Il giallo della Knds Ammo potrebbe arrivare in Parlamento
L’incendio con esplosione nel deposito di un’azienda a Colleferro, avvenuto poco prima di Ferragosto, potrebbe essere molto più di un ‘incidente’. Il 13 agosto scorso si è reso necessario l’intervento di ben 10 squadre dei vigili del fuoco e di un elicottero per spegnere le fiamme. Intorno alle 15 del pomeriggio a Quarto chilometro, una località tra Colleferro e Artena, vicino a Roma, una fortissima esplosione si è verificata infatti nello stabilimento Simmel Difesa del gruppo franco-tedesco Knds Ammo Italy, specializzato nella produzione di munizioni e nel settore aerospaziale e della difesa. Il botto è stato così forte da creare un cratere di 10 metri di diametro, profondo oltre un metro e mezzo. Per miracolo, non vi sono state vittime tra i dipendenti, in quel momento impegnati in un altro capannone. Ma l’esplosione è stata gigantesca e l’onda d’urto è arrivata a chilometri di distanza.
L’INDAGINE PER DISASTRO COLPOSO
A seguito dell’esplosione, è stata aperta un’inchiesta per disastro colposo nei confronti di ignoti. Indagano i carabinieri del comando provinciale di Roma con i Ris che hanno eseguito un sopralluogo al centro di ciò che rimane del reparto di pressatura delle polveri, quello saltato in aria. Ma, come sta emergendo su alcune testate nazionali, come Repubblica, il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani “sta coordinando le indagini sull’esplosione, tenendo in considerazione il quadro internazionale”.
LE ANALOGIE CON IL DEPOSITO BULGARO DI MUNIZIONI PER L’UCRAINA
Da quanto sta emergendo non è esclusa la pista di “un attentatore che ha provocato il disastro, cercando di farlo sembrare un fatto accidentale”. E in questa direzione, secondo quanto riportato da Repubblica, gli inquirenti stanno cercando eventuali punti di contatto con un episodio simile avvenuto qualche giorno prima in Bulgaria, dove è saltato in aria il deposito della Emco a Beliča, “una delle aziende che garantiscono le munizioni all’esercito ucraino”. Per il quotidiano infatti la Knds Ammo a Colleferro produce munizioni di medio e grosso calibro, “rifornisce le Forze armate italiane e quelle di diversi Paesi, compresa l’Ucraina”.
I COMMENTI DELL’ESERCITO DI TROLL RUSSI
Insomma, alla luce delle analogie, il dubbio è lecito. Tanto più che nei giorni successivi all’esplosione, sui social, numerosi profili fake automatici riconducibili a bot russi- ovvero l’esercito di troll virtuale composto da commentatori politici anonimi della Rete, sponsorizzati dalla Russia- hanno celebrato l’esplosione avvenuta nel deposito di Colleferro al pari di una vittoria sul campo.
LA RISPOSTA DEL GOVERNO
Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito alla pista russa dietro l’esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. A quattro giorni dal violento boato che ha scosso la provincia romana alla vigilia di Ferragosto, le indagini sull’origine del disastro proseguono, e c’è già chi lo accosta ad analoghi episodi avvenuti in Bulgaria. Secondo Repubblica, infatti, la procura starebbe verificando possibili collegamenti con un altro sito di munizioni saltato in aria nel Paese balcanico. L’esecutivo, però, respinge questa lettura: “Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno”, dichiara all’Adnkronos il ministro della Difesa Guido Crosetto.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

