Il MASI Lugano presenta la prima grande retrospettiva postuma dedicata all’artista statunitense Kaari Upson (1970-2021)
Il MASI Lugano presenta la prima grande retrospettiva postuma dedicata all’artista statunitense Kaari Upson (1970-2021). Nota al pubblico europeo per la partecipazione alla 58ª Biennale di Venezia (2019), Upson è tra le voci più intense e originali della sua generazione. Attraverso scultura, video, disegno e installazione, in poco più di quindici anni l’artista ha costruito un linguaggio stratificato con cui ha indagato temi quali le relazioni, il corpo, la malattia e la perdita. Le sue opere – sospese tra intimità e alienazione – evocano un universo perturbante, in cui oggetti e ambienti quotidiani si trasformano in depositari di traumi e ossessioni. Dal lavoro di Upson emerge così un ritratto che, pur radicato nella sua biografia e nella sua terra d’origine, San Bernardino in California, assume una dimensione insieme intima e universale della psiche contemporanea.
La mostra al MASI abbraccia l’intera produzione dell’artista ed è articolata in cinque capitoli che testimoniano, in un andamento tendenzialmente cronologico, il progressivo focalizzarsi della ricerca di Upson verso tematiche intime legate alla sua storia personale e familiare: Quando Kaari incontra Larry, La vita delle cose, Dollhouse – una miniatura gigante, Cartografie interiori e Corpo, memoria e fallibilità.
Tra le opere emblematiche presentate nella mostra a Lugano si segnalano alcune serie del celebre Larry Project (2005-12); l’imponente installazione THERE IS NO SUCH THING AS OUTSIDE (2017-19) realizzata per la Biennale di Venezia del 2019 e l’opera ambientale Mother’s Legs, oltre alla sua ultima serie, Foot Face Paintings, presentata per la prima volta al pubblico in questa occasione.
“Kaari Upson. Dollhouse”, la prima grande retrospettiva postuma a lei dedicata, invita all’incontro con un’artista la cui opera continua a risuonare anche dopo la sua prematura scomparsa: perturbante, commovente e di straordinaria attualità” dicono Francesca Benini e Taisse Grandi Venturi, curatrici dell’esposizione.
Quella al MASI Lugano è l’ultima tappa del progetto espositivo Kaari Upson. Dollhouse, prodotto dal Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, in collaborazione con MASI Lugano e Kunsthalle Mannheim.

