Continuano le indagini sull’avvelenamento da ricina avvenuto a Pietracatella nei giorni di Natale: 131 campioni prelevati in casa Di Vita e in altri due ambienti saranno analizzati a Berlino
Saranno analizzati a Berlino i 131 campioni prelevati dagli esperti per cercare tracce di ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove nei giorni successivi a Natale 2025 sono morte Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, di 50 e 15 anni. Quella che sembrava essere un’intossicazione alimentare, nel marzo scorso, si è rivelata un’altra cosa, dal momento che le analisi hanno rilevato nel loro sangue tracce di ricina, una potentissima tossina velenosa che le ha uccise. Le indagini, che sono sempre proseguite senza sosta, hanno visto gli inquirenti alle prese con decine e decine di audizioni di testimoni, telefoni da analizzare e poi anche l’entrata in campo, a giugno, degli esperti tedeschi dell’Istituto Robert Koch di Berlino.
Nei giorni scorsi, sono stati prelevati nuovi campioni proprio per cercare di capire come abbia fatto la ricina a entrare nella casa della famiglia Di Vita. Lo ha spiegato la procuratrice di Larino Elvira Antonelli. I 131 campioni, a quanto si apprende, non sono stati prelevati solo nell’appartamento della famiglia, già oggetto di numerosi sopralluoghi e sotto sequestro dalla morte delle due donne (decedute il 27 e 28 dicembre), ma anche nell’abitazione della madre di Gianni Di Vita, che si trova al piano inferiore dello stesso edificio e in un ex granaio adibito a magazzino, adiacente allo stabile. Sempre all’istituto tedesco erano stati spediti anche gli alimenti che erano stati sequestrati alla fine di dicembre. L’istituto Koch è una struttura di livello internazionale specializzata nello studio dei veleni, delle tossine e delle contaminazioni ambientali.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

