La BPCO può comparire più precocemente nelle donne. Le forme di “early COPD” sembrano essere più frequenti nel sesso femminile e, a parità di esposizione al fumo, la malattia può presentarsi in forma più grave e sintomatica
La BPCO è stata tradizionalmente considerata una malattia prevalentemente maschile, ma oggi la sua diffusione è in aumento tra le donne. Un elemento importante è rappresentato dall’abitudine al fumo, sempre più frequente nella popolazione femminile e, in particolare, tra le adolescenti. Nelle donne la diagnosi può risultare più difficile perché la malattia si manifesta soprattutto con dispnea, cioè affanno. Negli uomini, invece, sono più frequenti anche tosse ed espettorazione, sintomi che fanno pensare più immediatamente ad una Bpco, soprattutto quando è presente un’abitudine tabagica.
In ogni caso, la presentazione clinica nella donna è completamente diversa: la prevalenza della dispnea nel sesso femminile può orientare erroneamente verso una diagnosi di asma. Inoltre, la donna tende spesso a rivolgersi più tardi al medico o alle strutture sanitarie. Entrano in gioco sia differenze biologiche – legate all’anatomia, alla fisiologia, alla genetica e agli ormoni – sia fattori socioculturali e comportamentali. Per diverse ragioni, le donne possono richiedere meno aiuto e accedere alle cure più tardivamente, con un conseguente ritardo diagnostico.

