La Commissione europea ha approvato camizestrant, commercializzato con il nome Etcamah, in associazione con un inibitore di CDK4/6 per il trattamento del tumore al seno
La Commissione europea ha approvato camizestrant, commercializzato con il nome Etcamah, in associazione con un inibitore di CDK4/6 per il trattamento degli adulti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico positivo per i recettori degli estrogeni e negativo per HER2, nei quali venga identificata una mutazione del gene ESR1 durante la terapia endocrina di prima linea e prima che la malattia mostri segni di progressione.
Il farmaco potrà essere associato a uno dei tre inibitori di CDK4/6 maggiormente utilizzati — palbociclib, ribociclib o abemaciclib — continuando il trattamento già in corso e sostituendo soltanto l’inibitore dell’aromatasi con camizestrant. L’autorizzazione, valida in tutti gli Stati membri, è stata rilasciata il 20 luglio 2026 e segue il parere favorevole espresso a maggio dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema.
Intervenire sulla resistenza prima che il tumore progredisca
L’aspetto più innovativo dell’approvazione non riguarda soltanto il farmaco, ma il momento nel quale viene modificata la terapia. Normalmente, nei tumori mammari ER-positivi e HER2-negativi, il trattamento viene cambiato quando gli esami radiologici mostrano che la malattia ha ripreso a crescere.
Con il nuovo approccio, invece, la resistenza viene cercata attraverso un esame del sangue che analizza il DNA tumorale circolante, o ctDNA. La comparsa di una mutazione ESR1 indica che il tumore sta sviluppando resistenza all’inibitore dell’aromatasi, anche quando le immagini radiologiche non mostrano ancora una progressione. In questa fase il trattamento endocrino può essere modificato precocemente, mantenendo lo stesso inibitore di CDK4/6.
Le mutazioni di ESR1 rappresentano infatti uno dei principali meccanismi di resistenza acquisita alla terapia endocrina. Il gene codifica per il recettore degli estrogeni e alcune sue alterazioni mantengono il recettore attivo anche quando la produzione degli estrogeni viene bloccata. Secondo AstraZeneca, queste mutazioni emergono durante la prima linea, prima della progressione, in circa il 30% dei pazienti con malattia inizialmente sensibile alla terapia endocrina.
Lo studio SERENA-6
L’approvazione europea si basa sui risultati dello studio internazionale di fase III SERENA-6, randomizzato e in doppio cieco, che ha coinvolto 315 pazienti con carcinoma mammario avanzato HR-positivo e HER2-negativo.
I partecipanti stavano ricevendo da almeno sei mesi un inibitore dell’aromatasi, anastrozolo o letrozolo, associato a palbociclib, ribociclib o abemaciclib. Durante i normali controlli radiologici, effettuati ogni due o tre mesi, veniva eseguita anche una biopsia liquida per ricercare la comparsa di mutazioni ESR1.
Quando la mutazione veniva rilevata in assenza di progressione radiologica, i pazienti venivano assegnati a proseguire l’inibitore dell’aromatasi oppure a sostituirlo con camizestrant, mantenendo invariato l’inibitore di CDK4/6.
Ridotto del 56% il rischio di progressione o morte
Nell’analisi ad interim programmata, la combinazione con camizestrant ha ridotto del 56% il rischio di progressione della malattia o morte rispetto alla prosecuzione dell’inibitore dell’aromatasi, con un hazard ratio di 0,44.
La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 16 mesi con camizestrant più inibitore di CDK4/6, rispetto a 9,2 mesi con il trattamento standard. In pratica, il passaggio precoce al nuovo SERD orale ha prolungato di quasi sette mesi il periodo nel quale la malattia è rimasta sotto controllo.
Una successiva analisi ha mostrato un vantaggio anche per il tempo trascorso prima della seconda progressione o della morte, il cosiddetto PFS2: 25,7 mesi con camizestrant rispetto a 19,1 mesi con la prosecuzione dell’inibitore dell’aromatasi, corrispondenti a una riduzione del rischio del 37%. Questo risultato suggerisce che il beneficio ottenuto con lo switch precoce non venga perso con le terapie successive.
I dati sulla sopravvivenza globale non sono invece ancora maturi e, finora, non hanno dimostrato un vantaggio statisticamente significativo. L’Ema ha richiesto ad AstraZeneca di presentare i risultati finali dello studio per caratterizzare meglio l’efficacia a lungo termine.
Come agisce camizestrant
Camizestrant è un degradatore selettivo orale del recettore degli estrogeni di nuova generazione, appartenente alla classe dei SERD. Agisce come antagonista completo del recettore ER-alfa: vi si lega, ne blocca l’attività e ne favorisce la degradazione all’interno della cellula tumorale.
Il farmaco è attivo sia contro il recettore codificato dal gene ESR1 normale sia contro quello prodotto dalle forme mutate del gene. In questo modo impedisce agli estrogeni di continuare a stimolare la crescita del tumore dopo la comparsa della resistenza agli inibitori dell’aromatasi. La dose raccomandata è di 75 mg per via orale una volta al giorno.
Il profilo di sicurezza
Nello studio SERENA-6, il profilo di sicurezza dell’associazione è risultato complessivamente coerente con quello noto dei singoli trattamenti e non sono emersi nuovi segnali. Le interruzioni definitive sono state poco frequenti e simili nei due gruppi.
Secondo l’Ema, gli effetti indesiderati più comuni della combinazione comprendono neutropenia, riduzione dei globuli bianchi, infezioni, anemia, diarrea, nausea e stanchezza. Sono stati inoltre osservati disturbi visivi, come la percezione di lampi luminosi, e bradicardia, cioè un rallentamento della frequenza cardiaca: questi ultimi due eventi sono considerati più specificamente associati a camizestrant. Le informazioni europee prevedono avvertenze e indicazioni per il monitoraggio cardiaco.
Perché questa approvazione è importante
Il via libera europeo introduce un nuovo modello nella gestione del carcinoma mammario avanzato: non aspettare che la resistenza diventi visibile attraverso la crescita del tumore, ma individuarla precocemente nel sangue e modificare il trattamento prima della progressione clinica.
Camizestrant diventa così il primo SERD orale di nuova generazione autorizzato in Europa per uno switch terapeutico guidato dalla comparsa di ESR1 nel DNA tumorale circolante durante la prima linea. La strategia permette inoltre di conservare l’inibitore di CDK4/6 che sta ancora contribuendo al controllo della malattia, modificando soltanto la componente endocrina divenuta meno efficace.
La traduzione dell’approvazione nella pratica clinica richiederà però un’organizzazione adeguata: accesso regolare alla biopsia liquida, disponibilità di test validati e capacità di integrare il monitoraggio molecolare con gli esami radiologici. Resta inoltre da stabilire se il prolungamento del controllo della malattia si tradurrà in un beneficio certo sulla sopravvivenza.
Bibliografia
Bidard FC, et al. First-Line Camizestrant for Emerging ESR1-Mutated Advanced Breast Cancer. N Engl J Med. 2025;393:569-580.
European Medicines Agency. Etcamah – European Public Assessment Report. Autorizzazione europea del 20 luglio 2026.
AstraZeneca. Etcamah in combination with a CDK4/6 inhibitor approved in the EU for first-line advanced ER-positive breast cancer. 23 luglio 2026.
US Food and Drug Administration. Oncologic Drugs Advisory Committee Meeting: Camizestrant, NDA 220359. 30 aprile 2026.

