In occasione della Giornata mondiale del cane del 26 agosto, Kippy raccoglie sei accorgimenti per accompagnarlo gradualmente verso la normalità
Il rientro dalle vacanze non pesa soltanto a chi deve tornare in ufficio, impostare la sveglia, accompagnare i bambini a scuola e ricominciare a fare i conti con il traffico. Anche per i cani settembre può rappresentare un cambiamento improvviso: finiscono le giornate trascorse sempre insieme, si accorciano le passeggiate, cambiano nuovamente gli orari e, spesso, tornano a passare molte ore a casa da soli.
Il fenomeno riguarda una platea ampia e dati recenti sul pet tourism confermano una crescita significativa in Italia, con un numero rilevante di famiglie che scelgono di partire in vacanza insieme al proprio cane o gatto, e con permanenze mediamente prolungate. A questi si aggiungono tutti gli animali rimasti in pensione o affidati a qualcun altro: anche per loro l’estate è stata una parentesi fuori dalla routine. Tuttavia, il problema non è la vacanza in sè, ma la velocità con cui viene chiesto al cane di tornare da un giorno all’altro alla routine di prima.
“Durante le ferie cambiano tutto d’un tratto molti elementi della vita del cane: gli spazi, le persone, l’attività fisica e soprattutto il tempo trascorso insieme al proprietario”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy. “Molti pensano che, una volta tornati a casa, il cane ritrovi automaticamente le proprie abitudini. In realtà, ciò che lo aiuta maggiormente è la gradualità. Conoscere i suoi ritmi abituali e osservare come cambiano nei giorni del rientro permette di distinguere un normale periodo di adattamento da un segnale che merita maggiore attenzione”.
In occasione della Giornata mondiale del cane, che si celebra il 26 agosto, proprio nei giorni in cui per molte persone e famiglie terminano le ferie, Kippy, azienda italiana parte del gruppo Datamars, specializzata nello sviluppo di dispositivi intelligenti per il monitoraggio e la sicurezza di cani e gatti, raccoglie sei accorgimenti per accompagnare il cane verso la routine di settembre senza trasformare il rientro in stress.
Prevedere un piccolo “giorno cuscinetto”
Quando è possibile, il ritorno a casa non dovrebbe coincidere con la ripresa immediata del lavoro. Una giornata tranquilla permette al cane di ritrovare odori, spazi e cuccia prima che la famiglia riparta con i ritmi ordinari. Non serve riempirla di attività, dopo settimane di ambienti diversi e stimoli continui, anche qualche ora in cui non succede nulla ha un valore.
Ripristinare gli orari poco per volta
In estate la giornata si ribalta: i proprietari, soprattutto con il caldo estremo di quest’estate, hanno limitato le passeggiate nelle ore calde spostandole all’alba o alla sera. Aspettare il rientro in ufficio per rimettere tutto a posto in una volta sola crea un passaggio troppo brusco. Negli ultimi tre o quattro giorni di ferie il consiglio è anticipare progressivamente sveglia, pasti e passeggiata mattutina di venti-trenta minuti al giorno, sono proprio questi appuntamenti prevedibili a restituire familiarità.
Non passare da ventiquattr’ore insieme a otto ore di solitudine
Questo è tra i cambiamenti più difficili da assorbire per il cane, la solitudine va reintrodotta a piccole dosi già durante gli ultimi giorni di vacanza: prima mezz’ora di uscita senza il cane, poi un’ora, aumentando gradualmente. Meglio evitare le cerimonie di saluto e le feste al ritorno, che caricano di significato un momento che dovrebbe essere ordinario. Inoltre, trovare oggetti distrutti al rientro non è un dispetto né un capriccio, ma il comportamento tipico di un cane che si sente solo. Interpretarlo correttamente cambia la reazione, che in questi casi non dovrebbe essere il rimprovero.
Evitare le compensazioni, di attività e di attenzioni
Dopo settimane di nuotate, sentieri e giochi con altri animali il cane può sembrare insofferente alle giornate tranquille, e la tentazione è concentrare tutto in una passeggiata molto intensa prima di uscire di casa. In media un cane ha bisogno di uscire 3-4 volte al giorno e l’ideale sarebbe un’uscita di circa 60 minuti. In questo contesto, funziona meglio un movimento regolare, che alterni camminate, esplorazione e attività mentali. Lo stesso principio vale per chi ha lasciato il cane in pensione: anche una struttura ben organizzata comporta rumori, animali e regole non scelti, e al rientro il rimedio non è un programma pieno di coccole e visite, ma uno spazio tranquillo con gli oggetti familiari e la possibilità di riposare. In entrambi i casi ciò che serve non è più affetto, è più prevedibilità.
Controllare ciò che la vacanza ha lasciato addosso
Diversi effetti dell’estate si manifestano in ritardo, quando ormai il mare e la montagna sembrano un ricordo lontano. Il controllo al rientro è molto consigliato, soprattutto rispetto a questi tre punti.
- Le zampe. Gli spazi interdigitali vanno ispezionati uno per uno per verificare che non si siano annidati corpi estranei, i forasacchi in primo luogo, che possono provocare infezioni anche gravi o parassiti come le zecche. La zampa del cane ha cinque cuscinetti digitali e un cuscinetto metacarpale, o metatarsale, più grande subito dietro: è tra questi che si nasconde ciò che sfugge a un’occhiata veloce.
- Il naso e le orecchie. Sono gli altri punti, oltre alle ascelle e all’inguine, in cui i forasacchi si insinuano più spesso, e, soprattutto, il naso spesso è quello che si controlla meno. Le orecchie, inoltre, vanno asciugate accuratamente dopo ogni bagno: l’umidità che resta nel condotto è la prima causa delle otiti che compaiono a distanza di giorni dall’ultimo tuffo.
- I parassiti. Le zecche restano attive fino all’autunno inoltrato, ma il rischio più rilevante di settembre è un altro: il flebotomo che trasmette la leishmaniosi è infettivo sopra i 19 gradi, il che rende la stagione a rischio estivo-autunnale, e i segni cutanei compaiono nella maggioranza dei casi ma con latenza. Un rientro senza sintomi, quindi, non è di per sé una garanzia.
Un forasacco in un prato ad agosto può dare i primi segnali giorni dopo; le otiti da acqua compaiono a distanza dall’ultimo bagno; sale e sabbia rimasti tra i cuscinetti provocano irritazioni che si notano solo in città. Le zecche, inoltre, restano attive fino all’autunno inoltrato. Per questi motivi, un controllo accurato di orecchie, spazi in mezzo alle zampe, ascelle e inguine al rientro può essere molto utile.
Osservare i cambiamenti rispetto alla normalità del proprio cane
Non esiste una quantità corretta di movimento o di sonno valida per tutti: conta la variazione rispetto alle abitudini abituali di quel singolo animale. Dormire più del solito nei primi giorni è fisiologico e corrisponde a una fase di decompressione dopo settimane di stimoli. Il punto è la durata di questo periodo. Ecco perché in questo senso il monitoraggio dell’attività e del riposo attraverso strumenti come Kippy Dog permette di confrontare le giornate del rientro con quelle precedenti senza affidarsi alle impressioni: una variazione di uno o due giorni rientra nell’adattamento, mentre un cambiamento marcato o che persiste oltre una settimana potrebbe essere un motivo per rivolgersi al veterinario.

