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Psoriasi a placche, zasocitinib efficace anche nelle aree difficili

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Negli adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, zasocitinib ha confermato un’elevata efficacia anche nelle localizzazioni più difficili da trattare

Negli adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, zasocitinib ha confermato un’elevata efficacia anche nelle localizzazioni più difficili da trattare, come cuoio capelluto, unghie, palmi delle mani e piante dei piedi. Le nuove analisi degli studi registrativi di fase 3 LATITUDE PsO 3001 e 3002 rafforzano il profilo di efficacia e sicurezza del farmaco, presentato all’American Academy of Dermatology (AAD) Innovation Academy 2026.

La psoriasi a placche è una malattia infiammatoria cronica immunomediata che interessa circa 64 milioni di persone nel mondo e rappresenta l’80-90% di tutti i casi di psoriasi. Oltre all’estensione delle lesioni, uno dei principali bisogni terapeutici ancora insoddisfatti riguarda il controllo della malattia nelle sedi ad alto impatto clinico e funzionale, come il cuoio capelluto, le unghie, i palmi delle mani e le piante dei piedi. Queste localizzazioni, spesso caratterizzate da prurito, dolore, limitazione delle attività quotidiane e rilevanti ripercussioni psicologiche, risultano infatti tra le più difficili da trattare e incidono in modo significativo sulla qualità di vita.

Un farmaco con elevata selettività per TYK2 
Zasocitinib è un inibitore orale sperimentale di nuova generazione della tirosin-chinasi 2 (TYK2), un enzima intracellulare che svolge un ruolo centrale nella regolazione delle principali vie immunitarie coinvolte nella patogenesi della psoriasi, tra cui l’asse IL-23/IL-17 e la segnalazione dell’interferone di tipo I. L’inibizione di TYK2 consente di modulare contemporaneamente diversi meccanismi responsabili dell’infiammazione psoriasica, aspetto particolarmente rilevante in una malattia caratterizzata da una notevole eterogeneità clinica e biologica.

Secondo i dati in vitro, zasocitinib presenta una selettività superiore a un milione di volte nei confronti di TYK2 rispetto agli altri membri della famiglia Janus chinasi (JAK1, JAK2 e JAK3). Questa caratteristica potrebbe consentire di mantenere un’inibizione efficace delle vie immunitarie coinvolte nella psoriasi limitando al tempo stesso l’interferenza con altri processi fisiologici regolati dalle JAK, come l’ematopoiesi e il metabolismo lipidico.

Due studi registrativi internazionali confermano l’efficacia
Le nuove analisi degli endpoint secondari degli studi registrativi di fase 3 LATITUDE PsO 3001 e 3002, due trial registrativi globali, multicentrici, randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo e comparatore attivo, condotti in 21 Paesi e comprendenti rispettivamente 693 e 1.108 pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, mostrano che zasocitinib, assunto una volta al giorno, è in grado di ottenere livelli elevati e costanti di clearance cutanea anche nelle aree più difficili da trattare. Oltre agli endpoint principali di efficacia, gli studi hanno infatti previsto specifiche analisi dedicate alla risposta clinica nel cuoio capelluto, nelle unghie e nelle forme palmoplantari.

Questi risultati si aggiungono ai dati degli endpoint co-primari presentati al congresso dell’American Academy of Dermatology, nei quali circa il 70% dei pazienti trattati con zasocitinib aveva raggiunto uno static Physician Global Assessment (sPGA) pari a 0/1, corrispondente a cute libera o quasi libera da lesioni, entro la settimana 16. Inoltre, le risposte PASI 75 erano risultate significativamente superiori rispetto al placebo già dalla quarta settimana di trattamento, continuando ad aumentare fino alla settimana 24, evidenziando un effetto rapido e duraturo.

Clearance del cuoio capelluto fino al 77%
La psoriasi del cuoio capelluto è stata analizzata in un sottogruppo corrispondente al 38% dei partecipanti dello studio LATITUDE PsO 3001 e al 28% di quelli dello studio 3002. Tra i pazienti con malattia almeno moderata al basale (ssPGA ≥3, Scalp Psoriasis Severity Index ≥12 e interessamento di almeno il 30% della superficie del cuoio capelluto), il 77% dei soggetti trattati con zasocitinib nello studio 3001 e il 74% nello studio 3002 ha raggiunto uno scalp-specific Physician Global Assessment (ssPGA) pari a 0/1 alla settimana 16.

I risultati sono stati nettamente superiori sia al placebo, che ha ottenuto tassi di risposta rispettivamente del 7% e del 13%, sia ad apremilast (42% e 30%). In entrambi gli studi la superiorità di zasocitinib rispetto a entrambi i comparatori è risultata altamente significativa (P<0,001).

Commentando i dati, Leon Kircik, fondatore e direttore medico di Skin Sciences and Physicians Skin Care di Louisville e ricercatore principale dei trial LATITUDE PsO, ha dichiarato che «Nonostante i progressi nella cura della psoriasi, molti pazienti continuano a presentare sintomi persistenti, soprattutto nelle aree più visibili o sensibili come il cuoio capelluto, che interessa circa la metà delle persone con psoriasi e può influire in modo sproporzionato sulla vita quotidiana. Questi risultati dimostrano che zasocitinib ha consentito di ottenere in modo costante una cute libera da lesioni anche nelle aree più difficili da trattare, comprese cuoio capelluto, unghie, palmi delle mani e piante dei piedi».

Quasi sette pazienti su dieci liberi da lesioni a mani e piedi
Risultati altrettanto incoraggianti sono stati osservati nella psoriasi palmoplantare, una delle manifestazioni cliniche più invalidanti della malattia. Nei sottogruppi che rappresentavano il 24% della popolazione dello studio 3001 e il 22% di quella dello studio 3002, il 71% e il 69% dei pazienti trattati con zasocitinib ha raggiunto un hands and/or feet Physician Global Assessment (hfPGA) pari a 0/1 entro la settimana 16.

Le percentuali sono risultate superiori rispetto al placebo, che ha raggiunto il 22% e il 10% dei pazienti, e ad apremilast, con tassi del 44% e del 43%. Sebbene per questo endpoint non siano stati comunicati i valori di significatività statistica, il vantaggio numerico di zasocitinib è risultato costante nei due studi.

Miglioramento significativo della psoriasi ungueale
Anche la psoriasi delle unghie, presente al basale nel 37% dei pazienti dello studio 3001 e nel 30% di quelli dello studio 3002, ha mostrato un miglioramento significativo con il trattamento. Alla settimana 16, zasocitinib ha determinato una riduzione statisticamente significativa del Nail Psoriasis Severity Index (NAPSI) rispetto al placebo (P<0,001), confermando la propria attività anche in una delle manifestazioni cliniche tradizionalmente più lente e difficili da risolvere.

In entrambe le sperimentazioni le risposte ottenute a livello di cuoio capelluto, mani e piedi e unghie si sono mantenute fino alla settimana 24, suggerendo un controllo della malattia stabile nel tempo.

Verso la richiesta di autorizzazione
Le evidenze ottenute dagli studi LATITUDE rafforzano il potenziale di zasocitinib come futura opzione terapeutica orale per la psoriasi a placche, grazie alla combinazione di rapidità d’azione, mantenimento della risposta e controllo delle localizzazioni più difficili da trattare.

Sulla base di questi risultati, Takeda prevede di presentare nel corso dell’anno la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per la psoriasi a placche alla FDA e ad altre autorità regolatorie. Parallelamente, il farmaco è in fase di sviluppo clinico anche nell’artrite psoriasica, con studi di fase 3 in corso, e in altre patologie immunomediate, tra cui malattia di Crohn, colite ulcerosa, vitiligine e idrosadenite suppurativa.

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