Addio Capitano, il calcio piange Franco Baresi. Il Milan: “Storia rossonera in lacrime”. I funerali martedì a Milano
“La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura”. Lo scrive sui social la società rossonera. Aveva 66 anni.
Il leggendario libero rossonero combatteva da tempo con problemi di salute, dopo essere stato sottoposto nel 2025 a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo polmonare. La sua ultima apparizione pubblica risaliva al febbraio scorso quando, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, aveva sfilato sul prato del ‘Giuseppe Meazza’ portando la fiaccola olimpica fianco a fianco con lo storico rivale e compagno d’azzurro Beppe Bergomi.
La città di Milano e tutto l’Italia darà l’ultimo saluto a Capitan Baresi martedì 4 agosto, nella Basilica di Sant’Ambrogio, alle 11.
Dalle giovanili fino ai vertici del calcio mondiale, la sua carriera si è svolta nel segno di un’incrollabile fedeltà alla maglia rossonera di cui erediterà la fascia da capitano a 22 anni.
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GLI ESORDI A TRAVAGLIATO E L’ARRIVO AL MILAN
Cresciuto nell’Unione Sportiva Oratorio di Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi affronta giovanissimo la perdita di entrambi i genitori all’età di 14 anni. Scartato dai provini dell’Inter a causa di una corporatura ritenuta troppo esile, viene notato dal dirigente Italo Galbiati, che ne intuisce le doti tecniche e ne promuove l’ingresso nel settore giovanile del Milan nel 1974. Lì riceve il soprannome di ‘Piscinin‘, destinato ad accompagnarlo nei primi anni di carriera.
L’esordio in prima squadra arriva il 23 aprile 1978 sotto la guida di Nils Liedholm. L’anno successivo conquista da titolare lo scudetto della stella, trovando l’immediata stima di Gianni Rivera, che ne intuisce le qualità di guida sul campo. A soli ventidue anni gli viene affidata la fascia di capitano.
LE DIFFICOLTÀ, IL MONDIALE DEL 1982 E LA SVOLTA CON BERLUSCONI
Il percorso di Baresi non è privo di momenti complessi. Negli anni successivi affronta la doppia retrocessione del Milan in Serie B, intervallata da un grave problema di salute che lo tiene lontano dai campi per oltre tre mesi per una sospetta malattia del sangue. Nonostante le difficoltà societarie e le offerte di altri club, sceglie di rimanere legato alla società milanese.
Nel 1982 fa parte della spedizione azzurra guidata da Enzo Bearzot che vince il Mondiale in Spagna, ricoprendo il ruolo di alternativa a Gaetano Scirea. La svolta definitiva per la sua carriera di club arriva nel 1986 con l’acquisizione del Milan da parte di Silvio Berlusconi e l’arrivo in panchina di Arrigo Sacchi l’anno seguente.
I TRIONFI INTERNAZIONALI E LA FINALE DI PASADENA
Sotto la guida di Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi diventa il perno di una linea difensiva moderna e il punto di riferimento di una squadra capace di dominare in Italia e all’estero. Nel suo palmarès figurano sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e tre Supercoppe europee.
Parallelamente si afferma come colonna della Nazionale. Nel Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, dopo un infortunio al menisco subito nella fase a gironi, riesce a rientrare a tempo di record disputando da protagonista la finale contro il Brasile, persa poi ai calci di rigore.
L’ADDIO AL CAMPO E LA MAGLIA NUMERO 6 RITIRATA
Baresi conclude la carriera agonistica nel giugno del 1997, dopo aver collezionato oltre settecento presenze ufficiali con la maglia del Milan. In suo onore, la società decide di ritirare la maglia numero 6, primo caso nella storia del club rossonero.
Chiuso il capitolo da calciatore, ricopre diversi incarichi dirigenziali all’interno della società, occupandosi del settore giovanile e assumendo la carica di vicepresidente d’onore, salvo una breve parentesi nel 2002 come direttore tecnico del Fulham.
DA PERTH UN MINUTO DI SILENZIO DI AMORIM, LEAO E COMPAGNI PER L’EX CAPITANO
I giocatori del Milan, l’allenatore Amorim e tutto lo staff rossonero hanno ricevuto la triste notizia della scomparsa di Baresi a fine allenamento a Perth. La squadra si trova infatti in queste settimane in Australia per il Pre-Season Tour 2026, percorso di preparazione alla prossima stagione sportiva. Per rendergli omaggio, a seduta finita, si sono tutti riuniti al centro del campo, in un grande abbraccio collettivo intorno alla maglia rossonera numero 6, con il nome Baresi, e hanno osservato un minuto di silenzio, concluso poi con un applauso.
LA FIGC PIANGE LA SCOMPARSA DI BARESI, MALAGÒ: “UNA LEGGENDA”
Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il ct Roberto Mancini piangono la scomparsa di Franco Baresi, tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi morto oggi all’età di 66 anni. Candidato per sette volte al Pallone d’oro, piazzatosi secondo nel 1989 alle spalle di Marco van Basten, l’ex difensore del Milan e della Nazionale occupa il 33° posto nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo stilata dall’Iffhs. Dal 2013 è anche nella ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.
Bandiera del Milan, la squadra in cui ha militato per venti stagioni vincendo sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane, ha indossato per tredici anni la maglia della Nazionale, di cui è stato anche capitano laureandosi campione del Mondo nel 1982 in Spagna. Con gli Azzurri ha partecipato a tre Mondiali (1982, 1990 e 1994) e due Campionati Europei (1980 e 1988), collezionando 81 presenze e un gol.
“Il calcio italiano perde una delle sue leggende– dichiara il presidente federale Giovanni Malagò- un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale, quella Nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi”.
LEGA SERIE A: “BARESI UNO DEI PIÙ GRANDI DIFENSORI DELLA STORIA”
“Ci ha lasciati Franco Baresi all’età di 66 anni. Storica bandiera del Milan, uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio mondiale, ha disputato la sua intera carriera in maglia rossonera, con la quale è stato identificato come il Capitano. Col Milan ha vinto 6 scudetti, 3 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe europee, 4 Supercoppe italiane, diventando simbolo indiscusso prima del Milan di Sacchi e poi di quello di Capello.
Di notevole prestigio anche i suoi trascorsi in Nazionale, essendo parte del gruppo Campione del Mondo del 1982 e poi delle belle Nazionali di Vicini, sfiorando anche il successo a Usa 94 con Sacchi. In poche parole, un calciatore che ha interpretato il ruolo del libero come pochi, diventando modello per intere generazioni. Tutta la Lega Serie A si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi ed esprime le più sentite condoglianze alla sua famiglia”. Così la Lega calcio in una nota.
MELONI: CON BARESI ITALIA PERDE UNO TRA PIÙ GRANDI CAMPIONI
“Con la scomparsa di Franco Baresi, l’Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione– scrive su X la premier Giorgia Meloni. “Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un’intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità. Ha dimostrato che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Alla sua famiglia, ai tifosi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio più sincero cordoglio”, conclude la presidente.
Le fa eco il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Il calcio italiano perde una delle sue più grandi leggende. Bandiera del Milan e protagonista indimenticabile della Nazionale, ha rappresentato un esempio di talento, lealtà e amore per la maglia. Alla sua famiglia, all’Ac Milan e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Senato della Repubblica, le più sentite condoglianze”. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aggiunge: “La scomparsa di Franco Baresi mi addolora profondamente. È stato uno dei più grandi protagonisti del calcio italiano. La sua è stata una storia fatta di passione e assoluto attaccamento alla maglia. Il suo stile e i valori che ha incarnato resteranno nella nostra memoria. Ai familiari, al Milan e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo le mie più sentite condoglianze”.
TRAVAGLIATO, PAESE DOVE È NATO E CRESCIUTO: “LEGAME INDISSOLUBILE, ORGOGLIO DI TUTTI”
“A Franco Baresi, figlio illustre della nostra terra, esempio intramontabile nello sport e nella vita”: il Comune di Travagliato, poco meno di 14 mila abitanti della provincia di Brescia, ricorda il suo campione, scomparso oggi a 66 anni, dalla sua pagina Fb. “Nato e cresciuto a Travagliato, ha portato il nome della nostra comunità ai vertici del calcio mondiale, rimanendo sempre un legame indissolubile, un punto di riferimento ed un motivo di grandissimo orgoglio per tutti i suoi concittadini”.
Franco Baresi proveniva da una famiglia di agricoltori con cinque fratelli. La sua storia sembra un romanzo: perse la madre Regina quando aveva solo 13 anni e pochi anni dopo, a 17 anni, il padre Terzo, per un incidente. Le sorelle Lucia e Emanuela hanno cresciuto e unito la famiglia dopo la perdita dei genitori. E a lui e al fratello maggiore Beppe, ex capitano dell’Inter, calcisticamente parlando, ci pensò Guido Settembrino, all’epoca allenatore dell’ U.S.O Travagliato, scomparso nel 2006. Che portò ‘Franchino’ e Beppe ai provini dei grandi club milanesi. I primi calci però li ha dati fuori dall’oratorio, scalzo, perché non poteva permettersi di rovinare il suo unico paio di scarpe ‘buono’. Il comune del Paese natio ricorda i suoi valori e il legame mantenuto con la sua comunità. “Con la sua straordinaria carriera, la sua leadership silenziosa, la correttezza e la dedizione assoluta- prosegue la dedica del suo paese- ha incarnato i valori più nobili del gioco del calcio. La sua figura ha rappresentato un modello di umiltà, tenacia e spirito di sacrificio per generazioni di giovani, mantenendo sempre vivo il legame con le proprie radici. La comunità di Travagliato custodirà con profonda gratitudine e immenso affetto la memoria del suo leggendario “Capitano”. L’Amministrazione Comunale e l’intera cittadinanza si stringono con profondo cordoglio e commozione alla famiglia Baresi in questo momento di grande dolore per la perdita del caro Franco.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

