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I contratti di lavoro a tempo determinato sono in calo

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Foto di Ümit Yıldırım

I dati Eurostat dimostrano che i contratti di lavoro tempo determinato stanno diminuendo drasticamente, i livelli sono sotto al pre Covid

L’associazione senza fini di lucro Adapt ha analizzato i dati rilasciati da Eurostat e ha notato delle criticità sui contratti di lavoro a tempo determinato. Negli ultimi anni infatti hanno rilasciato un riscontro altalenante, tra bassi e alti ancora da decifrare.

Potrebbe trattarsi di un periodo momentaneo legato alla debolezza economica e alle incertezze odierne, ma si mette in conto una possibile condizione duratura dovuta alle decisioni delle imprese che si stanno orientando sui rapporti di lavoro più instabili.

Il mercato del lavoro nel Bel Paese ha gravi carenze da correggere. Tuttavia nel report rilasciato da Adapt i problemi più importanti sono legati ad un calo drastico dei contratti stipulati a tempo determinato. In 6 anni si sono registrati 0,5 milioni di rapporti lavorativi in meno.

Anche se dopo il Covid c’è stata una ripresa momentanea, dopo pochissimo tempo il livello è tornato a scendere fino a diventare inferiore al periodo 2020, quando è iniziata la pandemia.

Non è chiaro se i rapporti di breve durata hanno poi avuto un seguito positivo per i lavoratori oppure se è continuata la carriera discontinua.

Nell’analisi c’è un gap di genere che vede in prevalenza le donne ad avere dei contratti a termine rispetto agli uomini. Sono 1,28 milioni le lavoratrici che ottengono un rapporto di lavoro determinato, mentre i lavoratori uomini 1,24 milioni.

Ma c’è un’altra informazione significativa sull’analisi di Adapt, la maggior parte di questi contratti sono stipulati con gli stranieri. Il 20,9% di loro appartengono a Paesi extra europei mentre il 17,8% seppur stranieri fanno parte della Comunità Europea.

Queste sole informazioni non aiutano a capire concretamente se questi contratti determinati sono una speranza per chi li ottiene o una condanna a continuare a vivere nell’incertezza e precariato. Quel che è certo è che donne, stranieri e giovani under 30 sono le categorie più coinvolte in questi rapporti.

Reportage a cura di Antonio Speranza

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