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Commissione Covid: è scontro aperto tra Conte e Meloni

giuseppe conte

Conte in Commissione Covid: “Meloni è la regista del plotone di esecuzione verso di me”. La premier: “La verità sulla pandemia è un diritto degli italiani”

“Non dovete comunque chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta perché lei era regista di tutto questo. Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in commissione Covid e ovviamente di tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e tv amiche che gettano fango da tempo”. Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, a margine dell’audizione alla commissione Covid.

E allora, aggiunge, “le mando un messaggio, visto che questi mezzucci hanno un corto respiro, perché poi arriva il momento in cui io ci sono, sto qui a parlare, a chiarire tante ore, addirittura neppure la maggioranza ha il coraggio di farmi le domande su quelle stupidaggini, mascherine, Di Donna, ma chiariremo comunque tutto, ci ritorneremo anche a settembre. Allora, Giorgia Meloni, non è meglio che mi affronti politicamente, su via, in trasparenza? Io son qui. Confrontiamoci politicamente da esponenti politici seri, responsabili e cerchiamo di evitare questi trucchetti, questi mezzucci, perché non portano da nessuna parte”.

MELONI A CONTE: “LA VERITÀ SULLA PANDEMIA È UN DIRITTO DEGLI ITALIANI”

“Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un ‘plotone di esecuzione’ orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Colpisce che, pur di sostenere questa tesi- aggiunge-, si arrivi perfino a delegittimare il lavoro della Commissione e di quei giornalisti che, in questi anni, hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità, liquidandoli come parte di un presunto disegno contro di lui. Quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano”.

“Non è un processo a una persona, tutt’altro- dice ancora Meloni-. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di ‘buttarla in politica’. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”.

CONTE A MELONI: “VERITÀ FA MALE, LI HAI 5 MINUTI PER RISPONDERE ALL’ITALIA?”

“Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C’ero anche oggi in Commissione Covid. Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull’inchiesta per truffa Covid. Potrei continuare. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male”. Cosi’ il leader 5 stelle Giuseppe Conte replica a Giorgia Meloni sul profilo social della premier.

COME È ANDATA L’AUDIZIONE FIUME DAVANTI ALLA COMMISSIONE D’INCHIESTA

“MASCHERINE IRREGOLARI PER 100 MILIONI, HO PORTATO CARTE IN PROCURA”

“Mi è arrivato un documento tra le mani in forma anonima” sulla consegna di “oltre 7 milioni di mascherine che non corrispondevano alle caratteristiche richieste. Questa vicenda è meritevole di approfondimento e per questo ho consegnato questo documento alla Procura lunedì scorso”, ha annunciato che il documento di “dieci pagine” – “con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche” – è stato depositato. Lo ha detto il leader del Movimento Cinque stelle ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della sua audizione fiume davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. L’audizione, iniziata alle 15, è finita alle 20.30 e riprenderà il 14 settembre.

“Non ho elementi per fare accertamenti diretti, ma per coscienza civica e responsabilità ho segnalato alla Procura perché c’è la possibilità che siano stati transati e consegnati a una società privata 100 milioni di euro dello Stato, una cifra ragguardevole. Quindi, ci sarebbe la possibilità tutta da accertare di valutare se sono stati pagati questi cento milioni, una cifra enorme, per mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate“, aggiunge.

“MASCHERINE DIVERSE DA QUELLE DICHIARATE”

Si trattava, ha spiegato ancora Conte, di “mascherine diverse da quelle dichiarate, e le certificazioni contenute nei lotti erano diverse da quelle dichiarate., questo il punto”. A importare le mascherine è stata appunto la Jc Electronics. Ora “la procura ha in mano il documento”. Conte spiega anche che il governo Meloni ha “dato 100 milioni a Jc Electronics quando ci sono ancora molte cose da verificare. Come è possibile che si realizzi la follia che davanti a un provvedimento cautelare con lo Stato che è condannato, con una cifra assurda, lo Stato non aspetti il giudizio cautelare e liquidi 100 milioni quando non trovate 6 milioni per le mammografie?”. E ancora: “Nel Codice civile c’è scritto che quando c’è una transazione si può impugnare e oggi ho l’obbligo e il dovere di segnalare al ministero della Salute e alla presidenza del Consiglio direttamente responsabile che hanno dato 100 milioni e questo va spiegato”, aggiunge il leader M5S.

“COMMISSIONE CONCEPITA COME UN PLOTONE DI ESECUZIONE”

“Mi verrebbe da dire: ‘Finalmente ci siamo’. Perché tutti questi mesi si è parlato di tantissime questioni, tantissime audizioni, ne ho seguite molte, ma evidentemente è maturata l’esigenza di un approfondimento da parte di chi è stato diretto e assoluto protagonista di quel tempo in veste di presidente del Consiglio”. Lo ha detto il leader del Movimento Cinque stelle ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aprendo la sua audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

“Sulla base dei valori con cui sono cresciuto giuro di dire la verità sul mio onore. L’onore per ma vale tutto, è il rispetto è verso le persone che hanno perso la vita durante la pandemia, gli operatori sanitari che sono morti sono oltre 200. Rispetto verso gli operatori della protezione civile e delle forze dell’ordine. Giuro sul mio onore che qualcuno qui ha perso, già durante la pandemia quando anzichè combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche più futili. L’onore che non è stato riguadagnato nemmeno dopo in occasione di questa commissione concepita come un plotone di esecuzione nei miei confronti e una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei loro partiti”.

“MI ASSUMO RESPONSABILITÀ DICHIARAZIONI, MA NON C’È CONSEGUENZA GIURIDICA”

“Voi siete colleghi, ciascun parlamentare può riferire in una commissione, ma per il regolamento è vincolato alla forma libera dell’audizione, il regolamento non permette altro, non è una libera scelta del deputato o del senatore”. Lo ha detto il leader del Movimento Cinquestelle ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della sua audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

“Vorrei chiarire il punto del giuramento: io mi assumo tutte le conseguenze di queste mie dichiarazioni e mi assumo la piena responsabilità giuridica di quello che dirò, non ho difficoltà a giurare in una formula che mi fa dire che mi espongo a tutte le conseguenze ‘pleno iure’ per quanto riguarda gli elementi che sono a mia disposizione. Oggi vengo qui consapevole di dover riferire di tutti i fatti da me conosciuti e mi assumerò e mi sono sempre assunto la responsabilità politica delle mie azioni. Non voglio prendere in giro i cittadini e dico che purtroppo non c’è conseguenza giuridica strettamente collegata alla testimonianza. Il deputato Bignami si è dimesso su richiesta fatta dal suo partito, è intervenuto in libera audizione e ha tenuto a enfatizzare di aver prestato giuramento. Posso prestare tutto il giuramento, ma sto prendendo in giro chi mi ascolta”, ha aggiunto.

”NON TROVERETE MAI QUALCOSA SU DI ME”

“Non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda. Non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia perché finiscono per estendersi anche su donne e uomini dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare delle famiglie, delle vittime e dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l’incolumità di tutti, a partire dai più fragili. Uso una parola molto cara da parte di alcuni, anche se qui finiamo di oscurarne il significato: sono loro i veri patrioti, erano loro in trincea. Poi ci sono non i veri patrioti, ma gli speculatori di una grave tragedia nazionale e internazionale. Ricordo e sottolineo che non ricordiamo un vostro contributo utile, da parte degli speculatori, un suggerimento plausibile come gesto di responsabilità per la difesa del Paese”.

“STATO EMERGENZA SCELTA NECESSARIA, NESSUNA DITTATURA”

“Uno dei dibattiti è stato sullo stato di emergenza. Ci fu un grandissimo scontro anche in Parlamento da parte delle opposizioni, in particolare anche Giorgia Meloni era particolarmente coinvolta e trasfigurata quando si parlò di stato di emergenza. Quando fu prorogato si disse che c’era la volontà di instaurare una dittatura”. Lo ha detto il leader del Movimento Cinquestelle ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aprendo la sua audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.
“Con la delibera del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi. Dopo sei mesi c’è stata la proroga e il dibattito era: ‘Conte vuole la dittatura’. Ma è stata necessaria, non è stata liberticida. Cassese sul Corriere della sera evocò una svolta autoritaria come in Ungheria. Ci fu una risoluzione alla Camera. Ma il problema era molto semplice: la dichiarazione dello stato d’emergenza era prevista dal nostro codice di protezione civile. Se si è in malafede non c’è discussione, se si è in buona fede bisognerebbe studiare le norme. Quella dichiarazione era assolutamente necessaria, era il presupposto per attivare tutti i poteri per continuare nella rete di protezione della situazione emergenziale. Altrimenti ci crollava tutto, dal coordinamento con le Regioni alle misure di emergenza per le Rsa e i nosocomi. Poi, quando è arrivato Draghi è stata prorogata più volte, ma non vi ho più sentito parlare. Afasia”, ha aggiunto.

“ABBIAMO SALVATO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VITE UMANE, ABBIAMO SALVATO IL PAESE”

“Abbiamo salvato centinaia di migliaia di vite umane. Lo dobbiamo dire perché è vero”. Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte in audizione in commissione Covid.
“Posso dire che abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il Paese non distinguendo il giorno dalla notte, abbiamo salvato oltre 30mila posti di lavoro grazie al blocco dei licenziamenti che solo noi abbiamo avuto il coraggio di fare. Quel blocco è la ragione per cui siamo ripartiti con grandissimo slancio. Abbiamo salvato un milione di persone dalla povertà assoluta, come ha detto l’Istat, siamo andati in Europa per sfidarla sul più grande tabù che ha sempre resistito e siamo riusciti a portare a casa un tesoro che non si è mai visto, 220 miliardi e li abbiamo lasciati a questo governo. Questo si è trovato con un paese che correva. Tutti i nuovi governi hanno sempre trovato la scrivania vuota, senza risorse. Tranne questo”. Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte in audizione in commissione Covid.

“NOI MODELLO INTERNAZIONALE, AMBASCIATE DIVULGAVANO NOSTRI DPCM”

“Ogni volta che adottavamo un Dpcm le ambasciate lo traducevano e diffondevano in tutte le cancellerie. Quando incontravo i miei colleghi me lo dicevano espressamente. Siamo stati realmente un modello a livello internazionale”. Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte, in audizione in commissione Covid.

“GREEN PASS E OBBLIGO VACCINI OVER 50 SOTTOSCRITTI ANCHE DA LEGA E FI”

“Green pass e obbligo vaccinale over 50 li abbiamo sottoscritti. Li abbiamo tutti sottoscritti, anche Lega e Forza Italia”. Il Green pass “mi è sembrato scelta sostenibile perché rientra nella logica dell’onere, chiamato una volta dovere libero: i cittadini possono avere la libertà di non fare il vaccino ma non possono pretendere di andare il luoghi aggregazione mantenendo le proprie convinzioni”. Insomma, “una misura di protezione, per cui contrastarne l’utilizzo sarebbe stato illogico e antiscientifico”. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, lo dice in audizione alla Commissione Covid.

“SE FOSSI STATO NO-VAX, CHE VOI ACCAREZZATE, AVREMMO AVUTO RECORD MORTI”

“Onorevole Filini, lei ha ragione perché facendo quell’intervento parziale io le ho dato l’illusione che fossi iscritto ai no-vax. Non abbia di questi dubbi, perché se fossi stato iscritto ai no-vax e li avessi accarezzati anche nelle posizioni antiscientifiche, come qualcuno qui presente ha fatto, noi oggi saremmo il Paese più disastrato con più morti in assoluto”. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, lo dice in audizione alla Commissione Covid, rispondendo alle domande del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini, Responsabile del programma del partito.

“MI ACCUSANO DI ESSERE FILO-RUSSO MA CONDANNO PUTIN E SONO PRO SANZIONI”

La missione russa con la consegna di materiale durante l’emergenza Covid “è una questione che è stata dettagliatamente indagata e affrontata in sede di COPASIR. E in sede COPASIR sono stati ascoltati tutti i soggetti coinvolti: parlo del ministro della Difesa, del ministro degli Esteri, sono andato ovviamente anch’io, anzi ho chiesto io di essere ascoltato, visto che anche qui si è fantasticato e si è speculato anche troppo politicamente. E ovviamente sono stati ascoltati anche altri soggetti, i responsabili delle agenzie di intelligence”. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, lo dice in audizione alla Commissione Covid, rispondendo alle domande.

“È chiaro che per definire una spedizione del genere occorre che tra le autorità di vertice ci sia il confronto, ma non è stata costruita da me con uno slancio filo-russo- dice Conte- Vengo accusato ogni giorno di essere filo-russo, e più spiego che io condanno Putin e più spiego che io assolutamente sono favorevole alle sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di Putin, che considero l’aggressore da 4 anni, e più lo ignorate. Ma questo fa parte della polemica politica”.

Oltretutto, in quegli anni “Putin non aveva ancora invaso l’Ucraina e oggi dico che non prendo il gas russo finché non ci sarà un accordo di pace”, dice ancora Conte. “Le questioni ideologiche? Quando c’è di mezzo la sicurezza del nostro Paese non conosco questioni ideologiche”, aggiunge,

“NORMA ‘SALVA-SUOCERO’ IN DL RILANCIO? CHIESTO ANCHE DA FDI, NON ME NE SONO OCCUPATO”

La norma “salva-suocero” nel dl Rilancio che avrebbe favorito il padre della sua fidanzata Olivia Paladino, Cesare Paladino, proprietario del noto Hotel Plaza a Roma? “Non me sono mai occupato me ne sono dovuto occupare dopo quando sono uscite polemiche”, ma l’allora ministro della Cultura Dario Franceschini “spiegò come fosse andata la cosa precisando con una nota ufficiale che non lo avevo mai chiesto”. Insomma, “io non me sono occupato, tutte le forze politiche lo hanno chiesto, e c’è un emendamento a firma Bignami e altri parlamentari FdI che chiede la norma. Lascio l’emendamento agli atti della Commisisone”. Ad ogni modo, tra gli albergatori “l’unico che non ne ha beneficiato è il padre della mia fidanzata, l’unico, gli altri sì”. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, lo dice in audizione alla Commissione Covid, rispondendo alle domande.
“Si è detto di questa norma che avrebbe garantito aiuti personali, mi sono state imputate norme confezionate su misura per familiari della mia fidanzata”, dice Conte, “è spiacevole parlare di queste questioni, ma se ne è parlato”.

Con questo “parliamo dell’art. 180 del dl Rilancio sul mancato pagamento della tassa di soggiorno che passava da penale a amministrativo”, prosegue Conte, “una questione che si trascinava e equiparava gli albergatori ad agenti contabili, pubblici ufficiali anche se privati cittadini”. Però “non me sono mai occupato, me ne sono dovuto occupare dopo quando sono uscite polemiche” e il ministro Franceschini “spiegò come fosse andata la cosa, precisando con una nota ufficiale che non avevo mai chiesto”, la “nota del 15 dicembre 2020 che chiarì definitivamente che la norma era stata inserita su sua richiesta dopo le richieste degli albergatori e di varie forze politiche, incluso FdI qui presente”, conclude.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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