Morte Fakir, spunta un nuovo video. Il legale: “Prima che fosse a terra, capo e volto integri”. Diversa la lettura dell’avvocato degli agenti: “Il sangue? È ferito sulla nuca perché ha strisciato per terra”
Il corpo di Fakir è sdraiato sull’asfalto a pancia in su, le caviglie sono ancora legate e sotto la sua testa è visibile una lunga scia di sangue. Anche il volto appare insanguinato. Un’agente della polizia scientifica poco prima aveva scoperto la salma del 42enne deceduto durante un fermo di polizia, domenica scorsa, a Bologna, alzando il lenzuolo che l’avvolgeva e rivelando dettagli importanti per la ricostruzione della dinamica dei fatti, su cui stanno lavorando gli inquirenti. Dettagli che sono stati ripresi in un video, girato dai residenti delle palazzine del Pilastro, e finito in mano dei pm, riprende i primi attimi successivi alla morte di Abderrahim Fakir.
Il contenuti del video sono rivelati l’indomani dell’autopsia della salma in cui, secondo quanto emerso da indiscrezioni, che dai primi risultati, avrebbe evidenziato la presenza di sangue nei polmoni e segni di schiacciamento toracico, elementi su cui la lettura dei consulenti delle parti e dei legali si divide.
ANSELMO, IL LEGALE DELLA FAMIGLIA: “PRIMA CHE FOSSE MESSO A TERRA VOLTO E TESTA INTEGRI”
“E come ci è finito tutto quel sangue nei polmoni? Non è sangue esterno. Cosa c’entra la cocaina?”: è il commento alle immagini di Fabio Anselmo, il legale della famiglia di Abderrahim Fakir. E ancora: “Prima che lo mettessero a terra, il video della bodycam mostrato al tg 1 documentava il volto e la testa di Fakir integri”, spiega esprimendo così dubbi sull’origine di quel sangue. L’avvocato contesta l’ipotesi che il liquido ematico trovato nel corpo del deceduto sia riconducibile a eventuali tracce di cocaina rinvenute. “Per indagini tossicologiche serie ci vogliono giorni e giorni. Il test fatto è inattendibile- chiarisce su questo punto- e anche i consulenti della difesa lo sanno. È un test fatto per orientare”. E poi : “La cocaina- aggiunge- non provoca tutto questo”.
BORDONI, IL LEGALE DEGLI AGENTI: “SANGUE ARRIVA DA FERITE SULLA NUCA, PROVOCATE DA STRISCIAMENTO”
Il sangue visto sotto il capo del cadavere di Fakir arriverebbe “dalla nuca” a seguito di ferite prodotte da strisciamento sul suolo, mentre le tracce rosse sul volto sarebbero “rivoli scivolati in avanti quando era col viso all’ingiù”. Questa invece la lettura data da Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti intervenuti per ammanettare Fakir e durante il cui intervento l’uomo è morto. Pertanto i due agenti risultano iscritti nel registro 45 bis. Secondo il loro rappresentante legale, dagli accertamenti eseguiti e l’indomani dell’autopsia dunque non emergerebbero elementi riconducibili a un’azione eccessiva o violenta da parte degli operatori.
90 GIORNI DI TEMPO PER LE CONCLUSIONI SULLE CAUSE DELLA MORTE
Le immagini diffuse oggi così alimentano lo scontro tra le parti e solo da ulteriori esami disposti dalla procura si potrà determinare l’effettiva causa della morte di Fakir, se sia stata causata dalle modalità dell’immobilizzazione a cui è stato sottoposto dai due agenti o da altre condizioni cliniche o da una combinazione di più fattori. Ai periti sono stati affidati approfondimenti istologici e tossicologici.. Per il deposito delle conclusioni sono stati concessi novanta giorni.
L’inchiesta della Procura di Bologna sta indagando per omicidio colposo. Sotto la lente l’operato dei due agenti e di quattro volontari della Croce Rossa presenti sul posto.
IL LEGALE ANSELMO: “PER LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE FAKIR NON È MORTO PER ASFISSIA”
“Per la maggioranza parlamentare Fakir non è morto per asfissia meccanica violenta da compressione. È stato trattato con ‘cura attenzione e delicatezza’”. Continua il confronto a distanza traFabio Anselmo, l’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, morto domenica scorsa al Pilastro durante un intervento di Polizia e Croce Rossa, ed esponenti del governo Meloni e del centrodestra, a cominciare dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Mi pare che stiano usando la stessa tecnica comunicativa che venne adottata per il caso Aldrovandi. Ma non ha portato loro molta fortuna”, osserva Anselmo, nel giorno in cui sono emerse nuove immagini video su quanto avvenuto domenica alla periferia di Bologna, immagini video in cui si vede una chiazza di sangue sotto la testa dell’uomo. “Non capisco questa ansia di narrazione difensiva dei fatti. Stiamo parlando di una pseudo notizia di reato sulla quale ha già sentenziato” l’intero centrodestra “di cui fa parte anche il ministero della Giustizia”, Carlo Nordio. “Abbiamo un bello e spesso scudo davanti a noi, giuridico e politico. Siamo rassegnati”, ammette l’avvocato.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

