Nelle donne con artrite reumatoide (AR) e massa muscolare nella norma al basale, la perdita di muscolo progredisce nel tempo e una quota non trascurabile sviluppa miopenia
Nelle donne con artrite reumatoide (AR) e massa muscolare nella norma al basale, la perdita di muscolo progredisce nel tempo e una quota non trascurabile sviluppa miopenia: lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato su Therapeutic Advances in Musculoskeletal Disease.
In una coorte prospettica cinese seguita per circa 5 anni, l’indice di massa muscolare scheletrica appendicolare (ASMI) si è ridotto in modo significativo, con un calo complessivo del 2,059% rispetto al basale. Il rischio di transizione da assenza di miopenia a miopenia è stato del 15,2%, ma molto più basso nelle pazienti in remissione sostenuta e più elevato in quelle esposte a dosi cumulative maggiori di glucocorticoidi (GC).
Razionale e obiettivi dello studio
L’AR è una malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le donne e comporta danno articolare, disabilità funzionale e riduzione della qualità di vita. Oltre alle articolazioni, però, anche il muscolo scheletrico può essere coinvolto. La perdita di massa muscolare, o miopenia, è stata associata in studi precedenti a maggiore attività di malattia, peggiore funzione fisica e più danno articolare radiografico.
Il problema è clinicamente rilevante perché l’infiammazione cronica può favorire il catabolismo muscolare attraverso citochine come TNF-alfa e IL-6, mentre i GC, pur utili per controllare l’infiammazione, possono esercitare un effetto catabolico diretto sul muscolo. Finora, tuttavia, mancavano dati longitudinali di lungo periodo sulla dinamica della massa muscolare nelle pazienti con artrite reumatoide.
Lo studio, pertanto, ha valutato l’andamento della massa muscolare in 5 anni e i fattori potenzialmente associati al suo declino, con particolare attenzione alla remissione sostenuta e all’esposizione cumulativa ai GC.
Disegno dello studio
Lo studio deriva da una coorte prospettica real-world condotta presso un ospedale cinese. Sono state incluse pazienti donne con AR secondo i criteri ACR/EULAR 2010, arruolate tra agosto 2015 e aprile 2019, senza miopenia al basale, con finestra di follow-up di 5 anni completata e almeno due valutazioni della composizione corporea.
La massa muscolare è stata misurata annualmente mediante bioimpedenziometria. L’indicatore principale era l’ASMI, calcolato come massa muscolare scheletrica appendicolare divisa per l’altezza al quadrato. La miopenia era definita da un ASMI pari o inferiore a 5,7 kg/m².
L’attività di malattia è stata valutata nel tempo e la remissione sostenuta era definita come remissione Booleana in almeno due terzi delle visite disponibili. La remissione Booleana richiedeva una conta delle articolazioni dolenti e tumefatte, un valore di CRP e un punteggio di valutazione globale del paziente tutte pari o inferiori a 1. L’esposizione ai GC è stata calcolata come dose cumulativa equivalente di prednisone.
Risultati principali
Una coorte femminile senza miopenia iniziale
L’analisi finale ha incluso 210 pazienti donne con AR e massa muscolare normale al basale. L’età media era di 48,4 anni, la durata mediana di malattia di 48 mesi e il follow-up mediano di 4,73 anni. Il 15,2% aveva almeno 60 anni, il 38,6% era in menopausa e l’81,9% aveva AR stabilizzata, con durata superiore a 12 mesi.
Al basale, il 72,9% delle pazienti aveva malattia attiva secondo CDAI, il 52,4% presentava disfunzione fisica e il 41% danno articolare radiografico. Il 76,2% era sieropositivo. Sul piano terapeutico, il 64,8% era stato trattato all’inizio con GC e il 71,4% una combinazione iniziale di due DMARD; solo il 7,1% era stato sottoposto a trattamento con farmaci biologici o DMARDts.
La massa muscolare diminuisce progressivamente in 5 anni
Al basale, l’ASMI medio era 6,27 kg/m². Nel corso del follow-up, la perdita di massa muscolare è aumentata progressivamente: rispetto al basale, il calo dell’ASMI era pari allo 0,398% ad 1 anno, 0,717% a 2 anni, 1,460% a 3 anni, 1,659% a 4 anni e 2,059% a 5 anni.
Nel modello lineare misto, il tasso annuo di declino dell’ASMI era pari a -0,021 kg/m², con p=0,002, e restava significativo dopo aggiustamento per età, menopausa, durata di malattia, sierotipo, attività clinica, disfunzione fisica, danno radiografico, comorbidità e trattamenti. Anche altri indicatori muscolari diminuivano in modo significativo, inclusi la massa magra del tronco, la massa muscolare appendicolare e la massa muscolare degli arti superiori e inferiori.
Un elemento interessante è che la perdita relativa risultava più marcata agli arti superiori, con riduzione del 4,66% a 5 anni, rispetto all’1,97% degli arti inferiori. Gli autori ipotizzano che, oltre all’infiammazione sistemica, il danno articolare e il disuso legati al coinvolgimento di mani e polsi possano contribuire alla perdita muscolare regionale.
Una paziente su sei sviluppa miopenia
Durante il follow-up, 32 pazienti su 210, pari al 15,2%, sono passate da una condizione senza miopenia a miopenia. Questo dato indica che, anche in pazienti inizialmente senza perdita muscolare, il rischio di deterioramento della massa muscolare è clinicamente concreto nel lungo periodo.
La transizione era fortemente influenzata dal controllo dell’attività di malattia. Tra le pazienti con remissione sostenuta, solo il 3,2% ha sviluppato miopenia, rispetto al 20,3% di quelle senza remissione sostenuta. In altri termini, il mantenimento della remissione nel tempo si associava ad una probabilità circa 6 volte più bassa di sviluppare miopenia.
Glucocorticoidi associati a maggiore perdita muscolare
L’esposizione ai GC emerge come un altro determinante importante. L’impiego iniziale di GC era associato ad un rischio più elevato di incidenza di miopenia ( hazard ratio: 2,645) dopo aggiustamento per la presenza di potenziali fattori confondenti.
Le pazienti con dose cumulativa totale superiore a 6052 mg di prednisone equivalente mostravano un declino annuo dell’ASMI più marcato, pari a −0,05 kg/m², e una probabilità più elevata di passare a miopenia rispetto a quelle non esposte ai GC: 31,5% vs. 11,7%. Il dato suggerisce che l’effetto catabolico degli steroidi possa prevalere quando l’esposizione cumulativa è elevata.
Implicazioni cliniche
Lo studio appena pubblicato si è focalizzato su un outcome spesso trascurato nell’AR: la conservazione della massa muscolare. Anche in donne senza miopenia al basale, la massa muscolare si riduce progressivamente e una quota significativa sviluppa miopenia nell’arco di 5 anni.
Il messaggio clinico principale che ne deriva è che il treat-to-target non protegge solo articolazioni e funzione, ma potrebbe contribuire anche alla salute muscolare. La remissione sostenuta si associa, infatti, ad una minore perdita di ASMI e ad un rischio molto più basso di transizione verso miopenia. Questo rafforza l’importanza di un controllo stretto e duraturo dell’infiammazione, non solo del raggiungimento episodico della remissione.
Allo stesso tempo, i dati invitano a ridurre l’esposizione cumulativa ai GC. Gli steroidi restano utili in molte fasi della gestione dell’AR, ma un impiego prolungato o ad alte dosi cumulative può favorire perdita muscolare. La strategia più coerente, quindi, consiste nell’utilizzarli alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile, accelerando quando indicato l’ottimizzazione dei DMARD.
Traducendo quanto osservato in messaggi per la pratica clinica, i ricercatori concludono che la valutazione della massa muscolare dovrebbe essere presa in considerazione nelle pazienti con AR, soprattutto in presenza di malattia non controllata, impiego prolungato di GC, disabilità, menopausa o comorbidità metaboliche. Accanto al controllo farmacologico della malattia, diventano rilevanti interventi di preservazione muscolare, come attività fisica adattata, esercizio di resistenza, nutrizione adeguata e riduzione della sedentarietà.
I limiti dello studio sono legati al disegno osservazionale, alla coorte monocentrica cinese, all’inclusione esclusiva di donne e alla misurazione della massa muscolare con bioimpedenziometria. Inoltre, lo studio ha valutato soprattutto la massa muscolare e non ha integrato sistematicamente forza e performance fisica, elementi necessari per definire la sarcopenia. Nonostante ciò, i dati indicano che nella gestione a lungo termine dell’AR, il muscolo dovrebbe diventare un bersaglio clinico da monitorare e proteggere.
Bibliografia
Pan J et al. Long-term dynamic of muscle mass and its effectors in female patients with rheumatoid arthritis: a 5-year prospective cohort study. Ther Adv Musculoskelet Dis. 2026;18:1-14. doi:10.1177/1759720X261446559
Leggi

