Urso: “ll Governo è al lavoro per tutelare i lavoratori, evitare licenziamenti, salvaguardare stabilimenti e produzioni in Italia. Serve piano industriale serio”
Si è svolto oggi il tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sul futuro di Electrolux in Italia. Intervenendo in apertura, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso lo ha definito “un primo, significativo cambio di passo” perché “dal piano industriale irricevibile presentato dall’azienda si è passati a un confronto vero con le organizzazioni sindacali, che si è già articolato finora in tre incontri. Questo era il primo obiettivo che ci eravamo posti e lo abbiamo raggiunto: creare le condizioni per ricercare una soluzione condivisa e sostenibile, capace di tutelare tutti i lavoratori, evitare i licenziamenti e salvaguardare gli stabilimenti e le produzioni in Italia”.
“Ora – ha aggiunto il ministro- ci aspettiamo che l’azienda dia seguito al confronto, ritirando il piano presentato e trasformando il confronto in una nuova proposta industriale che assicuri prospettive concrete agli stabilimenti italiani, salvaguardando l’occupazione e la capacità produttiva”.
URSO: UE INTERVENGA SUBITO SU FILIERA, IN SEI ANNI CHIUSI 25 SITI
Urso ha, poi, proseguito spiegando che “la vertenza Electrolux è un caso europeo, non solo nazionale. Negli ultimi sei anni sono già stati chiusi 25 stabilimenti dell’elettrodomestico in Europa: bisogna agire subito o rischiamo il collasso industriale. Per questo abbiamo promosso e presentato un non-paper sul settore, che ha ottenuto il sostegno di Francia, Germania e Polonia, all’attenzione del vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, al quale avevo già sollecitato un intervento tempestivo negli incontri che ho avuto con lui in questi mesi”.
Il documento propone il riconoscimento dell’industria europea dell’elettrodomestico come settore strategico, un piano europeo dedicato al comparto e strumenti per sostenere gli investimenti, la domanda e la capacità produttiva.
“Illustrerò il documento al prossimo Consiglio Competitività, previsto a Bruxelles alla fine di settembre, affinché diventi la base della discussione europea e l’Unione intervenga al più presto a tutela della produzione, degli investimenti e dell’occupazione, modificando un quadro regolatorio che oggi penalizza le nostre imprese e favorisce la concorrenza asiatica, spesso sleale”, ha concluso il ministro.

