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Patto di reciproca difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan: “Attacco a uno è attacco a tutti”

Il modello richiama alla mente l’art. 5 della Nato

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato un patto trilaterale di mutua difesa, denominato Accordo di La Mecca, in base al quale qualsiasi attacco militare contro uno dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti e tre.

Del testo non si sa molto, ma può che essere considerato storico, nel contesto di guerra nella regione. Il padrone di casa, il principe ereditario Mohammed bin Salman, ha riunito al palazzo Al-Safa della Mecca il presidente Recep Tayyip Erdogan e il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif.

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan

Secondo il comunicato ufficiale, l’accordo è ispirato da “legami storici di lunga data, solidi vincoli di fratellanza e solidarietà islamica, interessi strategici condivisi e una cooperazione di lunga data in materia di difesa”. Obbiettivo, “rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione”. Da qui il principio ispirato all’articolo 5 del trattato dell’Alleanza atlantica: “Qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti e tre“.

Essendo la Turchia membro dell’Alleanza, non è chiaro se si applicherà la proprietà transitiva.

Previsti poi “il potenziamento di tutti gli aspetti della cooperazione in materia di difesa tra i tre Stati” e “l’impegno condiviso dei tre Stati a rafforzare ulteriormente la loro sicurezza collettiva e a promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione e oltre, per un futuro sicuro e prospero”.

Fonti turche hanno tenuto a chiarire che l’accordo ha natura difensiva, non è diretto contro alcun attore specifico e non interferisce con altri patti (leggi Nato per la Turchia). E soprattutto rimane aperto ad altri Paesi della regione che desiderino aderire. “Paesi come il Qatar, l’Egitto e altri dovrebbero aderire al patto e trasformarlo in un’alleanza regionale”, ha detto una fonte ad al Jazeera.

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