELENSKY: “LA RINUNCIA AL DONBASS NON FERMERÀ LA RUSSIA”
“L’Ucraina vuole assolutamente la pace, ma non è pronta ad arrendersi”, ha detto Zelensky nel video-sfida in cui ha ribadito fermamente il ‘no’ a cedere la parte restante del Donbass orientale, non ancora sotto il controllo russo dopo quattro anni e mezzo di guerra e ha mandato un messaggio a riguardo al resto del mondo. “Non permetteremo loro (ai russi) di prendere l’iniziativa, di ingannare l’Europa e il mondo intero facendogli credere che basti rinunciare al Donbass e che tutto si risolverà presto”, il suo monito.
Larga parte del discorso per l’indipendenza, è un messaggio contro il presidente russo. “In tutti i suoi piani riguardanti l’Ucraina, Putin ha commesso un errore cruciale- manda a dire Zelensky- Il nemico ha calcolato le nostre risorse, i depositi e l’equipaggiamento, ma ha omesso di considerare il fattore più importante: il popolo”, ha detto rivolgendosi ai suoi compatrioti. “Putin spera che siamo stanchi. Sappiamo che lui è mortale. Non ci ha mai capiti — e ora non avrà tempo per farlo”. Poi ha parlato direttamente ai russi e al loro leader: “Volevate prendere tutta l’Ucraina, tutta la nostra terra. Invece, avete perso i vostri impianti di raffinazione del petrolio, la vostra flotta, i vostri introiti, e un’intera generazione che avete mandato nella carneficina. Volevate che sparissimo dalla mappa. Ora siete voi a sparire dall’agenda internazionale della civiltà futura. Per 27 anni, il governante della Russia ha parlato di grandezza, mentre la Russia fa la fila per la benzina”.
E proprio in occasione della Giornata dell’Indipendenza dell’Ucraina, dalla Commissione europea è arrivata la mano tesa che tanto Kiev aspettava. Come ha annunciato la presidente Ursula von der Leyen annunciando l’approvazione odierna di 6,1 miliardi di euro di appalti “per i sistemi di difesa aerea e missilistica, i missili, le munizioni e i radar di cui l’Ucraina ha urgente bisogno”. E ancora: “L’Europa è al vostro fianco oggi, domani e per tutto il tempo necessario”, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue.
IL DEBUTTO TRA I VOLENTEROSI DI BURNHAM
Per il premier britannico Andy Burnham si tratta di un debutto al vertice dei volenterosi e non solo: Burham, che è arrivato questa mattina a Kiev, compie il suo primo viaggio internazionale da quando ha assunto la carica di Primo Ministro britannico. Incontrerà a Kiev il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Diversamente altri leader, tra cui Emmanuel Macron, dovrebbero partecipare da remoto a questi colloqui, che si svolgono sullo sfondo di una guerra in escalation, a quattro anni e mezzo dal suo inizio, il 24 febbraio 2022.
I GRANDI ASSENTI
Le testate internazionali pongono l’accento sull’assenza di rappresentanti significativi degli Usa alle celebrazioni in Ucraina. A rappresentare Washington infatti ci sarebbero solo due figure considerate ormai ormai fuori dall’amministrazione: l’ex vicepresidente Mike Pence e l’ex inviato americano a Kiev Keith Kellogg. L’assenza viene interpretata come un “passo indietro” dei negoziatori Jared Kushner e Steve Witkoff, che hanno cancellato o rinviato la missione prevista tra Ucraina e Russia.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)
