Una trentina di posti, il paesaggio umbro davanti agli occhi e una cucina d’autore da vivere all’aperto: a Trevi, La Cucina di San Pietro a Pettine trasforma le sere d’estate in un’esperienza gastronomica intima e spettacolare
In agosto l’Umbria si scopre soprattutto al tramonto. Quando il caldo della giornata lascia spazio all’aria più fresca della sera, tra le colline di Trevi, gli ulivi e i profili del paesaggio umbro, la Tenuta di San Pietro a Pettine apre uno dei suoi angoli più suggestivi: la terrazza panoramica de La Cucina di San Pietro a Pettine, pensata per accogliere soltanto una trentina di persone e regalare una cena estiva lontana dai ritmi e dalle dimensioni della ristorazione convenzionale.
Qui l’estate non è semplicemente una stagione, ma parte integrante dell’esperienza. I tavoli all’aperto diventano il punto privilegiato da cui osservare il paesaggio cambiare con la luce, mentre la cena accompagna lentamente il passaggio dal tramonto alla notte. Una dimensione raccolta, quasi privata, in cui il territorio non è soltanto raccontato nei piatti, ma è tutto intorno all’ospite.
Nel cuore della Tenuta, a Trevi, il ristorante nasce nel 2013 dal progetto di Carlo Caporicci, proprietario della struttura e della storica azienda alimentare artigianale di famiglia, specializzata nella raccolta e commercializzazione del tartufo dal 1948. Un patrimonio agricolo e produttivo che oggi comprende dodici ettari di proprietà, nove dei quali destinati a tartufaie coltivate, oltre a circa 2.000 ettari di tartufaie naturali che si estendono dal fondovalle fino al Monte Pettino, a 1.500 metri di altitudine.
È da questo rapporto diretto con la terra che prende forma la cucina di Alice Caporicci, classe 1986, tornata a San Pietro a Pettine dopo esperienze professionali in Italia e a Londra. Dal lavoro presso Cucinaa con Marco Gubbiotti all’esperienza all’Hotel de Russie di Roma con Fulvio Pierangelini, fino alle cucine londinesi di The Queensbury Deli e Jamie’s Italian, il suo percorso si sviluppa tra tecnica, contaminazioni internazionali e una progressiva riscoperta delle proprie radici.
Oggi Alice porta in tavola una cucina contemporanea ma profondamente umbra, costruita sulla materia prima e sulle stagioni. Il giardino aromatico, l’uliveto, il bosco e le tartufaie della Tenuta diventano una sorta di dispensa naturale da cui arrivano erbe spontanee, aromi, frutti e verdure. Il tartufo, naturalmente, rappresenta uno degli elementi identitari della proposta, grazie alla disponibilità garantita durante tutto l’anno dalla filiera di famiglia.
La sostenibilità, qui, è un concetto concreto e quotidiano: riguarda il rapporto con le persone, i fornitori, l’economia locale, l’ambiente e la produzione. Le potature di querce e ulivi vengono utilizzate per il braciere, mentre gli scarti del tartufo contribuiscono alla micorizzazione delle tartufaie. Una filosofia circolare che trova espressione anche nella selezione di piccoli produttori e aziende regionali.
A rendere ancora più speciale l’esperienza estiva contribuisce Tramonti, il bar sotto il pergolato affacciato sulla chiesa, che durante la stagione calda diventa il luogo ideale per iniziare la serata con un aperitivo. La proposta comprende cocktail signature realizzati in collaborazione con i Master Distiller e Mixologist di GreenHeart e costruiti attorno a quattro etichette proprietarie: Amaro Ardelio, Gin Callidus, Aperitivo Audere e Bitter Furium, prodotti con metodi naturali e senza additivi, coloranti o aromi artificiali.
Dall’aperitivo alla cena, agosto diventa così il momento migliore per vivere San Pietro a Pettine nella sua dimensione più autentica: pochi tavoli, il cielo sopra la testa, il paesaggio umbro che si accende al tramonto e una cucina che nasce esattamente da ciò che la circonda.
Una destinazione da raggiungere senza fretta, quando la luce comincia a scendere e l’estate mostra il suo lato più bello: quello delle cene lunghe, dei tavoli all’aperto e dei paesaggi che restano negli occhi anche dopo l’ultimo piatto.

