Sanofi ha inaugurato una nuova fase della propria storia industriale con risultati finanziari superiori alle attese, un rialzo della guidance per il 2026 e una profonda revisione della pipeline di ricerca
Nel primo trimestre di gestione del nuovo amministratore delegato Belén Garijo, il gruppo francese ha registrato una crescita a doppia cifra delle vendite, trainata ancora una volta da Dupixent, che ha superato per la prima volta la soglia dei 5 miliardi di euro di fatturato trimestrale. Parallelamente, l’azienda ha annunciato l’interruzione di altri due programmi di sviluppo clinico, confermando una strategia sempre più selettiva sugli investimenti in ricerca e sviluppo.
Nel secondo trimestre del 2026 Sanofi ha realizzato un fatturato di 11,6 miliardi di euro, in crescita del 16% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo business ha raggiunto 3,29 miliardi di euro, mentre l’utile netto IFRS si è attestato a 377 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 3,9 miliardi del secondo trimestre 2025, principalmente per l’assenza delle plusvalenze straordinarie legate alla cessione di Opella registrate un anno fa.
Guidance rivista al rialzo
Alla luce della forte performance del primo semestre, Sanofi ha migliorato le proprie previsioni per l’intero 2026.
L’azienda prevede ora una crescita del fatturato di circa il 10% a cambi costanti, rispetto alla precedente indicazione di una crescita nella fascia alta della singola cifra percentuale. Anche l’utile per azione (business EPS) è atteso in aumento a un ritmo leggermente superiore rispetto ai ricavi.
«Sulla base della solida performance del primo semestre e prevedendo una normalizzazione della crescita nella seconda parte dell’anno, aggiorniamo al rialzo la guidance per il 2026», ha dichiarato Belén Garijo durante la presentazione dei risultati.
Dupixent continua a dominare
Ancora una volta è stato Dupixent (dupilumab) il principale motore della crescita.
Le vendite trimestrali del farmaco hanno raggiunto 5,2 miliardi di euro (+34,5%), superando per la prima volta nella storia la soglia dei 5 miliardi in un singolo trimestre. Nel semestre il prodotto continua a beneficiare dell’espansione nelle numerose indicazioni approvate, che comprendono dermatite atopica, asma, rinosinusite cronica con poliposi nasale, esofagite eosinofila, prurigo nodulare e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
Sanofi conferma inoltre l’obiettivo di raggiungere circa 25 miliardi di euro di vendite annue entro il 2030.
Proprio questa straordinaria dipendenza da Dupixent rappresenta però una delle principali sfide strategiche della società. Le prime scadenze brevettuali inizieranno infatti all’inizio del prossimo decennio e il nuovo management è chiamato a costruire il futuro portafoglio prodotti in grado di sostituire progressivamente il blockbuster.
Parte la revisione della pipeline
Uno dei messaggi più forti emersi dalla presentazione dei risultati riguarda la revisione del portafoglio di ricerca.
Dopo la recente decisione di interrompere lo sviluppo di amlitelimab nella dermatite atopica, Sanofi ha annunciato oggi la cessazione di altri due programmi clinici.
Il primo riguarda itepekimab, anticorpo monoclonale anti-IL-33 sviluppato insieme a Regeneron, che aveva prodotto risultati contrastanti negli studi di fase III nella BPCO e non ha dimostrato un profilo sufficientemente competitivo per proseguirne lo sviluppo.
Il secondo è balinatunfib, piccolo inibitore orale della segnalazione di TNFR1, che non ha raggiunto risultati soddisfacenti negli studi di fase II condotti nell’artrite reumatoide e nella psoriasi.
Secondo Garijo, queste decisioni rappresentano «i primi passi concreti nella prioritizzazione della pipeline», all’interno di una più ampia revisione della ricerca aziendale.
Più rigore scientifico e decisioni più rapide
Nel corso della conference call, la nuova CEO ha delineato con chiarezza il cambio di rotta che intende imprimere all’azienda.
«Realizzare il nostro pieno potenziale richiederà maggiore rigore scientifico, una governance più forte, una maggiore responsabilità del management e processi decisionali più rapidi», ha affermato.
Dal prossimo settembre la ricerca sarà guidata da Paulo Fontoura, recentemente nominato responsabile globale della Ricerca e Sviluppo, con il compito di rilanciare una pipeline che negli ultimi anni ha accumulato diversi insuccessi clinici.
Acquisizioni ancora al centro della strategia
Accanto alla razionalizzazione della ricerca interna, Sanofi conferma che continuerà a crescere anche attraverso acquisizioni mirate.
Il direttore finanziario François-Xavier Roger ha spiegato che il gruppo mantiene un approccio disciplinato ma oggi guarda anche a operazioni di dimensioni superiori rispetto alla fascia di 2-5 miliardi di euro indicata in passato.
L’obiettivo, ha precisato, non è tanto la dimensione delle acquisizioni quanto la loro rilevanza scientifica e la capacità di rafforzare le aree terapeutiche strategiche dell’azienda, in particolare immunologia, malattie rare e vaccini.
Un nuovo capitolo per Sanofi
I risultati del secondo trimestre segnano quindi un avvio positivo per la gestione Garijo: la crescita commerciale rimane sostenuta grazie a Dupixent e ai prodotti di recente lancio, tanto da consentire un miglioramento delle previsioni per l’intero esercizio. Allo stesso tempo, il management mostra un approccio molto più selettivo nella ricerca, interrompendo programmi con prospettive limitate e preparando il terreno a una profonda riorganizzazione dell’innovazione, indispensabile per affrontare il futuro oltre l’era di Dupixent.

