Chi era Abderrahim Fakir, morto ammanettato a Bologna. L’Ausl apre un’indagine: il primo equipaggio della Croce rossa è arrivato in via Svevo alle 12.17. L’automedica è poi arrivata alle 12.53
Abderrahim Fakir, il 43enne che è morto a Bologna mentre era ammanettato a pancia in giù durante un controllo della Polizia, non viveva nel palazzo del quartiere Pilastro dove è morto, steso a terra sull’asfalto della rampa dei garage. Viveva invece in provincia di Bologna, a Borgonuovo, una frazione di Sasso Marconi. Di origini marocchine, era in Italia da diversi anni ed era titolare di un’impresa di facchinaggio nel campo della logistica. Questa mattina si trovava in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti. A chiamare la Polizia sono stati alcuni vicini che hanno segnalato grida e la presenza di una persona alterata. Fakir, sembra, aveva qualche piccolo precedente di polizia. L’uomo, prima di sentirsi male e andare in arresto cardiaco, è rimasto a terra alcuni minuti mentre due agenti lo stavano tenendo fermo e lo immobilizzavano con alcune fascette. Cera anche una terza persona che gli teneva le caviglie, che sembrava un residente. In piedi, nel video pubblicato dal Corriere, si vedono due operatori della Croce rossa che osservano la scena a distanza.
Mentre la sorella ha accusato la Polizia, chiedendo “giustizia” e dicendo che era stata colpa degli agenti che “non hanno avuto pietà” di suo fratello (“Non mi darò pace finché non avrò vendetta per mio fratello”), un altro residente ha detto queste parole ai giornalisti: “Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto”. La famiglia ha convocato un momento di ricordo per domani alle 19, con ritrovo in Svevo. Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha annunciato un presidio di solidarietà alle 19 in piazza Nettuno.
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GLI ORARI DELL’AMBULANZA
Rispetto a quanto accaduto questa mattina al Pilastro l’Azienda Usl di Bologna in una nota annuncia di aver aperto una indagine interna per fare piena luce sull’episodio. “L’Azienda sta acquisendo tutte le informazioni disponibili al fine di ricostruire puntualmente lo svolgimento dell’intervento e procedere a una valutazione delle modalità con cui si sono svolti i fatti per quanto di competenza del sistema sanitario. L’Azienda Usl di Bologna è a completa disposizione dell’Autorità giudiziaria e degli inquirenti per ogni attività di accertamento”.
Nella nota, l’Ausl ricostruisce anche gli orari della sequenza dell’intervento:
- 12:17:08 – Invio dell’ambulanza Bologna65, equipaggio della Croce Rossa Italiana, primo mezzo di soccorso intervenuto.
- 12:30:24 – Arrivo sul posto dell’ambulanza Bologna65.
- 12:36:48 – L’equipaggio della Croce Rossa Italiana contatta la Centrale Operativa 118 per un consulto medico e, contestualmente richiede l’invio dell’automedica.
- 12:42:23 – Invio dell’automedica Bologna101, con partenza dalla postazione dell’Ospedale Maggiore.
- 12:53:42 – Arrivo sul posto dell’automedica Bologna101 che ha constato il decesso
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

