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A Qusra, in Cisgiordania, la polizia israeliana allontana i 5 italiani dalle case assediate dai coloni

bandiera israele

Cisgiordania, a Qusra la polizia israeliana allontana i 5 italiani che si trovavano in visita a una delle due famiglie palestinesi

I cinque cittadini italiani che da giorni presidiavano le abitazioni di famiglie palestinesi a Qusra, in Cisgiordania, sono stati allontanati dalle forze dell’ordine israeliane. La Border Police, la polizia di frontiera israeliana, ha eseguito l’ordine di evacuazione dichiarando l’intera area “zona militare chiusa”. Il provvedimento, inizialmente comunicato come temporaneo, è stato esteso fino a marzo 2027, vietando di fatto l’accesso ai civili estranei ai residenti. Si legge così su Repubblica.

Gli italiani si trovavano in visita a una delle due famiglie palestinesi quando i coloni israeliani hanno bloccato gli accessi al villaggio, tagliato le forniture di acqua ed elettricità e fatto scattare l’assedio alle abitazioni, lasciandoli di fatto bloccati all’interno. La vicenda, che vede coinvolta anche la Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, in contatto con il consolato di Gerusalemme, si inserisce nel quadro di una tensione crescente nell’area. I cinque italiani, quattro donne e un uomo, erano giunti a Qusra sabato scorso per portare solidarietà alle famiglie Hassan e Abu Rida, vittime da mesi di intimidazioni e assedi da parte di gruppi di coloni.

L’assedio di Qusra ha generato uno scontro diplomatico inusuale. Tra le famiglie residenti nelle case sotto assedio figura infatti Luai Rida, cittadino statunitense residente in Ohio. L’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha definito l’operato dei coloni come “atti di terrorismo”, condannando esplicitamente la pressione esercitata sulle abitazioni.

Nonostante lo sgombero degli attivisti, i coloni israeliani, molti dei quali giovanissimi, continuano a essere presenti nelle aree limitrofe, tornando a occupare le posizioni da cui erano stati temporaneamente allontanati dall’Idf. I sei palestinesi rimasti nelle abitazioni vivono in uno stato di isolamento, dopo che l’area è stata interdetta a giornalisti e osservatori internazionali. “Non viviamo più una vita normale- dice una di loro in un’intervista a Repubblica- Ma se ce ne andiamo, non ci permetteranno di tornare. E perché dovremmo darla vinta a quei selvaggi? Perché dovremmo permettere che ottengano ciò che vogliono, mentre nessuno ci protegge. Sì, lo scriva, nessuno ci protegge. L’esercito israeliano è qui fuori solo per loro, per i coloni. Vedono come si comportano, assistono ai loro crimini, non intervengono”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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