Il Chmp ha espresso parere positivo per l’estensione dell’indicazione di teclistamab in associazione con daratumumab nel trattamento degli adulti con mieloma multiplo recidivato o refrattario
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha espresso parere positivo per l’estensione dell’indicazione di teclistamab in associazione con daratumumab nel trattamento degli adulti con mieloma multiplo recidivato o refrattario che abbiano ricevuto almeno una precedente linea di terapia. Se la raccomandazione sarà recepita dalla Commissione Europea, la combinazione potrà essere impiegata molto più precocemente nel percorso terapeutico, anticipando l’utilizzo di una delle più promettenti immunoterapie “off-the-shelf” dirette contro il bersaglio BCMA.
Il parere del Chmp si basa sui risultati dello studio di fase 3 MajesTEC-3, che ha mostrato un netto vantaggio rispetto agli attuali regimi standard, sia in termini di sopravvivenza libera da progressione sia di sopravvivenza globale.
Una nuova opzione immunoterapica nelle fasi più precoci della malattia
Teclistamab è un anticorpo bispecifico che lega contemporaneamente il recettore BCMA, espresso sulle plasmacellule mielomatose, e CD3 presente sui linfociti T, favorendo così l’attivazione del sistema immunitario contro le cellule tumorali.
A differenza delle terapie CAR-T, questa strategia è immediatamente disponibile e non richiede la produzione personalizzata del trattamento, rappresentando quindi una soluzione “off-the-shelf” potenzialmente utilizzabile in tempi molto più rapidi.
Secondo Ester in’t Groen, Emea Therapeutic Area Head of Haematology di Johnson & Johnson, i risultati ottenuti «mostrano un prolungamento significativo della sopravvivenza globale e un numero estremamente ridotto di progressioni dopo i primi sei mesi di trattamento», tanto da candidare la combinazione teclistamab-daratumumab a diventare un nuovo standard terapeutico nelle prime fasi della recidiva.
Lo studio MajesTEC-3
Lo studio internazionale, multicentrico e randomizzato di fase 3 MajesTEC-3 ha coinvolto 587 pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario trattati in 150 centri di 20 Paesi.
I pazienti avevano ricevuto da una a tre precedenti linee di terapia, comprendenti almeno un inibitore del proteasoma e lenalidomide; chi aveva ricevuto una sola linea doveva essere refrattario alla lenalidomide. Sono stati esclusi i pazienti già trattati con terapie anti-BCMA o refrattari a un anticorpo anti-CD38.
I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere:
- teclistamab più daratumumab;
- oppure uno dei regimi standard scelti dallo sperimentatore, prevalentemente daratumumab, pomalidomide e desametasone (DPd) oppure daratumumab, bortezomib e desametasone (DVd).
L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata da un comitato indipendente.
Progressione ridotta dell’83%
Dopo un follow-up mediano di 34,5 mesi, la combinazione ha dimostrato un beneficio senza precedenti.
La PFS mediana non è stata raggiunta nel braccio sperimentale, mentre è risultata di 18,1 mesi nel gruppo di controllo, corrispondente a una riduzione dell’83% del rischio di progressione o morte (HR 0,17; p<0,001).
A tre anni:
- l’83,4% dei pazienti trattati con teclistamab più daratumumab risultava libero da progressione;
- contro appena il 29,7% dei pazienti trattati con DPd o DVd.
Un dato particolarmente significativo riguarda la durata del beneficio: oltre il 90% dei pazienti che erano ancora liberi da progressione dopo i primi sei mesi di terapia continuava a esserlo anche a tre anni.
Migliora anche la sopravvivenza globa
Anche la sopravvivenza globale è risultata significativamente superiore.
A 36 mesi:
- l’83,3% dei pazienti nel braccio sperimentale era ancora in vita;
- rispetto al 65% del gruppo di controllo.
Le curve di sopravvivenza hanno mostrato un iniziale svantaggio nei primi mesi, attribuito soprattutto a decessi correlati a infezioni verificatisi nella fase iniziale del trattamento; successivamente il beneficio della combinazione è emerso chiaramente.
Risposte molto più profonde
La combinazione ha inoltre determinato un marcato incremento della profondità della risposta.
Il tasso di risposta completa o migliore ha raggiunto l’81,8%, contro il 32,1% dei regimi standard.
Anche la malattia minima residua (MRD) negativa, uno dei principali indicatori prognostici nel mieloma multiplo, è risultata oltre tre volte più frequente:
- 58,4% con teclistamab più daratumumab;
- 17,1% con DPd/DVd.
La risposta è comparsa rapidamente in entrambi i gruppi (tempo mediano di 1,2 mesi), ma è risultata decisamente più duratura con la nuova combinazione: a tre anni risultava ancora in risposta l’88,5% dei pazienti responder, contro il 36,4% del gruppo di controllo.
Profilo di sicurezza coerente con il meccanismo d’azione
Il profilo di sicurezza è risultato nel complesso coerente con quello già noto di teclistamab.
Gli eventi avversi seri sono stati osservati nel 70,7% dei pazienti trattati con la combinazione, rispetto al 62,4% del braccio standard. La neutropenia di grado 3-4 è stata l’evento ematologico più frequente, mentre la polmonite ha rappresentato la complicanza grave più comune.
La sindrome da rilascio di citochine (CRS) è comparsa nel 60,1% dei pazienti, ma tutti gli episodi sono stati di grado 1 o 2, si sono risolti completamente e non hanno comportato interruzioni definitive della terapia.
Le infezioni severe sono risultate più frequenti nel gruppo trattato con teclistamab (54,1% contro 43,4%), così come i decessi correlati a infezione (4,6% contro 1,4%). La maggior parte di questi eventi si è verificata entro i primi sei mesi di trattamento, prima dell’introduzione nel protocollo di indicazioni più stringenti sull’impiego profilattico delle immunoglobuline.
Verso un nuovo standard terapeutico
L’eventuale approvazione definitiva della Commissione Europea consentirebbe di anticipare l’impiego di teclistamab rispetto all’attuale utilizzo nelle fasi avanzate della malattia.
I risultati dello studio MajesTEC-3 suggeriscono infatti che l’associazione con daratumumab possa modificare significativamente la storia naturale del mieloma multiplo già dopo la prima recidiva, offrendo un controllo della malattia più profondo e duraturo rispetto agli attuali standard terapeutici e rafforzando il ruolo delle immunoterapie bispecifiche nel trattamento precoce della malattia.
Riferimenti
Johnson & Johnson. CHMP recommendation advances TECVAYLI® (teclistamab) plus daratumumab as a potential standard of care for relapsed/refractory multiple myeloma. Comunicato stampa, 26 giugno 2026
Risultati dello studio di fase 3 MajesTEC-3 (NCT05083169)

