Etna, 5° giorno di stop per l’aeroporto di Catania: 700 voli cancellati. Musumeci: “Fuori posto lo scalo, non il vulcano”. Assoesercenti stima un danno fino a 24 milioni di euro
“Con un aeroporto internazionale tra i primi cinque in Italia, un vero e proprio hub per il sud, ai piedi del più grande vulcano attivo d’Europa, qualche problema sorge: ma non è il vulcano ad essere fuori posto, bensì l’aeroporto”. Nello Musumeci, il ministro della protezione civile, interviene così sull’emergenza voli provocati dall’Etna all’aeroporto di Catania, per i disagi dovuti alle emissioni di cenere.
Passeggeri costretti a lunghe attese e poi deviati su altri scali in bus. L’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini” ha infatti raggiunto il suo quinto giorno di calvario a causa degli effetti dell’eruzione in corso sul vicino vulcano. Lo stop ai voli è stato esteso fino alle 16 di oggi, giovedì 13 agosto. Con la sua gittata di fumo e cenere l’Etna ha determinato problemi dall’8 agosto scorso a 700 voli, cancellati e poi deviati in altri aeroporti. Il danno stimato sarebbe tra i 12,8 e i 24 milioni di euro in termini di mancata spesa turistica. Il crudele bilancio è stato comunicato da Assoesercenti che per voce del suo presidente Salvo Politino, commenta il duro colpo per l’attività fortemente ridotta di uno scalo che “movimenta ogni anno oltre 12,3 milioni di passeggeri”. Per l’associazione, in definitiva, l’attività vulcanica e le emissioni di cenere “non possono più essere affrontate come un evento imprevedibile”.
I disagi per il traffico aereo hanno coinvolto anche l’aeroporto Pio La Torre di Comiso, in provincia di Ragusa. Sac, la stessa società che gestisce pure lo scalo di Catania, ha infatti sospeso temporaneamente per qualche ora questa mattina anche l’attività dei quello ibleo. Le nubi di cenere hanno creato difficoltà anche all’aeroporto di Malta, distante 220 chilometri dall’Etna. Diversi aerei in arrivo o in partenza dallo scalo maltese infatti sono stati costretti a modificare la rotta.
MUSUMECI: “UNA SOLUZIONE VA TROVATA”
“Bisogna conviverci, è chiaro, ma se la persistente crisi determina questi disagi è chiaro che una soluzione bisogna trovarla, anche perché il traffico dei voli è sempre più crescente e la Sicilia, essendo un’isola, ricorre più di altri territori alla mobilità aerea”. Lo ha detto il ministro della protezione civile Nello Musumeci, intervistato a ‘Diario del giorno’, su Rete 4, in merito ai disagi provocati all’aeroporto di Catania dalla cenere dell’Etna.
“Ho invitato tutti ad una riflessione – ha aggiunto Musumeci -. Se non ci sono soluzioni tecnologicamente avanzate che possano impedire alla cenere di interferire sulla circolazione degli aerei, allora bisognerà sedersi attorno ad un tavolo e alzarsi soltanto quando si sarà determinata la piena funzionalità del sistema aeroportuale della Sicilia orientale che serve sette province su nove”.
MUSUMECI: “DAL 1999 ESISTE UNA PROPOSTA PER DELOCALIZZARE LO SCALO”
“Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo. Non lo ricordo per rivendicare primogeniture né per alimentare polemiche, ma solo per un invito alla riflessione di tutti. Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna. Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo; facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno. Da allora sono trascorsi quasi trent’anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell’Etna continuano periodicamente a condizionare l’operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l’indifferenza degli enti locali interessati. Non si tratta oggi di sostenere che quella mia iniziativa debba essere necessariamente ripresa così come era stata concepita allora. Ma è difficile negare che i fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto. Credo che il problema esista e meriti una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea”. Lo dichiara il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
SUI SOCIAL LE ATTESE E I DISAGI DEI PASSEGGERI E LA FUGA DEGLI AUTOBUS DALLO SCALO VUOTO
Intanto sui social impazzano le polemiche per la gestione dell’emergenza voli a Fontanarossa con i passeggeri stanchi delle attese, dei disagi e dei trasferimenti in altri scali. Ma non solo.
C’è anche rassegnazione da parte di chi lavora grazie all’attività dell’aeroporto: un autista pubblica su Tiktok un video in cui si vedono gli autobus allontanarsi da uno scalo praticamente vuoto. Il suo commento è la ‘colonna sonora’ di accompagnamento alle immagini: le note malinconiche e le amare parole di “Povera Patria” di Franco Battiato.
(photo credit: Pio Andrea Peri/Fb)
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

