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Etna: all’aeroporto di Catania voli sospesi fino alle 16 di domani

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All’aeroporto di Catania continua l’emergenza cenere dell’Etna: voli sospesi fino alle 16 di domani. Fermo e poi riaperto anche Comiso

La cenere dell’Etna ha bloccato temporaneamente anche l’aeroporto Pio La Torre di Comiso, in provincia di Ragusa. Sac, società che gestisce sia lo scalo Vincenzo Bellini di Catania che quello ibleo ha annunciato la chiusura degli spazi aerei di Fontanarossa corrispondenti al settore B3 restano sospesi fino alle 16 di domani, 13 agosto. Mentre per quanto riguarda Comiso, le attività sono state sospese fino alle 10 di questa mattina “per contaminazione da cenere vulcanica”, per poi essere ripristinate. La Sac, società di gestione dello scalo ibleo e di quello di Catania-Fontanarossa, nel comunicare la riapertura dello scalo di Ragusa, ha invitato comunque i viaggiatori a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto.

Salgono a 39, intanto, i voli diretti per la giornata di oggi a Catania e dirottati sul Falcone-Borsellino di Palermo.
Lo scalo palermitano, assieme al Vincenzo Florio di Trapani, da giorni stanno contribuendo ad alleviare i disagi dei viaggiatori originariamente diretti nel capoluogo etneo.

LE POLEMICHE POLITICHE

Sul fronte politico, intanto, le polemiche non mancano. Apprendo con sgomento, ma purtroppo senza alcuna sorpresa, le ultime notizie riguardanti la gestione dell’aeroporto di Catania e le continue emergenze che continuano a flagellare la Sicilia orientale, senza ricevere risposte adeguate da parte della società di gestione”, dice il deputato del gruppo Mpa-Grande Sicilia all’Ars Santo Primavera.

“Mentre migliaia di turisti rimangono abbandonati come naufraghi nei terminal di Fontanarossa e negli aeroporti di mezzo mondo, in attesa di raggiungere Catania, c’è ancora chi trova il coraggio di ironizzare o di nascondere l’incapacità gestionale dietro la fatalità degli eventi naturali – prosegue -. L’Etna fa il suo mestiere da millenni, ma la Sac, palesemente, continua a non saper fare il proprio. Parlare di una ‘sinergia’ tra eventi avversi o ammiccare a fantomatiche alleanze tra le forze della natura, come l’Etna e i venti, nel tentativo di sollevare da ogni responsabilità i vertici societari, rappresenta un insulto all’economia siciliana, ai lavoratori dell’indotto turistico e alle migliaia di passeggeri esasperati”.

“Non serve una joint venture con il vulcano. Serve un piano strategico di emergenza che funzioni davvero, che preveda il pieno utilizzo dell’aeroporto di Comiso, assicuri trasparenza e tempestività nell’assistenza ai passeggeri e garantisca una governance all’altezza di una delle più importanti porte d’accesso del Mediterraneo – conclude Primavera -. Se l’unica soluzione strategica che la società di gestione riesce a proporre consiste nell’attendere che il vento cambi direzione, mentre il tessuto economico e commerciale dell’Isola va in fumo, allora deve essere la dirigenza della Sac a prendere atto della propria inadeguatezza. La Sicilia e i siciliani non possono più essere trattati come comparse di un disastro annunciato”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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