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Bologna, Lepore ancora nel mirino di migliaia di hater

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Migliaia di hater (con profili fake) contro il sindaco di Bologna: “Non ho paura per me, a rischio la democrazia. Denuncerò alla Polizia postale”

“Sono due anni che sono minacciato attraverso i social e in altre forme. La scorta mi è arrivata adesso, ma mi sento tutelato dalle Forze dell’ordine, anzi ringrazio il Viminale perché in questo momento protegge un sindaco. Io non ho paura per me, ma sono preoccupato per la democrazia nel nostro paese”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che alla luce degli attacchi sistematici subiti sui social all’indomani del caso Fakir, a quanto pare con anche il coinvolgimento di profili falsi (“vediamo quelli dagli Usa, non quelli da Russia e India…”) presenterà regolare denuncia alla Polizia postale. Questo, dice Lepore, oggi a Omnibus su La7, “dovrebbe preoccupare anche il Governo e il Parlamento, visto che si è legiferato e si sta legiferando su questo ci sono profili di reato. Io naturalmente farò denuncia alla Polizia postale”.

NON SOLO FAKE NEWS: “MIGLIAIA DI ACCOUNT GENERATI ALL’IA”

“Pensi- si rivolge poi il sindaco all’intervistatore- se si scatenasse in un collegio che si decide per pochi punti percentuali una tempesta di questo tipo, se non falserebbe le elezioni”. Tutto è esploso all’indomani della morte di Fakir e la manifestazione delle polemiche convocata dallo stesso sindaco per il tardo pomeriggio del 20 luglio. “Fin della sera- spiega Lepore- è iniziata una tempesta digitale sulla città di Bologna. Penso sia giusto che un sindaco si sottometta al giudizio dell’opinione pubblica, anche sui social”. Ma in quelle ore, racconta ancora il sindaco Pd, “abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di molto più intenso, non semplicemente legato alla diffusione di notizie false, che pure sono state diffuse, come quella secondo cui i Carabinieri mi avrebbero rifiutato la scorta”.

Qualcuno, prosegue Lepore, “ha messo in campo tecnologie basate sulla intelligenza artificiale per generare migliaia e migliaia di account che commentano il mio profilo e in automatico anche quelli di coloro che mi esprimono solidaliertà. Credo che questo sia molto inquitante perchè falsa il dibattito. Io sono sotto scorta, non parliamo solo di cose virtuali”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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