Site icon Corriere Nazionale

Dissezione aortica: uno studio mette in discussione il divieto di fare attività fisica

rivascolarizzazione cuore infarto

Dissezione aortica: uno studio appena pubblicato mette in discussione il divieto di fare attività fisica dopo l’evento acuto

Uno studio pilota randomizzato suggerisce che un programma strutturato di esercizio fisico di moderata intensità può essere praticato in sicurezza dai pazienti sopravvissuti a una dissezione aortica toracica. In 12 mesi di follow-up non si sono verificati decessi, recidive di dissezione o nuovi interventi sull’aorta. Sebbene siano necessari studi più ampi per confermare questi risultati, i dati potrebbero contribuire a modificare un paradigma consolidato nella gestione di questi pazienti.

Per molti anni ai pazienti sopravvissuti a una dissezione aortica è stato consigliato di limitare drasticamente l’attività fisica per il timore che l’aumento della pressione arteriosa durante lo sforzo potesse favorire una nuova dissezione o altre complicanze dell’aorta. Tuttavia, questa prudenza ha spesso portato a uno stile di vita sedentario, con conseguenze negative sul piano cardiovascolare, metabolico e psicologico.

Ora uno studio multicentrico randomizzato pubblicato sulla rivista Circulation: Population Health and Outcomes suggerisce che un programma di esercizio fisico strutturato e attentamente monitorato potrebbe essere praticato in sicurezza anche in questa popolazione di pazienti.

Una popolazione ad alto rischio
La dissezione aortica toracica (Thoracic Aortic Dissection, TAD) rappresenta una delle emergenze cardiovascolari più gravi. Si verifica quando una lacerazione della parete interna dell’aorta consente al sangue di penetrare tra gli strati della parete arteriosa, creando un falso lume che può compromettere il flusso ematico verso gli organi vitali o provocare la rottura dell’aorta.
Grazie ai progressi della chirurgia cardiovascolare e delle tecniche endovascolari, il numero di pazienti che sopravvive alla fase acuta è aumentato sensibilmente. Tuttavia, questi soggetti rimangono esposti per tutta la vita al rischio di nuove complicanze aortiche e necessitano di un rigoroso controllo della pressione arteriosa.
Proprio il timore che l’esercizio fisico possa determinare pericolosi picchi pressori ha portato finora a raccomandazioni estremamente prudenti, spesso prive di solide evidenze scientifiche.

Lo studio
Per valutare la sicurezza dell’attività fisica, i ricercatori coordinati da Siddharth Prakash, dell’University of Texas Health Science Center di Houston, hanno condotto uno studio multicentrico randomizzato in tre centri accademici statunitensi.
Sono stati arruolati 93 pazienti adulti con precedente dissezione aortica di tipo A o di tipo B, avvenuta almeno tre mesi prima dell’inclusione nello studio.

I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi:
• un programma di esercizio guidato;
• le cure abituali, comprendenti consulenza sull’attività fisica e controlli clinici periodici.
L’età media era di 56 anni; il 30% dei partecipanti era rappresentato da donne. Circa tre quarti avevano avuto una dissezione di tipo A e la maggior parte era stata trattata con chirurgia a cielo aperto.

Un programma di allenamento personalizzato
Il programma prevedeva una prima sessione supervisionata durante la quale i pazienti imparavano a svolgere un circuito composto da sei esercizi:
• wall sit (seduta contro il muro);
• esercizi di presa manuale;
• sollevamento delle gambe;
• tapis roulant;
• cyclette;
• curl per i bicipiti.
Tra un esercizio e l’altro era previsto un intervallo di riposo di tre minuti.
Successivamente i partecipanti hanno proseguito a domicilio un programma di attività fisica di intensità moderata per 12 mesi.
Durante l’allenamento supervisionato la pressione arteriosa veniva misurata durante ogni esercizio e durante i periodi di recupero.

Nessuna recidiva durante il follow-up
Il dato più importante riguarda la sicurezza.
Nel corso dei 12 mesi di osservazione non si sono verificati:
• decessi;
• nuove dissezioni aortiche;
• interventi chirurgici sull’aorta;
né nel gruppo assegnato all’esercizio né in quello trattato con le cure abituali.
Un solo paziente ha sviluppato una dissezione dell’arteria iliaca destra, ma l’evento si è verificato dopo aver praticato attività fisica non prevista dal protocollo, comprendente beach volley e ciclismo. La lesione è rimasta stabile e non ha richiesto alcun intervento.

Picchi pressori gestibili
Durante le sedute supervisionate il 39% dei pazienti ha presentato episodi di ipertensione da sforzo, definiti come valori superiori a 180 mmHg di pressione sistolica oppure superiori a 100 mmHg di pressione diastolica.
In tutti i casi, tuttavia, tali incrementi sono stati controllati semplicemente modificando l’intensità dell’esercizio, senza determinare complicanze cliniche.
Secondo gli autori, questi risultati dimostrano che un’adeguata educazione del paziente e un monitoraggio iniziale consentono di praticare attività fisica in condizioni di sicurezza.

Nessun peggioramento della pressione arteriosa
Al termine dei 12 mesi non sono emerse differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda:
• pressione arteriosa rilevata mediante monitoraggio ambulatoriale;
• qualità della vita valutata con il questionario PROMIS-29.
Gli autori sottolineano tuttavia che lo studio non aveva una potenza statistica sufficiente per dimostrare differenze clinicamente rilevanti su questi endpoint.

Un cambio di paradigma?

«I nostri risultati mettono in discussione la convinzione consolidata secondo cui i sopravvissuti a una dissezione aortica dovrebbero evitare l’attività fisica moderata» scrivono gli autori.
«Con un’adeguata formazione e un appropriato monitoraggio, questi pazienti possono svolgere un programma strutturato di esercizio senza provocare crisi ipertensive o complicanze aortiche.»
Secondo i ricercatori, limitare eccessivamente l’attività fisica potrebbe privare questi pazienti dei benefici ben documentati dell’esercizio sul controllo pressorio, sul metabolismo, sulla funzione cardiovascolare e sul benessere psicologico.

I limiti dello studio
Gli stessi autori invitano comunque alla cautela.
Lo studio era stato progettato per arruolare 126 pazienti, ma il reclutamento si è fermato a 93 partecipanti a causa della rarità della patologia e dei numerosi criteri di esclusione, tra cui ipertensione non controllata, limitazioni funzionali e impossibilità di effettuare esercizio fisico a domicilio.
Inoltre, solo 65 partecipanti hanno completato tutte le valutazioni previste dal protocollo e 17 sono stati persi al follow-up.
Per questi motivi i risultati devono essere considerati preliminari e dovranno essere confermati da studi prospettici di dimensioni maggiori.

Le prospettive future
Secondo gli autori, il prossimo passo sarà sviluppare programmi di esercizio sempre più personalizzati, basati sul profilo emodinamico di ciascun paziente e supportati da strumenti di salute digitale in grado di monitorare pressione arteriosa e aderenza al trattamento anche a distanza.
Se confermati, questi risultati potrebbero modificare le raccomandazioni attuali, consentendo ai sopravvissuti a una dissezione aortica di beneficiare dei vantaggi dell’attività fisica senza compromettere la sicurezza.

Bibliografia
1. Bhatia D, Prakash S, et al. Safety and feasibility of moderate-intensity home-based guided exercise in aortic dissection survivors in the United States: a multicenter randomized controlled trial. Circulation: Population Health and Outcomes. 2026. doi:10.1161/CIRCOUTCOMES.126.013292.
2. Nicole Lou. Exercise May Not Be a No-No After Aortic Dissection. MedPage Today. 3 luglio 2026.

Exit mobile version