Mandala Dance Company presenta Trittico d’autore al Salerno Danza Festival tra Futurismo, Pasolini e nuove geografie del corpo
Una serata di danza contemporanea che mette in dialogo la ricerca coreografica con alcune delle più significative eredità culturali del Novecento, attraverso il confronto con la memoria delle avanguardie artistiche, la riflessione poetica e civile di Pier Paolo Pasolini e le questioni che attraversano il nostro tempo – dall’identità ai confini, fino al rapporto tra patrimonio storico e nuove tecnologie. Il 24 luglio 2026, alle ore 21.30, Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa, sarà in scena al Teatro Kamaraton di Camerota (SA), nell’ambito del Salerno Danza Festival, rassegna sostenuta dal Ministero della Cultura, con il Trittico d’Autore, composto da Trame nel Vento. Omaggio al futurismo di Giannina Censi, Il corpo danzante. Omaggio a Pasolini e Border Bodies.
Le tre creazioni, pur autonome nella loro struttura e nel loro linguaggio, sono accomunate da una riflessione sul corpo come luogo di memoria, trasformazione e relazione. Ne scaturisce un percorso che intreccia storia, estetica e contemporaneità, restituendo una visione della danza quale spazio privilegiato di dialogo tra patrimonio culturale, ricerca artistica e sensibilità del presente.
Ad aprire il programma sarà Trame nel Vento: omaggio al futurismo di Giannina Censi, nuova creazione coreografica firmata da Paola Sorressa e presentata in debutto nazionale. Il lavoro rende omaggio a Giannina Censi, figura centrale della danza futurista italiana e interprete dell’aerodanza teorizzata da Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto della Danza Futurista, ripercorrendone l’eredità attraverso un linguaggio coreografico che restituisce, in chiave contemporanea, i principi di velocità, volo e movimento che caratterizzarono quella stagione artistica. La coreografia si inserisce inoltre nel dialogo con il centenario della nascita, nel 2026, di Enrico Prampolini, protagonista delle avanguardie italiane e riferimento fondamentale per la ricerca scenografica e visiva del Futurismo, richiamando il rapporto tra arti performative, arti visive e sperimentazione estetica che ha segnato l’evoluzione della modernità. Le musiche originali di Sergio De Vito accompagnano la costruzione drammaturgica dell’opera integrando la ricostruzione della voce di Filippo Tommaso Marinetti mediante intelligenza artificiale. In questo dialogo tra archivio, memoria e innovazione, la coreografia costruisce un ponte tra patrimonio culturale e ricerca contemporanea, interrogando il presente attraverso la rilettura di una delle esperienze più significative della danza italiana del Novecento.
Il secondo momento del programma è affidato a Il corpo danzante: omaggio a Pasolini, un cameo coreografico nel quale Paola Sorressa sviluppa una riflessione sul rapporto tra corpo, coscienza e memoria. La prima parte dell’opera è dedicata allo studioso Giancarlo Bucci, recentemente scomparso, cui viene rivolto un omaggio che ne richiama il contributo alla ricerca e agli studi. La seconda parte prende ispirazione dal balletto-cantata Vivo e Coscienza di Pier Paolo Pasolini, traducendo in movimento il dialogo tra vita, pensiero e ricerca di autenticità che attraversa l’opera dello scrittore e regista. Il linguaggio coreografico restituisce così la dimensione poetica e civile del pensiero pasoliniano, trasformando il corpo in spazio di interrogazione e testimonianza, nel quale memoria individuale e coscienza collettiva si incontrano attraverso una scrittura scenica essenziale e intensa.
Con Border Bodies (coproduzione internazionale con Zawirowania Dance Festival) la riflessione si sposta sul presente, affrontando il tema del corpo contemporaneo come luogo di attraversamento e trasformazione. Sei interpreti abitano uno spazio segnato da confini fisici e simbolici che, nel corso della performance, cessano di essere esclusivamente linee di separazione per diventare territori di relazione. Identità differenti si incontrano, si scontrano e progressivamente si modificano, dando vita a una geografia mobile nella quale appartenenza, alterità e migrazione trovano espressione attraverso il linguaggio del corpo. La coreografia sviluppa una riflessione sulla costruzione dell’identità individuale e collettiva, mostrando come il limite possa trasformarsi da barriera in possibilità di dialogo, facendo emergere il valore dell’incontro e della reciproca contaminazione come elementi fondanti dell’esperienza umana.
Ad arricchire ulteriormente il programma sarà la presentazione del volume Disarmonica Danza, curato da Gianluca Bocchino per Liecrona Edizioni, dedicato al rapporto tra la danza e le avanguardie futuriste italiane attraverso i contributi di autorevoli studiosi del settore. L’incontro, che vedrà la partecipazione dello stesso Bocchino e di Carmela Piccione, si inserisce in continuità con il debutto di Trame nel Vento, offrendo un momento di approfondimento storico e critico che amplia la prospettiva della serata e ne completa il percorso artistico. Il dialogo tra riflessione teorica e pratica scenica consente infatti di mettere in relazione la ricerca contemporanea con le radici culturali della modernità, evidenziando il ruolo che la danza continua a svolgere quale linguaggio capace di rileggere il patrimonio storico attraverso nuove forme espressive.
Maggiori informazioni su: https://www.salernodanzafestival.net/

