Colpo al Mume, rubate 4 opere di Antonello da Messina. Una banda di tre ladri, nella fuga hanno perso 2 tavole: cosa si sa finora, mentre le indagini sono in corso
La città era distratta dalla tradizionale processione di Ferragosto della Vara, il grande carro votivo dedicato alla Madonna Assunta. Così ieri sera, sabato 15 agosto, poco prima delle 22, una banda di ignoti è riuscita ad introdursi nelle sale del Mume, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, per mettere a segno un colpo clamoroso. Oggi quella sale sono state spogliate di quattro preziose opere di Antonello da Messina, uno dei più grandi pittori italiani del Rinascimento.
LE OPERE RUBATE
I malviventi hanno eluso i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e, in dettaglio, hanno sottratto 3 delle 5 tavole rimaste del Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, tra le opere più importanti in esposizioni al Mume, attribuite al maestro nato proprio a Messina nel 1430. In particolare, la Tavoletta bifronte è stata asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica per avviare i rilievi tecnici e ricostruire la dinamica dei fatti, infine raccogliere elementi utili per risalire ai responsabili.
LA BANDA: ERANO IN TRE, A VOLTO COPERTO
Intanto sono emersi ulteriori dettagli sull’accaduto: le opere di Antonello da Messina rubate dovevano essere sei, non quattro. Infatti dalle sale espositive sono stati estratte tutte e cinque le tavole de Polittico di San Gregorio. Poi, nella concitazione della fuga, i rapinatori ne hanno abbandonate due sul muretto esterno al museo, dove poi sono state ritrovate, lungo viale della Libertà. I malviventi avrebbero agito in tre, a volto coperto, e per entrare nell’edificio hanno divelto una ringhiera all’altezza di un cancello laterale usato generalmente solo in casi eccezionali, per l’ingresso di autorità e per il trasporto delle opere d’arte.
NON ESCLUSA LA PISTA DI UNA ‘SPIA’ INTERNA AL MUSEO
Sul furto la Procura ha aperto un’inchiesta, le indagini sono affidate alla polizia. Come confermato dagli investigatori, i presidi di sorveglianza erano funzionanti. Nel Museo c’erano infatti diverse telecamere di sorveglianza, che si stanno vagliando, e le opere erano custodite da un sistema di allarme e vigilate da un sistema di metronotte. Al momento gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, in particolare la pista del mercato nero dei ladri d’arte, e non è esclusa nemmeno la pista di una ‘spia’ interna al museo che nella giornata di oggi resta chiuso al pubblico.
“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte”. Lo ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio. “Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza“.
IL COMUNE: “PROFONDA PREOCCUPAZIONE E SCONCERTO”
Intanto l’indomani, il Comune di Messina affida ad una nota la sua reazione di “profonda preoccupazione e sconcerto” per “il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina”. L’incursione “assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta- prosegue l’amministrazione comunale- I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale Processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione”.
LA CONDANNA DEL SINDACO BASILE: “ATTO CRIMINALE DOLOROSO, COMPIUTO NELL’ORA DELLA VARA”
“Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole”, dichiara nella nota il sindaco Federico Basile. “È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”. E ancora: “La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il Sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza”.
Il Sindaco ha espresso piena fiducia nelle attività investigative delle Forze dell’Ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città. “Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.
(photo credit: museo.messina/web)
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

