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Ubo nelle radio e online con “Rien Club”

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In rotazione radiofonica “Rien Clubt”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming

“Rien Club” è una ballata che traccia il flusso di coscienza dell’autore, quasi fosse una confessione durante una seduta psicanalitica.

Seguendo il filo conduttore dell’intero album, si tratta del primo pezzo successivo alla consapevolezza enunciata nel brano di apertura, Rapida. Con questa traccia l’autore inizia una profonda riflessione sulla propria esistenza: il tempo passato, il futuro, i rimpianti, le colpe, i rancori, la misantropia conclamata e le relazioni sentimentali, malate e surreali.

Le due chitarre sovraincise si intrecciano in un connubio tra accompagnamenti accennati, arpeggi minimali, impennate improvvise di controcanto e assoli frammentati. Il basso interviene con note lunghe e risonanze controllate, completando un’atmosfera cupa e trasognata, mentre il pianoforte accenna ad accordi e arpeggi delicati, a cadenza controllata; un dialogo tra opposti con la chitarra, quasi a volerla riappacificare con se stessa. Anche gli arrangiamenti delle tastiere sono posati, sempre opportuni e speculari al lirismo del brano.

Il finale, volutamente libero da schemi armonici e melodici, non garantisce alcuna certezza: dopo la confessione rimane solo una grande confusione, perché le parole non bastano più o, semplicemente, non ci crede più nessuno. Rien Club è un meteorite scagliato dal braccio di un antico dio lovecraftiano sulla canzone italiana, troppo spesso edulcorata e accademica.

Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: Con Rien club è come se mi immaginassi già morto, proiettato in un Aldilà che non avrei mai voluto, dove finalmente ho il tempo per riflettere sul nonsense della mia vita terrena trascorsa. È un bilancio spietato tra rimpianti e falsità, specchio di un’era distratta e di nazioni che non si parlano più. Il ‘Club del Nulla’ diventa così il rifugio metaforico di questo limbo, dove l’unico barlume di senso e di salvezza rimane la bellezza di uno sguardo che resiste al tempo.”

WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.

Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.

Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.

Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.

“What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.

Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg

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