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Million Day, ritardatari e frequenti: cosa dicono davvero le statistiche

million day

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Due estrazioni al giorno, alle 13:00 e alle 20:30, cinque numeri da scegliere tra 1 e 55 e una giocata che parte da 1 euro. Il Million Day è ormai una presenza fissa nelle abitudini di milioni di italiani, con un premio massimo da 1 milione di euro che continua ad allungare la lista dei vincitori. L’ultimo è arrivato il 5 luglio a Milano, dove è stata centrata la cinquina da un milione, la numero 378 da quando il gioco è partito, nel febbraio 2018. E solo tra giugno e i primi di luglio i nuovi milionari sono stati sei, da Milano a Marsala passando per Bordighera e Busto Arsizio.

Intorno alle estrazioni è cresciuto un intero mondo di archivi, tabelle e classifiche. I numeri ritardatari, cioè quelli che mancano da più estrazioni, i frequenti, che escono più spesso, i cosiddetti numeri spia, che secondo alcuni anticiperebbero l’uscita di altri. A metà luglio il maggior ritardatario era il 24, assente da 52 estrazioni consecutive. Le pagine con i numeri vincenti e le statistiche aggiornate, come quelle che questo giornale pubblica ogni giorno, sono tra le più consultate in assoluto.

La domanda che chi gioca si fa prima o poi è sempre la stessa. Un ritardo così lungo dice qualcosa sulla prossima estrazione? Conviene puntare sul 24 proprio perché manca da tanto? La matematica ha una risposta precisa, e non è quella che molti si aspettano.

Perché ogni estrazione riparte da zero

La probabilità di centrare la cinquina è di 1 su 3.478.761. Quella di fare 4 è di 1 su 13.915, il 3 vale 1 su 284, il 2 circa 1 su 17,7. Sono le probabilità ufficiali del gioco e hanno una caratteristica che spesso sfugge, restano identiche a ogni estrazione. L’urna non ha memoria. Il 24 che manca da 52 turni ha, oggi, le stesse possibilità di uscire di un numero estratto ieri sera.

L’idea che un numero in ritardo sia in debito con la sorte ha un nome, fallacia del giocatore, ed è uno degli errori di ragionamento più studiati. Nasce da un fraintendimento della legge dei grandi numeri. Come ricorda la voce dell’Enciclopedia della Matematica Treccani, dopo un lungo squilibrio «non si deve pensare che a questo punto il caso giochi a favore dell’evento svantaggiato». Sul lunghissimo periodo le frequenze tendono a riavvicinarsi perché le nuove estrazioni diluiscono il peso di quelle passate, non perché esista una forza che compensa i ritardi.

Un esempio aiuta a fissare il punto. Se una moneta desse testa dieci volte di fila, la tentazione di puntare tutto su croce all’undicesimo lancio sarebbe fortissima. Eppure le possibilità restano una su due, esattamente come al primo lancio. Le dieci teste non hanno creato nessun credito, e la moneta non sa di doverlo saldare. Con l’urna del Million Day succede lo stesso, solo con numeri più grandi e con il fascino in più del milione in palio due volte al giorno.

Questo non rende inutili archivi e statistiche. Servono a scegliere i propri numeri con un criterio, a seguire il gioco con più gusto, a coltivare piccole ritualità che fanno parte del divertimento. L’importante è sapere che si tratta di un modo di giocare e non di un metodo per vincere. Vale per i ritardatari, per i frequenti e per i numeri spia, che nessuno studio ha mai promosso a strumenti di previsione.

Capitolo premi. Con la giocata base da 1 euro si vincono 2 euro indovinando 2 numeri, 50 euro con il 3, 1.000 con il 4 e 1 milione con la cinquina, importi al netto del prelievo dell’8% sulle vincite. L’opzione Extra MillionDAY, che costa 1 euro in più, aggiunge una seconda estrazione di cinque numeri tra i 50 rimasti nell’urna, con premi da 4 euro fino a 100.000 che si sommano a quelli del gioco base.

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