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G8 di Genova: in piazza Alimonda si ricorda Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio del 2001

g9 genova

La morte avvenne intorno alle 17:27 in piazza Alimonda. Durante gli scontri tra manifestanti e reparti dei Carabinieri

A 25 anni dal G8 di Genova, si è rinnovato oggi in piazza Alimonda il ricordo di Carlo Giuliani, il giovane manifestante ucciso il 20 luglio 2001. Durante la commemorazione, come avviene ogni anno dal giorno del tragico evento, la targa in marmo della piazza è stata simbolicamente sovrascritta a mano da un giovane con la dicitura “Carlo Giuliani ragazzo”.

La ricorrenza di quest’anno segna il venticinquennale del vertice del 2001. “25 anni dopo a Genova. Carlo Giuliani é vivo e lotta ancora insieme a noi“, si legge nel post del video. I giorni del summit furono segnati da duri scontri di piazza tra manifestanti e forze dell’ordine, che provocarono la morte di Giuliani, 606 feriti e le violenze della Polizia all’interno della scuola Diaz.

CHI ERA CARLO GIULIANI

Figlio di Giuliano Giuliani, ex sindacalista della Cgil, e di Adelaide Cristina (Heidi) Gaggio, successivamente senatrice della Repubblica, Carlo Giuliani era cresciuto nel capoluogo ligure. Dopo il diploma di liceo scientifico, si era iscritto alla facoltà di Storia all’Università di Genova. Era attivo nel sociale e la famiglia lo ha sempre descritto come distante dalle logiche di militanza partitica o di appartenenza a frange organizzate.

La morte avvenne intorno alle 17:27 in piazza Alimonda. Durante gli scontri tra manifestanti e reparti dei Carabinieri, Giuliani fu fotografato mentre, a volto coperto, sollevava un estintore a poca distanza da un Land Rover Defender dei Carabinieri bloccato. Dal mezzo militare vennero esplosi due colpi di pistola dal carabiniere ausiliario Mario Placanica. Giuliani venne colpito al volto e successivamente sormontato due volte dal veicolo in manovra di allontanamento.

La magistratura italiana ha archiviato il procedimento a carico di Placanica, ravvisando l’uso legittimo delle armi e la legittima difesa per salvaguardare la propria incolumità. La ricostruzione è stata validata in via definitiva nel 2011 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), che ha assolto lo Stato italiano da responsabilità dirette per la morte, pur muovendo critiche sulla pianificazione della sicurezza e la gestione dell’ordine pubblico durante il summit.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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