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Sei milioni di liti con i vicini: un assistente condominiale digitale aiuta a prevenirle

Il 22% di chi vive in condominio ha sviluppato una o più attività di aiuto reciproco con i vicini di casa

Un nuovo assistente AI risponde alle domande dei residenti, rendendo le informazioni accessibili in ogni momento e a prova di incomprensioni

Il condominio d’estate può trasformarsi in una fonte di stress continuo, tra barbecue che durano fino a mezzanotte, musica a tutto volume e posti auto occupati. Da questi episodi scaturiscono spesso tensioni, infatti si stima che circa 6 milioni di italiani abbiano litigato almeno una volta con i vicini, e le cause vanno dai rumori molesti agli odori sgradevoli. Tuttavia, non sempre ci si confronta direttamente per risolvere il problema, infatti le ricerche rivelano che solo il 9,8% dei residenti discute direttamente con il vicino, mentre la restante parte fa gestire i problemi all’amministratore.

Eppure questa figura difficilmente riesce a gestire velocemente queste problematiche a causa del sovraccarico di lavoro e i vari regolamenti sono difficili da consultare perché frammentati in fonti diverse: il codice civile fissa i principi generali, i regolamenti comunali di polizia urbana aggiungono i vincoli locali, e infine il regolamento condominiale è il vademecum del singolo palazzo. Per offrire ai condòmini uno spazio per trovare risposte a dubbi che possono causare incomprensioni, Dommio, startup PropTech italiana, ha appena introdotto nella propria piattaforma di gestione condominiale un assistente digitale che risponde a domande come “fino a che ora posso usare il trapano?”, basandosi sul regolamento del condominio, sulle delibere assembleari e sul codice civile.

“La maggior parte delle liti condominiali nasce da piccole incomprensioni che con un po’ di buon senso e conoscenza delle regole si potevano evitare. Il problema è che nella maggior parte dei casi il condòmino non ha nemmeno una copia del regolamento del proprio palazzo, e quando gli serve una risposta la cerca su un motore di ricerca, dove spesso trova quello di un altro condominio.”, racconta Alessia Cacaveri, CEO e co-founder di Dommio.

Rumori, odori e parcheggi: ecco cosa dicono davvero le regole

 Poiché quasi nessuno conosce queste norme, la convivenza finisce per reggersi sul buon senso di ciascuno, che raramente coincide con quello del vicino, ed è lì che nascono i conflitti. Per questo Dommio ha individuato cinque domande a cui l’assistente digitale può rispondere, analizzando cosa prevedono le regole:

  1. Rumori: il codice civile non fissa orari ma stabilisce che un rumore è illecito quando supera la normale tollerabilità, valutata in base alla condizione dei luoghi. Gli orari, quelli sì, li fissano il regolamento comunale e il regolamento condominiale, che di norma tutelano la fascia notturna e il primo pomeriggio. Prima di ascoltare la musica a tutto volume conviene verificare cosa prevede il regolamento del proprio palazzo, e nel caso in cui una regola scritta non esista, si può proporre di aggiungerla in assemblea.
  2. Parcheggi: il cortile e le aree di sosta sono parti comuni e il codice civile permette a ciascun condòmino di servirsene purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso. Mentre l’assegnazione dei posti e la sosta degli ospiti vanno stabiliti dal regolamento condominiale o da una delibera assembleare, altrimenti rimangono zone grigie.
  3. Spazi comuni: le scale, l’ascensore, garage e corridoi seguono le regole dell’articolo 1102 del codice civile e funzionano quando tutti sanno come usarli. Stabilire regole scritte sulle modalità d’uso, e renderle accessibili a tutti, evita la maggior parte dei malintesi. Prima di lasciare bici nell’androne del palazzo o in cortile, è meglio chiedere all’amministratore e assicurarsi che il passaggio degli altri resti libero.
  4. Terrazze e cortili: con l’estate, terrazze e cortili diventano il prolungamento naturale dell’appartamento, ma attenzione ad evitare di far gocciolare i panni appena stesi sui balconi dei piani inferiori e a rispettare gli orari per musica e grigliate. Sono spesso i Comuni a regolare queste zone e a vietare o permettere barbecue nelle aree private a condizione che non creino disagi al vicinato.
  5. Odori: le esalazioni dalla cucina rientrano nelle immissioni disciplinate dall’articolo 844, sono lecite finché restano nella normale tollerabilità, che d’estate, con le finestre aperte, si raggiunge prima. Attenzione ai profumi che provengono dalla cucina e che si diffondono facilmente nei condomini, meglio arieggiare bene durante e dopo la cottura.

In tutti questi casi le regole esistono, tra codice civile e regolamento condominiale, ma questo documento, firmato al momento del rogito, viene raramente riaperto, e nel momento in cui servirebbe, cioè quando insorgono dei problemi, quasi nessuno sa dove trovarlo.

“Il regolamento è il documento che decide davvero cosa si può fare in un palazzo, eppure è anche quello che nessuno legge. Renderlo consultabile velocemente e in ogni momento tramite un assistente digitale trasforma una discussione sul buon senso in una verifica formale delle regole di trenta secondi.”, conclude Cacaveri.

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