Tra copertine di dischi leggendari, un’indagine serrata e una tensione che non lascia respiro. “Il killer delle copertine” è la sorpresa noir dell’estate 2026
Tra i titoli più condivisi e consigliati di questa stagione, “Il killer delle copertine” di F. Garau De Luca (Pagine 244, € 18, ISBN 9791257144555) si è imposto come uno dei fenomeni editoriali dell’estate 2026, conquistando lettori di ogni età con un mix originale di suspense, cultura musicale e scrittura cinematografica.
Il punto di partenza è tanto semplice quanto inquietante: cosa succederebbe se alcune delle immagini più riconoscibili della cultura rock diventassero scene del crimine?
È da questa intuizione che prende il via un noir originalissimo, che nell’estate 2026 si sta facendo notare tra gli appassionati di thriller e musica.
Nella quiete di un borgo di montagna dove “non succede mai niente”, un assassino comincia a colpire mettendo in scena, corpo dopo corpo, alcune delle copertine più iconiche della storia della musica. Il serial killer immaginato da F. Garau De Luca infatti non si limita a uccidere: dopo ogni delitto sistema il corpo della vittima per ricreare l’arte di famosi album rock anni ‘70, trasformando immagini entrate nell’immaginario di milioni di persone in macabre installazioni. L’arte di band immortali come Beatles, Led Zeppelin, Black Sabbath, Genesis, Ramones e Clash entrano in gioco e costringono il lettore a osservare con occhi diversi le copertine di iconici dischi.
Il killer attraversa la storia del rock, lasciando dietro di sé una scia di sangue, riferimenti musicali, falsi indizi e messaggi da decifrare. A indagare è Stefano Zanforini, ispettore trasferitosi dalla Squadra Omicidi di Milano al piccolo e apparentemente tranquillissimo borgo di Solmonte Aurorano. Al suo fianco arriva Beatrice Nina Bargi, giovane giornalista musicale cresciuta tra i vinili del negozio del padre e dotata di una conoscenza quasi enciclopedica della cultura rock. È lei a riconoscere ciò che gli investigatori non riescono a vedere.
Un’indagine che si trasforma in un viaggio dentro l’ossessione, la solitudine e il bisogno umano di essere ricordati, fino a un finale che apre le porte a nuovi, inquietanti sviluppi. Il risultato è un thriller che gioca contemporaneamente con la suspense del giallo e il piacere della scoperta musicale: anche chi conosce quei dischi può ritrovarsi a chiedersi quanto sappia davvero delle immagini che li hanno resi immortali.

